Agopuntura: usi, costi e controindicazioni

Contro il dolore, ma non solo. Dalla cultura cinese un modo differente di concepire il rapporto tra corpo e spirito, tra salute e malattia. Che ha una validità scientifica comprovata

All’agopuntura, nella maggioranza dei casi, ci si arriva per disperazione, quando gli antidolorifici non bastano più o si è esaurito il giro degli ambulatori e degli studi medici senza esser venuti a capo del proprio malessere. Quello che le si chiede è di farci star bene, quello che si scopre è un modo diverso di concepire sé, e quindi un diverso concetto di benessere e salute. Se, immersi nell’idea post moderna e occidentale di malattia per la quale a sintomo corrisponde una terapia (ho il raffreddore, prendo l’aspirina; ho il mal di testa, ingoio un antinevralgico), provate a chiedere a un agopuntore di redarre un manuale corrispondente (ho la sciatica, quanti aghi devo mettere e dove) farete sicuramente una figuraccia e potreste anche rischiare, se l’interlocutore è un po’ permaloso, anche di dover cambiare medico.

Cultura millenaria, conferma scientifica

 

L’agopuntura è una delle espressioni terapeutiche della medicina tradizionale cinese che affonda le sue radici in una cultura millenaria per la quale la malattia è uno squilibrio delle forze energetiche che costituiscono l’essere: per far tornare in salute, non si devono togliere i sintomi ma riportare l’equilibrio. L’agopuntura, tramite l’infissione di sottilissimi aghi in determinati punti del corpo e la loro manipolazione, stimola l’attivazione di meccanismi nervosi e bioumorali che contribuiscono al riequilibrio energetico. Ma poiché gli stessi sintomi (un mal di testa, ad esempio, oppure una lombalgia o un torcicollo) possono essere determinati da fattori differenti, i punti da stimolare cambieranno non solo da paziente a paziente, ma anche per la stessa persona in occasione di episodi differenti o addirittura durante il medesimo ciclo di terapia. Nel nostro corpo, poi, ci sono dei luoghi sintesi dei punti di agopuntura: uno di questi è l’orecchio tanto che esistono dei medici che si concentrano proprio sull’agopuntura auricolare. Un’altra branca della medicina naturale cinese che utilizza la stimolazione di punti del corpo per ottenere benefici in un’altra area è la riflessologia plantare.

Sono in molti in Occidente a considerare questa concezione unitaria di corpo e spirito come un retaggio del passato e, di conseguenza, a etichettare come suggestioni i benefici ottenuti con l’agopuntura, ma la letteratura scientifica li smentisce: soprattutto negli ultimi anni, numerose scuole di agopuntura e singoli specialisti hanno aderito a studi comparativi e ad analisi validanti : sono ormai oltre 10mila i lavori pubblicati da prestigiose riviste scientifiche e presenti nella bancadati di Medline, la più importante e accreditata in campo biomedico.

Quante sedute

Sfatiamo un pregiudizio: l’agopuntura non interviene solo sul dolore. È efficace anche in malattie che non presentano un dolore acuto o cronico ed è utile anche nella prevenzione. Anzi, chi è affetto da una malattia cronica o sa che rischia una ricaduta, magari perché è sotto stress, può fare delle sedute di “richiamo” preventivo. Oppure chi soffre di allergie può programmare un ciclo di riequilibrio ante primavera. Una cosa è certa: per avere un effetto duraturo ci vuole tempo. In caso di malattia acuta, il sollievo può essere immediato, perché magari si è agito anche sul lato “anestetico”, ma poi bisogna “sostenere” il risultato ottenuto. La cadenza delle sedute varia a seconda che si tratti di un evento acuto (poche ravvicinate, 2/3 alla settimana) o di una patologia cronica (più distanziate, 1 alla settimana) che vedrà dei benefici a partire dalla quinta o sesta seduta.

