Tutte pazze per le piume, accessori e abiti all'insegna della leggerezza

Tutte pazze per le piume, accessori e abiti all’insegna della leggerezza

Le piume donano leggerezza ad accessori e abiti regalando un allure sofisticata. Scoprite tutti i trend qui.

Di grande tendenza quest’anno, abbiamo visto le piume bordare orli di mini dress e abiti dal taglio charleston (Asos Design). Colorate e sfiziose sono state un complemento moderno, glamour e cool di pantaloni a zampa (Miu Miu le ha utilizzate di struzzo). Vaporose piume di marabù hanno impreziosito gioielli e orecchini, come broches da applicare a t-shirt basic style, a camicie, abiti, o a foulard e leggeri cover. Le meno vaporose hanno decorato sandali, collane e borse boho style. Alessandro Dell’Acqua per N.21 le ha proposte su abiti svolazzanti e su borse dai toni caldi e a colori fluo. Le piume, si sono posate leggere anche su sneakers, sandali bassi e gioiello, someil, su jeans, pantaloni a zampa o pantaloni dal taglio elegante e a vita alta. Per la Haute Couture, che ha segnato tutte le tendenze di questo 2019, la famosa make up artist  britannica Pat McGrath sulla passerella di Valentino ha trasformato gli occhi delle modelle in vere opere d’arte. Ha incollato le piume una ad una lungo le rime cigliari, sotto e sopra. Di colori accesi dal viola al verde acqua, passando per il giallo, il bianco fino al fucsia. È riuscita così a regalare al parterre di Vip presenti uno spettacolo audace, nuovo ed eccentrico mai visto prima.

Le tendenze per l’autunno inverno 2019/2020

E per questo prossimo autunno inverno 2019/20? La risposta è: Winter Plumage! Top trend di questo autunno inverno 2019/20 le piume ci vestiranno day&night. Arricchiranno outfit basic come i party look e saranno proprio ovunque! La novità arriva da Christian Dior. La collezione Haute Couture Autunno-Inverno 2019-2020 di Maria Grazia Chiuri, grazie alla complessità del savoir faire dell’ atelier Jean_Pierre Ollier, ha realizzato un meraviglioso intreccio di organza, pelle e piume laccate verdi. Un collare, quasi egizio, applicato ad un abito nero di rete. Sempre con Dior siamo rimasti sorpresi nel vederle apparire dove forse nessuno aveva mai ancora osato: sulle calze. Calze e calzini a rete ornati di piume diventano sofisticati e mai visti!

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Head into @Jean_Pierre_Ollier_atelier to discover the process behind the exquisite macramé-like leatherwork used in the Autumn-Winter 2019-2020 #DiorCouture collection by #MariaGraziaChiuri, made using thousands of meters of leather ribbons! #DiorSavoirFaire Film Director: @MelindaTriana


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Le piume nell’Haute Couture

Presentato quindi alla Haute Couture 2019/20 già dallo scorso febbraio il trend delle piume piacerà di certo alle fashionist più vanitose di questo prossimo autunno inverno. Coloratissime e dalle tinte forti, scure e ton sour ton, nei dettagli o total look le piume accarezzeranno leggerissime il nostro inverno. Dalle collezioni di Antonio Marras a Mary Katranzou-che ha fatto del plumage il leitmotiv della collezione A/I 2019/20– fino a Miu Miu che conferma le piume h24, presentando tra le varie  proposte un graziosissimo mini dress in denim grigio bordato di  voluminose piume. Michael Kors Collection alla Fashion Week di New York 2019 ha portato in passerella una collezione autunno inverno 2019/20 dal sapore anni ’70. Ispiratosi allo Studio 54, la celebre discoteca di New York, nota per gli eccessi e la stravaganza delle sue serate, ha realizzato abiti che ricordano la disco music, tipica di quegli anni, ricoperti di paillettes e piume. Maniche voluminose con piume di maribù su minidress in paillettes, ma anche accessori che si ricoprono di piume. Valentino Garavani le ha invece proposte removibili sul sandalo con cinturini in pelle o sulle sneakers. La passione per le piume è arrivata anche nel circuito fast fashion. Le piume non potevano mancare nella collezione di accessori autunno inverno 2019/20 di Zara. Applicate ton sour ton su sandali in pelle, con tacco e in diversi colori o sul sandalo basso proposto in  giallo o viola. Le piume quindi, sono una tendenza moda degli ultimi anni su cui si sono concentrati i più famosi e affermati brand del mondo fashion. Così in poche stagioni, dalle passerelle le piume si sono posate e affermate negli  outfit da giorno come da sera.  Piume di struzzo si abbinano facilmente su look casual come su evening dresses. Abbinate a contrasto con lo street wear, lo sporty glam, saranno un dettaglio che arricchirà il nostro look. Scelte come ornamento di borse o scarpe, donano all’outfit un tocco femminile e romantico rendendolo allo stesso tempo chic.

