Milano Expo 2015: i partecipanti ufficiali

Un vero mosaico di popoli e colori: sarà questa la "World Avenue" animata dai padiglioni delle 144 nazioni partecipanti a Expo 2015. Attraversare il mondo in meno di un chilometro…

Attualmente gli stati del Mondo, contando solo i territori effettivamente indipendenti e non quelli che pur godendo di ampie autonomie fanno parte di organizzazioni e governatorati, sono 204. Di questi ben 193 sono membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, la più grande e importante organizzazione internazionale e intergovernativa del mondo. Il Comitato Olimpico Internazionale, per esempio, vede 126 membri aderenti, mentre l’Organizzazione Mondiale del Commercio, meglio conosciuto come WTO ne conta 159. Ebbene, alla titanica kermesse di Milano Expo 2015 hanno aderito 144 Paesi che rappresentano il 94% della popolazione mondiale. Numeri impressionanti, dai quali si evince una cosa in maniera chiara: l’importanza di Expo non è legata semplicemente ad un fatto storico o commerciale, né all’attenzione che viene riservata ad esso dalle autorità pubbliche o dai capitali privati e men che meno dai mass media. L’importanza di Expo deriva direttamente dal suo oggettivo respiro planetario determinato soprattutto dai partecipanti. E, di conseguenza, dai miliardi di occhi che si indirizzeranno sull’Italia e su Milano nel corso dei suoi 182 giorni di vita. Ed è proprio intorno ai partecipanti che l’evento prende forma, sia dal punto di vista dei contenuti e dei temi che lo segneranno, sia dal punto di vista “fisico” del sito espositivo che sorgerà accogliendo i padiglioni auto-costruiti dalle singole nazioni e le aree “cluster” che ospiteranno tutti i partecipanti.

Lo spazio dedicato al cluster dei cereali
Lo spazio dedicato al cluster dei cereali

I Paesi partecipanti

Sono quindi le nazioni del mondo, prima di tutto il resto, le vere protagoniste di questa immensa vetrina internazionale che è l’Esposizione Universale, nazioni che hanno ufficialmente aderito alla manifestazione e che saranno chiamate a misurarsi con i grandi temi posti al centro dei sei mesi di avvenimenti, incontri e dibattiti che costituiscono il cuore dell’esposizione. L’alimentazione e la sostenibilità sono elementi centrali della politica, dell’economia, della sociologia e dell’antropologia di ogni popolo che abiti sul nostro variegato pianeta: e proprio tale molteplicità di idee, soluzioni, proposte e visioni ogni singolo paese è chiamato a “mettere in comune” a partire dalle peculiari tradizioni, dalla propria cultura e dalla propria storia per confrontarle con quelle degli altri, in quello che si configurerà come un planetario tavolo di lavoro. Vi sono due modalità specifiche per aderire ad Expo come paese: la prima, e ovviamente più dispendiosa, è quello di allestire un padiglione “self-built” nell’area dedicata del sito Expo che occupa una sezione lungo la via principale dello stesso, il “decumano”, non a caso è stato battezzata “World Avenue”, la Via del Mondo. La seconda è quella di aderire utilizzando un proprio spazio all’interno di padiglioni “condivisi” da diversi paesi – chiamati “cluster” – dove allestire i propri spazi espositivi e sviluppare il proprio tema di partecipazione. Per avere un’idea della portata di tutto ciò, basti ricordare che gli spazi totali a disposizione dei partecipanti superano i 170.000 metri quadrati. Sono ben 79 i Paesi che hanno scelto la via di allestire direttamente i proprio spazio attraverso un padiglione: sia va dall’Afghanistan ed i suoi “Alimenti per la longevità” allo Zimbabwe e la sua “Sicurezza alimentare e sviluppo sostenibile per uno Zimbabwe sano”, passando, in un vero e proprio giro del mondo, dall’Algeria alla Thailandia, dall’Austria all’Uganda, dallo Yemen alla Svizzera. Fra i padiglioni “proprietari” più originali si segnalano in ordine sparso: “La Ruota della Vita” della Bielorussia dove protagonista sarà la lotta al deficit idrico che è uno degli elementi fondamentali della politica agricola del paese ex-sovietico, il Bangladesh che dedicherà tutta la struttura all’alimento portante della sua catena alimentare, ovvero il riso, il mega-allestimento della Cina dove sarà riprodotto l’intero ciclo del raccolto secondo il calendario tradizionale cinese o l’iper-tecnologico padiglione tedesco che si propone una sintesi ardita fra tradizione e modernità. Non manca, naturalmente, il Padiglione Italia…

Expo, il progetto del padiglione Thailandia
Expo, il progetto del padiglione Thailandia

Gli altri partecipanti

Se la spina dorsale della manifestazione è senza dubbio costituito dalla presenza dei paesi del mondo che trasformeranno l’aera Expo in un vero e proprio affascinante mosaico universale, i partecipanti ufficiali alla manifestazione sono anche di altre tre categorie: le Organizzazioni Internazionali, le Organizzazioni della Società Civile e le “Corporate”, ovvero le società private che allestiranno propri spazi nell’aera Expo. Non è difficile intuire quanto il tema di Expo, e la sua natura intrinsecamente multiculturale nonché la sua capacità di essere una vera e propria palestra di “dialogo” fra i popoli del mondo, rivesta un ruolo importante nei rapporti fra le nazioni. Per questo, fra i partner ufficiali della manifestazione non poteva mancare l’ONU, organismo che per eccellenza fa della condivisione fra i popoli il proprio obiettivo primario. Oltre ad esso hanno finora aderito anche l’Unione Europea – si potrebbe dire in qualità di organo “ospitante” – e il CERN, Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare. Undici sono invece le Organizzazioni “della Società Civile” che saranno ufficialmente presenti ad Expo, ognuna delle quali si occuperà di svolgere, fra i tanti oggetto della manifestazione, i temi più cari ai propri obiettivi istituzionali. Ed il campo è prestigioso: si va da ActionAid – organizzazione che lotta per il diritto al cibo e contro la povertà – alla Caritas Internazionale, dal WWF – ovviamente estremamente attento ai temi della sostenibilità e della salvaguardia del pianeta – a Save The Children che ha nella malnutrizione uno dei propri nemici dichiarati. Ed ancora, il network internazionale di ONG Alliance 2015, il marchio di certificazione etica Fairtrade, il Lions Club International e Oxfam che focalizzerà il suo intervento sulla questione dei cambiamenti climatici. Fra le italiane, la Fondazione Triulza e il Don Bosco Network. Infine, Expo 2015 vedrà anche la partecipazione “non ufficiale” di alcuni soggetti privati che intendono portare all’evento il proprio contributo anch’esse attraverso l’allestimento di un padiglione self-built a tema: per adesso hanno aderito New Holland Agriculture, produttore di macchine agricole, Seeds of China, un gruppo di imprese cinesi dalla forte connotazione etica e sostenibile che costituiscono una notevole innovazione per quel paese, e Vanke, altro colosso cinese operante nel campo immobiliare.

Expo, il progetto del padiglione Vanke
Expo, il progetto del padiglione della Vanke


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