Cervicale e non solo

 

Non solo quindi dolori cervicali, colpo della strega, emicrania, ma numerose altre patologie possono trovare giovamento dall’agopuntura. Ne elenchiamo alcune, solo a titolo di esempio, perché il loro elenco sarebbe lunghissimo: artrosi, tendiniti, ernia discale, iniziale sindrome del tunnel carpale; cefalea a grappolo, paralisi degli arti per ictus o post-traumatici; irregolarità del ciclo mestruale, infertilità, disturbi della menopausa, nausea e vomito in gravidanza, induzione del parto post termine, feto podalico (tra la 32esima e la 34esima settimana può indurre il bimbo a girarsi), scarsità di latte; impotenza, eiaculazione precoce, alterazioni dello sperma; incontinenza, diuresi notturna; ipertensione (soprattutto se non risponde ai farmaci); gastrite, stipsi, colon irritabile; asma, sinusite; attacchi di panico, insonnia; mal di denti (anche come anestesia); astinenza da nicotina (per chi vuole smettere di fumare).

Benefici e controindicazioni

Ma fa male? No, gli aghi sono sottilissimi, di acciaio con il manico di rame, e monouso, quindi esenti da rischio di contaminazione e/o di contagio e la loro infusione, se eseguita correttamente, è pressoché indolore. Pertanto è praticabile anche da donne in gravidanza, limitando così anche il ricorso ad antidolorifici e antiinfiammatori, e da bambini, a partire dai 6/7 anni.
Ricordiamoci però che l’agopuntura non fa miracoli e ci sono delle situazioni in cui non è efficace, come quando c’è l’indicazione di un intervento chirurgico e nelle infezioni, e altre in cui lavora bene in abbinata ai farmaci tradizionali, magari somministrati in dosi ridotte. In ogni caso sarà il medico a decidere se e come praticarla, anche perché possono esserci delle controindicazioni: l’agopuntura infatti attiva degli importanti meccanismi neuro-endocrini, il terapista deve valutarli e il paziente deve essere consapevole di cosa potrebbe accadere.

Dove, chi e costi

Attenti ai ciarlatani: in Italia l’agopuntura la possono praticare solo i medici e i dentisti dopo una adeguata formazione specialistica.  L’agopuntura però non è inserita a livello nazionale nei Lea (i Livelli essenziali di assistenza) e il suo riconoscimento nell’ambito del Servizio sanitario nazionale è lasciato alla competenza regionale.

 

Negli anni scorsi ci sono stati accordi e sperimentazioni a macchia di leopardo e per lo più limitati alla funzione antidolorifica: l’ultima regione a deliberare in merito è stata, lo scorso 20 maggio, l’Emilia-Romagna che ha inserito l’agopuntura tra le prestazioni fornite dalle Asl. In questo caso, si paga il ticket mentre di norma la prestazione è attuata o negli studi privati o in regime di libera professione, quindi le tariffe sono equivalenti a quelle di uno specialista qualsiasi. La prima visita è un po’ più cara (si va dai 70 ai 130 euro) perché dura più a lungo e serve al medico per valutare attentamente la situazione visitando il paziente, colloquiando con lui, esaminando gli accertamenti già fatti e i precedenti sanitari, e spesso comprende anche la prima seduta di agopuntura. Le visite successive sono più corte (il tempo della valutazione e della terapia, circa mezz’ora quindi) e meno costose (si va dai 50 ai 100 euro).

Non pensate però che per trovare un buon agopuntore si debba per forza andare in una grande città quali Milano, Roma, Torino, Bologna, Napoli o fare migrazioni sanitarie: avrete compreso che praticare l’agopuntura non è una scelta di business ma è un’adesione culturale, quindi potrebbe essere che il medico di base del paesino a 5 chilometri da dove abitate voi sia uno dei più esperti agopuntori d’Italia.
Per sapere quindi chi sono e dove praticano basta andare sul sito della FISA – Federazione italiana delle società di agopuntura che coordina la quasi totalità delle associazioni e che ospita il database delle stesse, delle scuole e dei medici specializzati ricercabili con un motore di ricerca.



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