Le piume ai Grammy Awards 2019 e alla Mostra del Cinema di Venezia 2019

Le piume arrivano e si posano dolcemente anche sul red carpet della mostra del Cinema di Venezia completando magicamente abiti da sogno. Tra i best look più ammirati di questa edizione senza dubbio quello di Iman. Sul red carpet di apertura della Mostra del cinema di Venezia 2019 Iman ha indossato un abito destinato a divenire uno dei più eleganti dell’autunno 2019 e sicuramente tra i migliori look di sempre del festival del cinema di Venezia, destinato a fare la storia del costume e della moda. Una  creazione del design Pierpalolo Piccioli della collezione Valentino Haute Couture Autunno Inverno 2019/2010. Tina Kunakey modella, moglie di Vincent Cassel e neo mamma di Amazonie, è apparsa in forma smagliante indossando un mini dress nero di piume di Giorgio Armani e tacchi a spillo. Penelope Cruz ha sfilato sotto i flash del red carpet in abito lungo bianco, bustier con applicazioni gioiello e piume ton sour ton di Ralph & Russo. Di sapore sicuramente più Hollywood style, nel taglio e nel colore, l’abito color cipria profilato di piume indossato da Eleonora Carisi e firmato Blumarine. Catherine Deneuve sfila sul red carpet indossando un abito bustier nero con lungo gilet in taffetà di seta arancio dal fondo ricamato di piume di Jean Paul Gaultier, un eccellente citazione moderna del “plumage”. Le piume sono un vero dettaglio, cool e glamour al quale anche per questo autunno inverno 2019/20 non sapremo sicuramente rinunciare.

La storia delle piume: un invisibile filo conduttore che ha seguito la storia della moda

La piuma, simbolo di leggerezza, finezza, dolcezza e voluttà ha attraversato la storia dell’uomo restando associata all’idea di eleganza, potere e di ricchezza. Fin dal 3000 avanti cristo gli antichi Egizi utilizzavano le piume di struzzo per i loro ventagli. La stessa Maat, dea dell’ordine, dell’equilibrio del mondo, dell’equità, della pace, della verità e della giustizia, è rappresentata da una donna che indossa una piuma di struzzo o una semplice piuma sull’acconciatura. Nello stesso periodo anche i primi popoli cinesi usavano ventagli di piume mentre le civiltà precolombiane, del nord e del sud, si servivano delle  piume come elemento decorativo e ornamentale o come segno distintivo del rango sociale. Venivano inoltre spesso applicate su copricapo, per decorare tamburi, abiti e collier.

Il significato delle piume nella storia

Le etnie amerindiane attribuivano alle piume virtù medico-magiche. In America del sud i ventagli di piume di condor venivano usate nella medicina tradizionale dagli sciamani. Per le  popolazioni nord-amerindiane la piuma d’aquila conferiva saggezza a chi la indossava, rappresentava il messaggero spirituale fra gli dei e l’uomo.

