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Tornare single a 40 anni è difficile ma si può fare!

Quando si hanno vent’anni la vita, nella maggior parte dei casi ti sorride, sempre o quasi sempre e, se il fidanzato di turno ti molla ne fai un dramma per un po’ ma poi guardi fuori e capisci che hai una marcia in più per ripartire. Ma se si torna single a quarant’anni l’effetto è lo stesso?Che sia una separazione voluta da entrambi o meno la donna, rimasta sola dopo anni di relazione non riesce subito a vedere il sole. Le uniche cose che riesce a vedere sono: il numero prima dello zero, quella piccola ruga che non si maschera bene vicino al labbro e quei capelli bianchi che iniziano ad incedere sulla testa. Ma si può tornare single e restare con il sorriso stampato in faccia? Certo che sì.

Come sopravvivere i
primi giorni

Sei tornata da sola e adesso non sai cosa fare? Senti solo tanta tristezza, solitudine e dolore attorno a te? Non preoccuparti sei sulla strada giusta per la guarigione. È normale sentire il peso del vuoto attorno, tornare a casa e non trovare nessuno ci fa paura, quasi quasi sentiamo la mancanza della sua roba sporca in giro per casa. È tutto normale, il primo passo per tornare ad essere felici è capire che qualcosa nella nostra vita è cambiato. Allora, nei primi giorni dopo la rottura con il tuo amore di una vita, prenditi del tempo per te, se puoi anche qualche giorno di ferie dal lavoro. Non riempire le tue giornate, non organizzare un viaggio che ti porti lontano da quella casa che ti ricorda troppe cose, in quella casa dovrai tornare dopo il viaggio. Allora resta lì, tra quelle mura, prenditi il tuo tempo per riempire nuovamente la tua casa di nuovi profumi, nuovi oggetti solo tuoi. Prenditi il tempo per essere triste, perché è assolutamente normale.

Non far diventare il
frigo il tuo miglior alleato

Il confort food è certo quanto di meglio serve in certi casi ma vivere di panini, patatine e gelato non diminuirà il tuo sconforto ma farà salire l’ago della bilancia. Concediti qualche piacere in cucina ma non strafare, se hai bisogno di piangere guarda un film commovente non i tuoi chili che aumentano, se hai bisogno di sfogarti vai in palestra non fiondarti dentro il frigorifero.

Pensa a te

Tu sei la tua migliore amica e per questo devi pensare a te stessa. Adesso che la vita a due non c’è più tu sei la tua prima alleata. Curati, fatti bella, non lasciarti andare, non pensare che senza di lui la tua vita sia finita e che mettere quel bel rossetto che ti valorizza le labbra non serva a niente. Serve, serve prima di tutto a te che hai bisogno di ritrovare un nuovo equilibrio nella tua esistenza.

Dopo la prima fase di sconforto la tua vita riprenderà a pieno regime e senza che tu te ne accorga avrai di nuovo voglia di uscire con le amiche, restare sola in casa a guardare la televisione non ti farà più paura così come non ti verrà il magone quando apparecchierai per uno, sapendo che tu basti a te stessa anche se fino a qualche settimana prima ti sentivi triste, sola e abbandonata.   

Silvestra Sorbera

Silvestra Sorbera, classe 1983, piemontese di origini siciliane, è una giornalista e autrice di racconti e romanzi. Collabora con i giornali online Gocce di spettacolo, Yomamma, Italiapost e Unadonna. Ha pubblicato nel 2009 “La prima indagine del Commissario Livia” e a maggio del 2016 la seconda indagine dal titolo “I fiori rubati” con la casa editrice LazyBOOK e la terza indagine dal titolo "Castelli di sabbia". Nel 2013 ha realizzato la favola per bambini “Simone e la rana”, e il saggio letterario - cinematografico “La forma dell’acqua. Camilleri tra letteratura e fiction”. Nel 2014 pubblica con la casa editrice LazyBOOK i racconti“Vita da sfollati” e a seguire “Sicilia” e “La guerra di Piera” e a dicembre 2016 il romanzo autobiografico “Diario per mio figlio”. A giugno 2016 con la casa editrice PortoSeguo il romanzo “Sono qui per l'amore”. Nel 2017 pubblica il racconto lungo new adult “Un amore tra gli scogli” e la favola “Simone e la rana. Viaggio nel castello stregato”.

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