La parità dei sessi ha rovinato il romanticismo?

La parità dei sessi ha rovinato il romanticismo?

Molto spesso le donne emancipate vengono tacciate di essere “meno donne” e di ammazzare il romanticismo nella coppia. Noi la pensiamo diversamente!

Ti è mai capitato di sentirti dire che sei una donna con le palle? Che i tuoi atteggiamenti assomigliano a quello di un uomo? E, se ti è successo, ti sei sentita offesa? Molto spesso capita di scambiare una donna emancipata, una donna che lavora e che esce con le amiche, una donna alla quale piace il sesso per una “non donna”. O meglio, in una gentil signora che a forza di sentir parlare di femminismo si è trasformata in una sorta di uomo senza barba e senza pene. Ma sarà poi così?

La parità dei sessi

Il desiderio e le lotte, passate, presenti e future che le donne hanno attuato e continuano a fare per i propri diritti sono una cosa. La voglia di restare donna è un’altra. Avere la consapevolezza di trovare il proprio posto di lavoro dopo la maternità deve essere un diritto. E questo non può certo prescindere dal sesso eppure sappiamo tutte quanto sia difficile per una donna ottenere dei diritti che dovrebbero essere universali.

La storia che si ripete

Non è certo una questione recente. Da sempre le donne sono state messe da parte. Nella scuola, nell’istruzione, nell’elettorato, lo Stato credendo di farci un favore ci coccola con le quote rosa. Come a dire che serve una legge per regolamentare e autorizzare l’accesso delle donne a delle professioni solitamente maschili. Dal canto loro, gli uomini, si sentono spesso destabilizzati da una donna al potere. Da una donna molto più colta di loro e che magari riesce meglio a organizzare il lavoro. Ed ecco che quando l’uomo inizia a sentire su di lui il peso del fallimento o del giudizio decide di dare la colpa alle donne. Alla loro voglia di rivalsa, al femminismo imperante che è entrato in tutti i campi della vita rinchiudendo l’uomo ad una sorta di oggetto incapace di decidere ma soprattutto immobilizzato dalla paura di trovarsi di fronte donne forti ed emancipate.


La vita di coppia

Ma chi l’ha detto che essere emancipate vuol dire non essere romantiche? Possiamo dirigere una grande azienda e al tempo stesso essere contente se il nostro uomo ci viene a prendere a lavoro con un mazzo di fiori e ci apre la portiera della macchina. Ma questo non vuol dire che noi non siamo in grado di farlo da sole. Ma semplicemente che certi gesti, certe piccole attenzioni, ci regalano qualcosa in più.

Il caso Luca Argentero

Il noto attore Luca Argentero, volto nato del Grande Fratello e poi conosciuto per i suoi ruoli in diversi film e serie tv di successo, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul femminismo e la consequenziale morte del romanticismo nella coppia. L’attore, parlando della sua compagna e futura moglie si è lasciando andare inanellando una serie di stereotipi che hanno lasciato l’amaro in bocca a molte. Dopo aver raccontato come la compagna sia “poco femminista” e che adori fare la faccende domestiche ha spiegato come la parità di genere abbia intimidito l’uomo che oggi si trova, sempre più spesso, ad essere preda e non più predatore togliendo così al sesso forte il gusto del corteggiamento. Non sono mancate le critiche social al bell’attore che però non si è lasciato intimidire proseguendo per la sua strada.

Alcune teorie

Se alcuni uomini sentono il peso della parità dei sessi all’interno della coppia, degli studiosi americani affermano invece il contrario. Pare infatti che una donna emancipata, che non si preoccupi di chi salda i conti al ristorante e che non abbia inibizioni di nessun tipo sia in grado di regalare alla coppia molta più stabilità e soddisfazione sessuale rispetto alla donna di una volta, quella che preferisce stare a casa a badare solo ai figli e alla loro necessità. Le “femministe” hanno un maggiore controllo del proprio essere, del loro corpo e del loro ruolo all’interno della società. Questa sicurezza interiore non uccide il romanticismo ma, al contrario, permette alla coppia di riuscire a vivere appieno tutte le emozioni della vita fino all’appagamento sessuale.

La voce delle donne

Sono tantissime oggi le donne che ricoprono ruoli importati all’interno della società ma, esiste ancora una fetta di donne che crede fortemente nella famiglia tradizionale, quella con il padre che si alza per andare a lavorare e che in casa non muove un dito perché il suo contributo domestico e nella cura dei figli non è dovuto anzi, il fatto di mantenere la famiglia è già un abbondante contributo. Sembra di parlare di anni lontani eppure non è così. Basta fare un giro su alcuni gruppi social e scopriremo un mondo fatto di donne che non riescono a parlare liberamente di sesso, donne che considerano un santo quel marito che per una volta nella vita ha lavato i piatti sporchi ma “solo perché io avevo 38 di febbre”. Secondo alcuni indagini pare che alle donne italiane piaccia farsi pagare la cena e che amino essere accompagnate fino a casa dopo una serata insieme. Alcuni cavalli di battaglia del romanticismo quindi sembrano non crollare nonostante la parità dei sessi e la voglia di emergere delle donne.

I libri

Sono tanti i romanzi che parlano di romanticismo e di donne forti. Tra questo ricordiamo “Tu che non sei romantica” di Guido Catalano dove Giacomo Canicossa, poeta professionista, di donne ne ha già perse due: Agata, che tre anni prime è partita per le Lontane Americhe, e Anna, che se n’è andata da dieci giorni e gli ha lasciato soltanto una pianta di ficus. Certo, il lavoro va bene: ha un contratto con una Grande Casa Editrice, una editor pazza che lo chiama giorno e notte e un romanzo segreto ad alto tasso di romanticismo con cui spera di vincere il Premio Strega. Ma che senso ha il successo quando manca l’amore? La solitudine è tale che Giacomo inizia a soffrire di allucinazioni: nel suo salotto è comparso un bambino in pigiama, con grandi occhiali e una strana passione per la chimica, che si nutre solo di pizza e Nesquik. Insomma, c’è di che preoccuparsi. Ma Giacomo sa che per tutti i problemi c’è una soluzione infallibile: la fuga. Così scappa a Roma, sedotto dal mondo dorato del cinema, e cerca di dimenticare Anna avventurandosi negli abissi di Tinder.



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