Per le civiltà Mesoamericane le piume dei Quetzal– splendido uccello venerato come dio dell’aria, diffuso in America Centrale, oggi simbolo del Guatemala- erano il simbolo di potere e ricchezza. Alcune divinità del loro pantheon possedevano attributi piumati come Huitzilihuitl (“piuma di colibrì”) o Quetzalcoatl (“serpente piumato”)  principale divinità venerata dalle antiche civiltà del mesoamerica. Uccello sacro straordinariamente bello! Il suo piumaggio è caratterizzato da colori sgargianti che vanno dal giallo, blu, verde e scarlatto particolarità che rende questi uccelli tra i più scenografici del mondo. Il maschio del Quetzal usa i colori delle piume e particolari pose per i rituali di accoppiamento. Tra le popolazioni Azteche e Maya si usavano splendidi ventagli di piume, le stesse che spesso adornavano collari o costumi per i rituali tribali. Nel mondo precolombiano, in particolare in Perù e Amazzonia, era diffusa la tecnica tramite “incollatura” per uso decorativo. Questa pratica raggiunse la massima espressione artistica nel XVI secolo con la creazione di veri e propri quadri religiosi a forma di mosaico di piume. In India invece le piume di pavone venivano tinte di blu e usate nella medicina tradizionale contro i morsi di serpente,  la tosse e la sterilità. Centinaia di anni dopo anche i greci e romani avrebbero utilizzato le piume come strumento decorativo per i loro elmetti e per i gioielli che venivano deposti nei santuari.

Tecniche di lavorazione

Poiché le piume non temono l’acqua o la luce e i colori variano a seconda dell’illuminazione di li a poco si cominciò a colorarle. Alcuni indiani d’America del sud svilupparono una perfetta conoscenza dell’arte della piuma. Praticavano una tecnica chiamata”tapirage“, una pratica tipica amerindiana di colorazione delle piume di uccelli. Gli uccelli venivano spennati, poi cospargevano il loro corpo di estratti di sostanze vegetali che consentivano la ricrescita delle piume di colore diverso.Con la scoperta dell’America e delle sue popolazioni le piume acquistano importanza nel campo della moda europea. Grandi piume colorate di uccelli mai conosciuti prima, come lo struzzo o il  casuario, decorarono indumenti e costumi di scena, cappelli e acconciature. Nei secoli successivi le piume vennero utilizzate  a seconda  delle mode del momento. Nel regno di Enrico VIII le piume erano piccole e servivano a mettere in risalto gli accessori; con Carlo II ed Enrico IV vennero utilizzate per decorare i copricapo come se fossero un pennacchio.

Soltanto nel XVIII secolo fa la prima comparsa il boa, confezionato con piume di struzzo, oca, gallo, o di marabù. Verso la fine del 700 dunque è la donna che si impossessa del plumage: oggetto di vezzo prettamente maschile, veniva utilizzato nel cabaret di quel periodo, oggi chiamato burlesque. Realizzeranno così dei capolavori  di  leggerezza, eleganza e fascino per quei tempi di grande charme. Verso la fine dell’800 e fino a circa il 1920 le piume appaiono imperanti nel guardaroba femminile. Nel IX secolo le piume più belle , rare e costose divennero simbolo di ricchezza e icona di un ceto sociale elevato. Alla fine del XIX secolo l’utilizzo delle piume nel campo della moda arriva a raggiungere il livello di lavorazione industriale;  in questo periodo si utilizzavano, vista la grande richiesta, piume di uccelli marini ricercate anche grazie alla loro resistenza.

