Bonus bebè
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Assegno di maternità 2014: confermato il “bonus bebé”

Il sostegno governativo alle mamme che lavorano e alle famiglie con nuovi nati confermato anche con la Legge di Stabilità 2014.

Tra le tante notizie a sfondo economico poco piacevoli di questi tempi e la crisi che non sembra concedere grosse tregue nemmeno per il periodo delle Feste, almeno qualche piccola buona notizia, come una goccia nel mare, fa ogni tanto capolino. Il Parlamento Italiano, infatti, negli scorsi giorni ha varato alcune delle norme contenute nella legge di stabilità 2014 che riguardano il sostegno alle neo-mamme grazie al “bonus bebé” ed agli “assegni di maternità” la cui erogazione è stata confermata anche per il prossimo triennio sulla base di uno stanziamento approvato di 60 milioni di euro equamente ripartiti nei tre esercizi. Si tratta di una serie di norme a sostegno della maternità – sia delle donne-mamme che lavorano, sia di quelle che sono a casa – sotto la forma principale di due istituti: il sostegno economico mensile per servizi specifici legati al bambino nel suo primo anno di vita e l’accesso a prestiti agevolati a condizioni vantaggiose.

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Assegno di maternità: a chi spetta e come si ottiene

Confermato rispetto agli anni precedenti, l’”assegno di maternità” si configura, come la Gazzetta ufficiale stessa proclama, un contributo per favorire il rientro delle mamme nel mondo del lavoro al termine del congedo di maternità. Il valore dell’assegno per ogni bambino (quindi richiedibile per più figli) è pari a 300 euro al mese per un massimo di sei mesi (per un contributo massimo totale di 1.800 euro) che possono essere richiesti da tutte le mamme, naturali, affidatarie o adottive, che siano in possesso di un contratto di lavoro anche part-time, oppure che sono iscritte agli albi come libere professioniste. L’assegno, tuttavia, non è un mero contributo a fondo perduto, ma è espressamente pensato per favorire il ritorno della mamma sul posto di lavoro e quindi finalizzato al pagamento degli asili nido o dello stipendio di una baby-sitter per un periodo che sia compreso entro il compimento dell’anno del bambino. Anche la modalità di erogazione è assai specifica: nel caso di un nido, infatti, l’importo viene erogato dall’INPS direttamente alla struttura prescelta, mente la baby-sitter viene rimborsata attraverso i buoni-lavoro. La richiesta va presentata online sul sito dell’INPS entro 11 mesi dalla scadenza del congedo obbligatorio di maternità anche in caso di congedo parentale che, se presente, dovrà però essere “escluso” dai mesi di erogazione richiesti.

Il bonus-bebé si trasforma in prestito agevolato

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Anche il “bonus” per i nuovi nati viene confermato per il 2014 e per i due anni successivi, subendo però una trasformazione. Non si tratta più di un contributo a fondo perduto, ma di una opportunità di accedere ad prestito fino a 5000 euro da restituire entro cinque anni a condizioni agevolate e garantite. Tutti gli enti che hanno aderito all’iniziativa, il cui elenco può essere consultato nel sito www.fondonuovinati.it istituito dal Ministero della Famiglia insieme agli altri dettagli della normativa, comprendono le principali banche italiane che si sono impegnate ad erogare il prestito mantenendo un tasso di interesse pari al 50% di quello in vigore sui prestiti personali al momento della stipulazione. Non ci sono limiti di reddito per accedere all’agevolazione del prestito e la richiesta può essere fatta per ogni bambino nato o adottato. La domanda deve essere inoltrata entro il 30 giugno dell’anno successivo alla nascita direttamente presso le banche che avranno a disposizione un apposito modulo da compilare.



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