Gravidanza a rischio cosa fare

Gravidanza a rischio cosa fare

Durante i nove mesi di gestazione possono insorgere alcuni problemi che rendono la gravidanza a rischio. Ecco quali sono le cause e soprattutto cosa fare.

Nella maggior parte dei casi, la gravidanza è uno dei momenti più belli ed entusiasmanti nella vita di una donna. Sono nove mesi ricchi di nuove emozioni, sensazioni, ma anche di paure e timori. La gravidanza non è una malattia, ma qualcosa del tutto naturale, per questo è possibile continuare a vivere una vita del tutto normale, nei limiti del possibile chiaramente.

Per alcune donne, purtroppo non è così: la gravidanza può diventare difficile e trasformarsi quasi in una corsa ad ostacoli che dura fino al tanto atteso momento del parto. Sono le donne che hanno a che fare con le gravidanze a rischio che possono essere causate o da una seria complicanza di salute o da una condizione legata allo stile di vita o di lavoro.

Questo tipo di gravidanze possono essere a rischio basso, moderato o alto. È il ginecologo a stabilire il grado di rischio in base alle possibili complicazioni per la mamma e per il feto. Una volta stabilito se la gravidanza è rischio o meno, il ginecologo dovrà indicare lo stile di vita e le eventuali terapie che dovrà seguire la futura mamma per scongiurare esiti negativi sia per la mamma che per il bambino.

Le gravidanze a rischio possono essere in parte prevenute se si fa un’anamnesi delle futura mamma ancora prima di rimanere incinte. In questo modo, il medico sarà in grado di valutare se ci sono probabilità di andare incontro a una gravidanza a rischio, poiché a volte basta seguire solo alcuni piccoli accorgimenti.

Quali sono le cause?

I fattori di rischio possono essere di diversa natura e possono essere divisi in diverse categorie.

Condizioni di salute pre-esitenti

Ipertensione

Può essere molto pericolosa sia per la mamma che per il bambino, poiché può causare danni ai reni materni e aumenta il rischio che il nascituro sia sottopeso. Tuttavia, molte donne che hanno la pressione alta riescono a portare a termine la gravidanza senza problemi.

Sindrome dell’ovaio policistico

È un tipo di disordine che può interferire sia con la fertilità che con la capacità di portare la gravidanza a termine. Le donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico hanno maggiori probabilità di subire un aborto spontaneo, diabete gestazionale, preclampsia e parto prematuro.

Diabete

Le donne diabetiche devono gestire bene i livelli di glicemia già prima di rimanere incinte. Se i livelli glicemici sono troppo alti si rischiano dei difetti congeniti.

Disturbi renali

Le donne affette da patologie renali fanno molta fatica a rimanere incinte e hanno un rischio di aborto più alto. Proprio per questo motivo devono necessariamente sottoporsi a visite più frequenti ed effettuare modifiche sia alla terapia che alla dieta.

Malattie autoimmuni

Le malattie autoimmuni come il lupus o la sclerosi multipla possono rendere più rischiosa la gravidanza. In particolare le donne affette da lupus hanno più probabilità di avere nascite pre-termine e di feti nati morti. Inoltre, i farmaci utilizzati possono risultare pericolosi per il bambino.

Malattie della tiroide

Se la tiroide non funziona correttamente può causare diverse problematiche al feto come l’insufficienza cardiaca, difetti congeniti e rischio di nascita sottopeso.

Peso corporeo anomalo

Se la donna è obesa ha maggiori probabilità di sviluppare il diabete in gravidanza che, a sua volta, può portare a diverse complicazioni. Se la donna, invece, è anoressica o sottopeso sono pericolose sia per la propria salute che per quella del bambino.

Età

Una gestazione che avviene prima dei 20 anni aumenta il rischio di sviluppare ipertensione, anemia e parto pre-termine. In particolare le donne al di sotto dei 17 anni hanno maggiori probabilità di avere complicazioni legate alla gravidanza rispetto alle donne che ne hanno più di 20. Quando la gravidanza avviene dopo i 35 anni, invece, è più semplice andare incontro a parto cesareo, travaglio più lungo di 20 ore, complicanze durante il parto e neonati affetti da malattie congenite come la sindrome di Down.

Stile di vita

L’assunzione di alcool in gravidanza è assolutamente da evitare. Diversi studi e ricerche scientifiche hanno dimostrato che le donne che bevono anche prima della gravidanza sono più a rischio di aborti spontanei, di feti nati morti e aumentano anche i rischi di difetti congeniti sindromi-feto alcoliche. Anche il fumo è molto pericoloso in gravidanza, in quanto può essere responsabile di nascita pre-termine, alcuni difetti congeniti e aumenta il rischio di morte in culla. Il fumo passivo, poi, è altrettanto pericoloso e rischioso sia per la mamma che per il bambino.

Condizioni della gravidanza

La gravidanza gemellare è considerata una gravidanza a rischio, poiché la presenza di due o più feti aumenta il rischio di parto prematuro. Inoltre, i gemelli hanno maggiori probabilità di nascere più piccoli e avere problemi respiratori.

La gravidanza a rischio per l’Inps

La donna che lavora e sta affrontando una gravidanza a rischio può richiedere di andare in maternità anticipata. La maternità anticipata può essere richiesta anche se si svolgono delle mansioni non congrue e che possono compromettere la salute della mamma e del bambino. Per le gravidanze a rischio non c’è obbligo di visite fiscali e non è obbligatorio la reperibilità presso il suo domicilio. Per richiedere il congedo di maternità anticipata a causa delle condizioni di salute, bisogna recarsi all’ASL con il certificato di gravidanza e con un certificato che ne attesti le complicazioni. Entro una settimana l’ente emetterà un provvedimento. Se la domanda viene accolta, non si riceve alcun tipo di comunicazione. Nel caso in cui il proprio ginecologo è accreditato dal Servizio Sanitario Nazionale non è necessario andare in ASL, ma basterà il suo certificato. A partire dalla data indicata sul certificato medico è possibile astenersi dal lavoro.

Maternità anticipata per condizioni di lavoro

Se la maternità anticipata viene richiesta a causa delle condizioni di lavoro la competenza spetta al DPL, Direzione Provinciale del Lavoro. In questo caso la domanda può essere presentata sia dalla futura mamma che dal datore di lavoro. Per quanto riguarda la retribuzione, questa è pari all’80%, uguale a quella prevista per il congedo di maternità obbligatorio e viene erogata direttamente dall’INPS. Inoltre, per le donne che stanno vivendo una gravidanza a rischio è prevista un’esenzione. Il codice di tale esenzione è M50 ed è valido per tutte le prestazioni necessarie per verificare eventuali difetti genetici. Tutte le prestazioni necessarie per il trattamento di malattie anche già presenti prima della gravidanza e per tutte le prestazioni specialistiche per il monitoraggio dell’andamento della gravidanza.



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