Tutti gli esami da fare in gravidanza

Tutti gli esami da fare in gravidanza

Durante i nove mesi di gravidanza ci sono una serie di visite mediche e di esami da effettuare. Ecco una guida per scoprire quali sono tutti gli esami da fare in gravidanza.

Avete appena scoperto di essere incinta e adesso non sapete come muovervi? Durante i nove mesi di gravidanza è necessario sottoporsi a visite mediche per controllare il vostro stato di salute e quello del bambino. Oltre alle visite mediche ci sono anche degli esami da effettuare. Alcuni di questi sono obbligatori per il nostro Sistema Sanitario Nazionale, altri invece sono facoltativi o consigliati dal proprio ginecologo. È, infine, necessario rivolgersi ad un ginecologo di fiducia privato o dell’ASL e preferibilmente che lavora nella stessa struttura dove volete partorire. Gli esami a cui sottoporsi sono tanti, ecco allora una guida per orientarsi al meglio.

Esame Beta Hcg

Questo esame si esegue subito dopo il test di gravidanza che consente di stabilire il dosaggio delle Beta Hcg. Questo esame potete richiederlo in qualunque laboratorio di analisi e può essere ripetuto più volte durante i primi giorni. Serve per controllare che il dosaggio aumenti correttamente. L’esame delle Beta Hcg può sostituire il test di gravidanza.

La visita dal ginecologo

L’iter di esami inizia con la prima visita ginecologica. Si effettua entro le prime 10 settimane di gravidanza ed è fondamentale per poter chiedere le prime informazioni e per togliersi eventuali dubbi. La prima visita dal ginecologo permette di stabilire la data presunta del parto tramite il calcolatore ostetrico. Permette inoltre, dopo aver controllato il peso attuale della donne, di calcolare quanto dovrebbe essere l’aumento di peso fino a fine gravidanza. Durante questa visita, è dovere del ginecologo informarsi sull’attuale stato di salute della donna. E, nello specifico, chiederle di eventuali patologie familiari come il diabete, ipertensione e malattie genetiche.

La prima ecografia

Tra la sesta e la tredicesima settimana, si esegue la prima ecografia. Durante quest’ultima si confermao o meno la presenza della gravidanza in utero. Si misura inoltre il feto per controllare la corretta datazione ed è possibile ascoltare il battito del bambino. Inoltre, già dalla prima ecografia è possibile vedere se si tratta di un gravidanza singola o gemellare.

Translucenza nucale

A partire dall’undicesima settimana di gravidanza è possibile effettuare la translucenza nucale. Si tratta di un esame ecografico, per nulla invasivo e non obbligatorio, che consente di misurare lo spessore del tessuto sottocutaneo che si trova sulla nuca del feto. Grazie a questo esame è possibile stabilire se il feto è affetto da alterazioni cromosomiche come la Sindrome di Down o la trisomia 18. Questo esame si effettua solo a pagamento e di solito viene associato ad un altro tipo di esame, il bi-test, che permette di misurare la concentrazione del sangue materno di due ormoni. Effettuando entrambi i test è possibile individuare alterazioni cromosomiche su 82 feti su 100.

Seconda visita ginecologica

Durante tutta la gravidanza si effettuano almeno 5 o 6 visite ginecologiche, ma è a discrezione del proprio medico richiederne di più. Durante la seconda visita ginecologica il medico controlla l’esito di tutti gli esami effettuati in precedenza, misura la pressione arteriosa e controlla il peso della donna. Se questo dovesse essere troppo eccessivo per questa fase di gravidanza, potrebbe prescrivere una dieta da seguire e consigliare un’attività fisica adatta alle donne in gravidanza.

Test di O’ Sullivan

Conosciuto comunemente come curva glicemica o minicurva glicemica, è un esame diagnostico che permette di individuare la presenza o l’andamento di un eventuale diabete gestazionale. Il test di O’ Sullivan non è gratuito e nemmeno obbligatorio, ma in genere si prescrive. Questo tipo di esame si esegue tra la ventiquattresima e la venticinquesima settimana, ma se ci sono fattori di rischio e se si hanno casi di obesità familiare, allora il medico può decidere di prescriverlo prima.

Ecografia morfologica

Si tratta di uno degli esami più importanti che si effettua tra la diciannovesima e la ventiduesima settimana di gestazione. Con questo test è possibile analizzare in maniera accurata l’anatomia fetale e lo stato di tutti gli organi vitali. Inoltre, durante questo esame, se preferite, potete sapere con sicurezza il sesso del nascituro.

Visita ginecologica

Durante il terzo trimestre di gravidanza è necessario sottoporsi ad un’altra visita ginecologica. Il medico, oltre a controllare i vari esami effettuati, controlla se il bambino si trova in posizione podalica. In questo caso, insieme alla coppia, si decide se far capovolgere il bambino e si valutano gli eventuali rischi. Se per la 36esima settimana il bambino non si è ancora girato è possibile effettuare delle manovre esterne che, però, vanno eseguite solo da un esperto di questa tecnica. Durante gli ultimi incontri, il medico informa la donna su tutti i segnali per riconoscere il travaglio e di tutte le tecniche che sono attualmente disponibili per alleviare il dolore del parto. Se si arriva alla 40esima settimana ed il bambino non è ancora nato, allora il ginecologo prescrive visite e monitoraggi da fare per tenere il tutto sotto controllo.

Ecografia del terzo trimestre

L’ecografia del terzo trimestre serve al ginecologo per valutare la crescita del feto e controllare se corrisponde alla datazione già eseguita in precedenza e confrontarla con le tabelle a disposizione dell’ecografista. Inoltre, durante quest’ecografia è necessario controllare la quantità del liquido amniotico e lo stato della placenta per scongiurare eventuali problemi.

Altri esami in gravidanza a discrezione del medico: amniocentesi

Questo tipo di esame permette di stabilire con certezza se il bambino è affetto da alterazioni cromosomiche come la Sindrome di Down. Si tratta di un esame abbastanza invasivo, poiché viene effettuato tramite un prelievo di liquido amniotico con una siringa. Il tutto viene svolto sotto controllo ecografico, ma c’è un rischio inferiore al 1% di interruzione della gravidanza. L’esame può essere svolto a partire dalla 16esima settimana ed è consigliato a tutte le donne che superano i 35 anni.

Villocentesi

Molto simile all’amniocentesi, consente di individuare eventuali malattie genetiche, come l’anemia mediterranea. Questo tipo di esame viene consigliato nel caso in cui i genitori abbiano precedenti familiari di tali patologie.

Tampone vaginale

Serve per individuare diverse infezioni vaginali che potrebbero causare problemi sia alla donna in gravidanza che al nascituro. Il tampone vaginale è in grado di individuare la Clamydia, la Gardenerella Vaginalis e lo Streptococco Beta-emolitico. In caso di infezione queste vanno trattate in maniera tempestiva. Il tampone vaginale viene effettuato all’inizio della gravidanza e ripetuto durante il secondo ed il terzo trimestre di gravidanza.



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