Sushi in gravidanza, cosa si rischia?

In gravidanza, sushi sì o no? Dall'Istituto di sanità inglese dicono che non ci sono controindicazioni particolari purché il sushi sia preparato osservando le regole di igiene e consumato in luoghi e ristoranti sicuri.

sushi in gravidanza
Sushi in gravidanza, attenzione a dove lo si mangia e a chi lo prepara.

Quello che in Giappone è considerato un alimento base, in Italia è bandito o sconsigliato almeno in gravidanza.

Parliamo del sushi, sono proprio tutti concordi sulla non ammissibilità del pesce crudo in gravidanza oppure esiste qualche medico/mosca bianca che ritiene sia possibile assumerlo di tanto in tanto, facendo caso a specifiche condizioni?

Rispondiamo e vi diciamo se, a conti fatti, potrete di tanto in tanto concedervi il sushi e quali attenzioni riservare a ciò che mangiate.

Sushi NON è un pericolo se si fa attenzione

Il servizio sanitario britannico, NHS, ha indicato come generalmente sicuro il pesce crudo in gravidanza.

Lo stesso Istituto ha ovviamente precisato che lo stesso pesce, prima di arrivare al consumatore, deve essere stato precedentemente abbattuto.

Il processo di abbattimento, che consiste nel congelamento a temperature molto basse, dai meno 20 gradi per un tempo non inferiore alle 24 ore o nel freezer di casa per almeno 96 ore, è molto importante per debellare eventuali parassiti quali l’anisakis.

L’NHS sottolinea, inoltre, che alcuni tipi di pesce da allevamento come il salmone ha una probabilità infinitesimale di contenere il batterio anisakis, responsabile di effetti gastrointestinali forti e sgradevoli ma quasi mai fatali.

Lo stesso Istituto di sanità mette in guardia le future mamme dal consumo di pesci che possano contenere elevate quantità di mercurio, quali il tonno.

Gli altri da cui sarebbe auspicabile stare alla larga sono i crostacei e i molluschi crudi, a causa dei batteri e virus che possono contenere.

Mamme amanti del sushi rallegratevi!

sushi in gravidanza
Sushi sì, la buona notizia per le mamme che lo amano.
Arriviamo, dunque, ad un punto importante, per tutte le donne amanti del sushi abbiamo una buona notizia: non sarà necessario per voi rinunciare in modo tassativo al sushi durante la gravidanza.

Quel che conta davvero è scegliere con cura il ristorante o sushi bar di riferimento, se il pesce è di dubbia provenienza o non adeguatamente trattato, è meglio optare per posti in cui la qualità e il trattamento del pesce è sicuramente garantito.

Sui forum delle mamme in rete il tema “sushi in gravidanza” è alquanto dibattuto e molte di loro dichiarano che, va bene prestare attenzione all’alimentazione ma che sarebbe sbagliato trasformare un momento bello in uno stato d’ansia e terrore su tutto quel che si fa o mangia.

Per questo, molte di loro hanno rivolto domande mirate in ospedale, negli ambulatori e al proprio medico di riferimento; la conclusione a cui sarebbero giunte è la seguente: mangiare sushi in gravidanza non costituisce un vero e proprio pericolo.

Ovviamente valgono le precisazioni fatte prima, ossia fare attenzione alla scelta dei posti in cui mangiare sushi e accertarsi che chi prepara il sushi osservi adeguatamente le norme di igiene e di abbattimento del pesce crudo e che utilizzi materie prime tracciate e di ottima qualità. Dunque, lo “strappo alla regola” col sushi si può fare in gravidanza e, una volta ogni tanto, non costituirà un reale pericolo.

Toxoplasmosi e sushi, verità e falsa informazione

Un’altra leggenda, che è bene sfatare qui ed ora, è che il rischio di contrarre toxoplasmosi non è assolutamente correlabile al consumo di pesce crudo o sushi, semmai quest’ultimo potrebbe essere causa di infezioni come la salmonella.

Il toxo test, da ripetere in formula periodica per consentire alle future mamme di stare tranquille sulla contrazione dell’infezione, permette anche di capire se la donna abbia già contratto la toxoplasmosi e sia quindi immune.

È pressoché accertato che la toxoplasmosi e il sushi non siano correlati.

L’unico rischio che potrebbe presentarsi è quello della contaminazione incrociata: nel caso di un coltello non lavato adeguatamente e che sia stato utilizzato per tagliare la verdura contaminata dal toxoplasma gondii e, successivamente, per il pesce.

Quali pesci preferire in gravidanza?

Questa è certamente l’altra domanda più frequente tra le donne in attesa, alla quale in parte abbiamo risposto sopra.

Aggiungiamo però un’informazione importante: il pesce azzurro è da preferire in gravidanza perché è ricco di proteine, fosforo, acidi grassi, potassio e magnesio.

Anche i pesci poveri, come le sarde e le alici, sono più proteiche e ricche di ferro, oltre che meno grasse.

Il tonno, il pesce spada e il pangasio, invece, sono i pesci che più di tutti possono contenere alte quantità di mercurio.

Con questo non significa escludere del tutto il tonno e gli altri pesci dalla dieta alimentare delle mamme ma certamente equilibrarli nell’alimentazione.

Tra i pesci da evitare rientra anche il salmone, in quanto l’affumicatura non è da considerarsi come cottura degli alimenti, il problema può sorgere infatti perché  questo tipo di processo riguarda solo la superficie esterna del pesce e non esclude o abbatte eventuali agenti patogeni presenti.

Anche i crostacei e i molluschi sono vietati o sconsigliati in gravidanza, il rischio in questo caso è legato alla possibile infezione da epatite A.

La domanda sul sushi, che non è vietato ma ammesso con le dovute attenzioni, si allarga al periodo post partum: si può consumare sushi anche nella fase dell’allattamento? La risposta è sì, valgono però le stesse accortezze e attenzioni poste nella fase di gravidanza.


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