L’epoca moderna

Negli anni della Belle Epoque, del Moulin Rouge, delle Folies Bergère, dei teatri di prosa e del cinema muto le piume di cigni, struzzi, pavoni, marabù, vengono estremizzate dal mondo del divismo. Si accendeva cosi, ma invano, lo sdegno dell‘Unione Ornitologica americana che gridava contro l’uccisione annua di circa 5 milioni di struzzi e uccelli in Birmania, Malesia, Australia e Indonesia per il solo gusto di saziare il narcisismo delle donne occidentali. Vestiti, scarpe, cappelli, guanti e scialli venivano adornati da leggere e rarissime piume. Ma non solo le donne! Ne andavano pazzi i sovrani e i militari applicate su berretti, elmi e vari cappelli da uniforme… a partire da quello dei bersaglieri nostrani. Le donne degli anni ’30, le femmes dèco, smaniavano per struzzi, marabù, galli cedroni. Must have degli abiti della moda charleston, erano presenti su fasce e bande di strass indossate sulla fronte, regalavano una allure chic, raffinata e sensuale. La pittrice Tamara de Lempicka verso la metà degli anni ’30 fece di nuovo tornare in auge la leggerezza e la femminilità delle piume indossando un cappotto di cigno. Nel ’37 per Marlene Dietrich fu creato, dal regista Ernest Lubitsch per il film Angelo, un cappello a cilindro strabordante piume. Nelle case chiuse d’alto bordo, per sedurre i loro ospiti, le donne indossavano marabù, uccello della famiglia delle cicogne le cui piume del corpo diventano particolarmente leggere candide e spumose all’estremità delle ali. Nel periodo successivo la seconda guerra mondiale il grande stilista francese Pierre Balmain, uno dei massimi influenti nella moda dell’epoca, realizza un mantello di struzzo e volpi bionde. Applica le piume sui suoi cappelli a cloche. Le stesse penne di marabù entreranno negli armadi del  XX secolo per adornare cappelli di moda o la bordura di cappotti, manicotti e boa in alternativa a quelle di struzzo.

Considerato il fattore della principale causa per la scomparsa di alcune specie di uccelli marini,  l’opinione pubblica si è mobilitata per arrivare a delle misure di salvaguardia al fine di utilizzare solo le piume di uccelli domestici. Oggi tutte le piume utilizzate nel mondo della moda provengono dalla produzione alimentare, in particolar modo quella di polli, tacchini, oche, fagiani, anatre, pernici, faraone, marabù. Solo nel caso dello struzzo le piume sono tagliate ad animale vivo – l’equivalente di un taglio di capelli – senza nessuna sofferenza per gli animali. La stessa designer Stella McCartney, regina della moda eco sostenibile, proprio per questo motivo ha scelto le piume di struzzo per le sue collezioni. Le piume quindi hanno ritrovato in questi ultimi decenni parte della loro funzione principale. Ornano indumenti e gioielli, accessori, boa ed oggetti decorativi regalandoci colori, sensazioni e allure sofisticate ed eleganti.

E negli anni più vicini a noi?

Arriviamo così agli anni ’60, alle maniche e alle sciarpe di piuma degli abiti di Cardin, alle gonne di cigno nella collezione autunno-inverno del ’91 di Krizia. Ai cappotti di Romeo Gigli bordati di piume di uccelli del paradiso e a quelli di Stephan Janson bordati di struzzo. Prerogativa, per anni, di complemento a particolari outfit dedicati a serate a tema, grand soireè o occasioni da dress code. Da alcuni anni la grande rivoluzione del plumage è quella di essere entrato in maniera preponderante nel daywear come elemento caratterizzante i capi minimal o casual. Abbiamo assistito, negli ultimi anni, ad una moderna rivisitazione dei vestiti piumati anni ’30 tipici del charleston, ma il plumage va oltre. Borsa mini e maxi abiti, accarezza il collo nelle scollature di giacche o cappotti, all over su top, gonne longuette. Abbellisce l’orlo di jeans e  gonne denim come di giubbotti e giacche. Impreziosisce borse, clutch o scarpe, sandali. Rifinisce fasce per capelli, orecchini, ciondoli di collane. Le piume sono state, anche per questa estate 2019 ormai alla fine, un must have al quale poche hanno resistito. Per molti secoli vezzo di pochi oggi tendenza di molti. Il plumage è stato e continua ad essere una vera e propria passione che non potrà assolutamente mancare nelle nostre giornate di questo prossimo autunno inverno 2019/20.



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