Poliamore, che cos’è e come funziona

Il poliamore è la filosofia che ammette la possibilità che una persona abbia più relazioni intime contemporaneamente, nel pieno consenso di tutti i partner coinvolti.

Avete mai valutato l’ipotesi, o la possibilità di avere una relazione “poli-amo rosa” con il vostro compagno? Ormai da qualche tempo in Italia e non si sta diffondendo una filosofia chiamata Poliamore, ovvero la possibilità di avere all’interno della coppia più partner.

Non stiamo parlando di tradimento, sia chiaro! Le coppie che si approcciano a questa filosofia sono consapevoli che il loro rapporto non sarà esclusivo mettendo quindi da parte la vecchia e, per alcuni obsoleta, monogamia.

Il poliamore

La teoria del Poliamore va sicuramente distinta dall’adulterio. In questa filosofia di vita i soggetti coinvolti nella relazione sono tutti consenzienti e conoscono la loro posizione all’interno della relazione che, se vogliamo, possiamo definire “aperta”. Questa filosofia ha iniziato a prendere piede agli inizi degli anni Novanta per poi diffondersi a macchia d’olio. Negli anni alcuni paesi hanno anche autorizzato unioni civili tra tre o più partner. È il caso dei Paesi bassi dove nel 2005 è stata celebrata un’unione fra tre persone.


Il valore di questa filosofia

Non amata e neanche praticata dai più, i poliamoristi hanno una loro etica che cercano di spiegare per scardinare il principio di base della monogamia che viene insegnato a tutti sin dalla più tenera età. Non è certo facile assecondare una relazione di questo tipo e, ancora più complicato è farsi accettare all’esterno. Le critiche verso i poliamoristi non mancano e non sono certo di poco conto ma, chi pratica questa filosofia ha una sorta di codice etico e trova dei vantaggi non da poco nel vivere una relazione sentimentale e sessuale con più partner. Vantaggi ma anche soddisfazioni che nella monogamia non riusciva a trovare.

Valori principali del poliamore

Visto che il poliamore non ha nulla a che fare con il tradimento di coppia, i praticanti del poliamore hanno una relazione (o più relazioni) basate sui principi cardine, principi ovviamente non scritti, che sono alla base di qualsiasi relazione. Tra i poliamoristi c’è rispetto. Per chi è fervente credente della monogamia la parola rispetto sembrerà strana, stonerà al solo pensiero che il proprio compagno possa scegliere alternativamente lei o l’altra donna senza sentirsi tradita ma, in questa filosofia il tradimento non esiste proprio perché il dialogo e l’amore sono alla base di tutto (come in realtà dovrebbe essere in qualsiasi relazione amorosa).

“Non possesso” e gelosia

Tra i poliamoristi non esiste il “possesso” letto nel senso buono del termine. La propria compagna o il proprio compagno non è “nostro”. Essendo una relazione con più persone è ovvio che nella relazione entri a far parte una terza componente. Per gli esponenti di questa filosofia il “possesso” è una componente primordiale dell’uomo e come tale va accettata ma, allo stesso tempo controllata visto che siamo essere senzienti. Essere gelosi quindi assume un significato diverso, si è gelosi perché si ama ma non perché il nostro partner bacia una donna sotto casa. Ovvio è che all’interno della relazione, che quindi esula dalla coppia, ogni nuovo componente va avvisato e presentato anche agli altri partner.

La gestione dei figli

Essendo il poliamore una scelta di vita è ovvio che, prima o poi, nasca la voglia di mettere al mondo dei figli. Ecco che qui arrivano i problemi (per la società) e le critiche. Le responsabilità legali dei bambini nati da una relazione poliamorosa ricadono esclusivamente sui genitori del bambino ma, in molti si chiedono: il piccolo avrà una madre e un padre biologici ma come dovrà considerare in vari partner dei due genitori? La spiegazione non è certo semplice ma si tende a considerare gli altri appartenenti alla coppia genitoriale come “amici” o ancora come una sorta di “genitori adottivi”.

Per crescere un figlio serve un villaggio    

Un vecchio detto che vale sempre anche quando un bambino nasce da una relazione monogama. Crescere dei figli è complicato e nelle società che spesso per retaggio culturale consideriamo più indietro rispetto alla cultura occidentale, è proprio il villaggio, la comunità, che aiuta i neo genitori a crescere il bambino appena nato. Secondo questa visione del mondo anche i poliamoristi farebbero questo. In una relazione che non vede come partecipati esclusivi i due genitori del bambino ma anche terze o quarte persone, ecco che tutti gli adulti che in un modo o nell’altro appartengono alla vita amorosa e sessuale dei genitori partecipano alla crescita e all’istruzione del piccolo.

Libri

Tra i testi che parlano di poliamore ricordiamo “La zoccola etica” di Dossie Easton. Nel testo si parla di appagamento sessuale e si cerca di spiegare in maniera semplice i principi di questa filosofia. Come è possibile liberare e appagare la propria sessualità? E come farlo in maniera onesta, aperta e sincera? Fare sesso con più persone è possibile? Come farlo in tutta sicurezza, evitando comportamenti ad alto rischio? Qual è la differenza fra flirting e cruising? Come aprire una relazione già esistente mantenendo alta l’intesa sessuale? Come liberarsi dalla gelosia, imparando a disapprenderla? E, di fronte alle domande dei vostri figli o di quelli del vostro partner, come rispondere? A tutte queste domande risponde lo scrittore che ha deciso di titolare il manuale in maniera forte ma sicuramente efficace.

Film e fiction

Sono pochi i film e le fiction che ad oggi si sono occupate di poliamore. Tra i titoli italiano ricordiamo: “Diverso da chi?” Diretto da Umberto Carteni, con per protagonisti Luca Argentero e Claudia Gerini, Filippo Nigro, Antonio Catania, Francesco Pannofino, Antonio Bazza, e Rinaldo Rocco. Il film del 2009 racconta la storia di Piero. Trentacinquenne gay, è “fidanzato in casa” con Remo, vive in una città del nord-est. Per testimoniare il “diritto alla diversità” partecipa alle primarie del centrosinistra ma, per una serie di eventi imponderabili, le vince e si trova ad essere candidato sindaco, tra i pregiudizi degli avversari e lo sgomento del suo partito. Come può un gay diventare sindaco? Per bilanciarlo gli affiancano Adele moderata tutta d’un pezzo, contraria persino al divorzio, un simbolo vivente dei valori tradizionali. L’inizio della campagna è un’ecatombe: Piero e Adele litigano su tutto. Ma Remo, più romantico, capisce le donne e fornisce al compagno consigli su come ingraziarsi Adele. Piero inizia a corteggiare politicamente la sua vice fino a trovare un accordo ma la situazione gli sfugge di mano e i due vengono travolti da un’attrazione irresistibile. Galeotto fu il compromesso: il gay duro e puro e la moderata di ferro precipitano in una relazione segreta che va contro i loro valori, le loro identità, la loro linea politica.

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