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Colloquio di lavoro: come prepararsi in modo efficace

Alcuni consigli su come arrivare a un colloquio di lavoro preparati.

I dubbi su come prepararsi per un colloquio di lavoro in modo efficace possono infliggere ansia e malessere a chi, magari disperatamente, cerca un nuovo lavoro e ha bisogno di fare un’ottima impressione su chi glielo sta offrendo.

Non esiste la formula del perfetto colloquio di lavoro, visto che ogni ambiente professionale è una realtà a sé, ma alcuni piccoli consigli relativi alla fase che precede l’incontro possono aiutare a raggiungere il fatidico appuntamento con maggiore serenità ed ottimismo.

Dalla classica presentazione del curriculum alla preparazione dell’outfit più adatto, ecco qualche suggerimento per arrivare preparati e non troppo stressati a quella che potrebbe essere l’occasione della vita.

Conoscere l’azienda per la quale ci si presenta e capire che profilo cerca

Non c’è nulla di più fastidioso per chi esamina un candidato per una posizione all’interno di una qualsiasi realtà aziendale che constatare la totale ignoranza della risorsa in merito al contesto in cui andrà ad operare: conoscere l’impresa, l’ente o comunque il tipo di ambiente in cui si vorrebbe lavorare è un prerequisito essenziale.

In fondo basta informarsi (via Internet, social network, passaparola ecc.) su chi offre il lavoro per il quale ci si candida, magari approfondendo la storia ed esaminando la vision dell’azienda, per sembrare molto più motivati ed intenzionati a conquistare il posto rispetto ad altri contendenti.

Più di tutto, è necessario capire ciò che l’azienda sta cercando in un candidato: può essere utile stilare in anticipo una lista delle abilità, delle conoscenze e delle doti professionali e personali che, essendo richieste dal datore di lavoro, sarà il caso di sottoporre all’esaminatore prima di ogni altra qualità che possa emergere nel corso del colloquio.

Aggiornare il CV in modo intelligente

Bisogna ricordarsi che il proprio curriculum, oltre ad essere veritiero, deve essere anche consono al tipo di proposta di lavoro per la quale ci si offre: portare un cv di decine di pagine che comprende esperienze minori o irrilevanti e assolutamente non interessanti per chi esamina rischia di sviare l’attenzione, far perdere tempo inutile e confondere le idee.

Meglio dunque aggiornare il proprio curriculum e selezionare tra le esperienze professionali e formative solo quelle importanti e congruenti con il tipo di profilo ricercato.

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Il curriculum, primo fattore di successo di un colloquio

Scegliere cosa portare con sé

Per alcuni colloqui potrebbe risultare necessario portare con sé qualcosa che aiuti a favorire la conoscenza del proprio profilo da parte dell’esaminatore: in alcuni casi, infatti, può essere richiesto un portfolio dei propri lavori, dei documenti personali necessari a comprovare le esperienze precedenti o altre utilità a seconda del tipo di lavoro per cui ci si candida.

Dunque è bene preparare prima il proprio “corredo” per l’occasione, onde evitare di intraprendere disperate ricerche all’ultimo momento.

Curare l’aspetto, ma senza eccessi

Molte delle domande che ci si pongono prima di presentarsi ad un colloquio riguardano l’aspetto fisico: indubbiamente è il primo biglietto da visita, che può essere un fattore marginale per determinati lavori ma essenziale per altri che magari si basano sull’immagine.

In un contesto standard in cui l’aspetto non è né fondamentale né completamente irrilevante (e in fondo non lo è mai), è bene curare la scelta del proprio outfit e dell’aspetto fisico improntandola alla semplicità, alla mancanza di eccessi e alla piacevolezza della sobrietà.

Ricordarsi della comunicazione non verbale

Non bisogna dimenticare che molto più dell’abito, degli accessori o del trucco e parrucco parlano di noi i nostri gesti, la prossemica e tutto quel che concerne la comunicazione non verbale: attenzione dunque a come parliamo di noi stessi senza parlare davvero.

Ricordarsi di non eccedere nella gestualità, nel tono della voce, nella colloquialità dell’approccio aiuterà a dare una piacevole ed autorevole impressione di sé.

Prepararsi delle domande pertinenti

Non va dimenticato che non è solo l’esaminatore a fare domande, anzi: spesso l’iniziativa del candidato, la sua curiosità e la sua necessità di sapere a cosa sta andando incontro sono valutate positivamente, come sinonimo di interesse e dedizione al lavoro che si spera di ottenere.

Chiedere quali saranno le condizioni lavorative, il tipo di contratto (perché no, anche la retribuzione) e quali sono gli obiettivi da condividere in caso di assunzione dimostrano spirito di iniziativa e voglia di fare.

Domande colloquio di lavoro
Cosa chiedere ad un colloquio di lavoro?

Ciò detto, chi volesse essere certa di non trovarsi impreparata nell’interazione faccia a faccia, tenendo presente i consigli precedenti, può provare a realizzare delle prove a casa, magari facendosi aiutare da una persona amica o da un parente, per simulare una conversazione.

In questo modo, l’impatto con l’esaminatore non sembrerà del tutto un’incognita e farà meno paura.



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