La depressione post partum dai sintomi ai rimedi

Depressione post partum. Ne soffre il 70% delle puerpere in forma lieve ed il 10% in forma più grave, scopriamo di che cosa si tratta e come gestirla

depressione post partum mamma bebè
Senso di inadeguatezza della mamma

Abbiamo aspettato il nostro bambino per nove mesi, ma, forse più correttamente, si può dire che lo abbiamo desiderato e atteso per tutta la vita. Eppure adesso che è arrivato, ora che dovremmo essere al culmine della gioia, c’è qualche cosa che non va. Siamo un po’ tristi, irritabili, non ci sentiamo capite e quel bambino che stringiamo tra le braccia ci preoccupa e ci fa sentire tutto il peso della responsabilità di essere mamme. Ci sembra che la sua vita, la sua sopravvivenza e la sua crescita debbano dipendere esclusivamente dalla nostra capacità di prendercene cura e questo ci fa sentire terribilmente inadeguate. Forse il fatto di sapere che il 70% delle donne che hanno appena partorito soffre degli stessi sintomi non ci farà stare meglio, ma lo scoprire che, nella maggior parte dei casi, scompaiono autonomamente dopo qualche giorno, beh questo sì che ci solleva.

Anche il diritto del lavoro riconosce la depressione post partum come malattia

Depressione post partum mamma figlio
Perdita di interesse per ogni cosa

Il senso di depressione che compare dopo aver partorito può avere conseguenze più o meno gravi. Come già detto, il 70% delle puerpere soffre del cosiddetto Baby Blues, una lieve forma depressiva che rientra da sola dopo qualche giorno. Nel 10-15% circa delle donne questa depressione può perdurare e diventare la vera e propria depressione post partum che, nei casi più gravi, può anche sfociare in psicosi.
È da considerarsi una vera e propria malattia e come tale deve essere trattata, anche il diritto del lavoro la riconosce come tale e chi ne soffre ha il diritto ad astenersi dall’attività lavorativa secondo le indicazioni del medico curante.

Come in tutte le malattie la prevenzione è la migliore cura, ma anche saper riconoscere i sintomi può aiutare ad intervenire per tempo con la corretta terapia e supportare le neomamme in questa delicata fase della loro vita.

Come riconoscere i sintomi

I sintomi della depressione post partum si manifestano in maniera differente a seconda delle donne; in generale ci si sente molto tristi, si ha il desiderio di piangere anche senza apparenti motivazioni. A molte donne mancano le energie e si sentono irrequiete, tutto quello che le circonda le irrita ed infastidisce; si hanno poi disturbi del sonno e dell’alimentazione che possono andare dall’inappetenza con conseguente dimagrimento all’eccessiva alimentazione seguita dall’ingrassamento.
Altre manifestazioni della depressione conseguente al parto sono la totale perdita di interesse nei confronti di ciò che si fa quotidianamente e la perdita di stima verso se stesse.
C’è poi tutto l’aspetto legato alla presenza del bambino; alcune mamme, infatti, perdono interesse anche nei confronti del neonato di cui si dovrebbero occupare, mentre altre sono talmente angosciate dall’idea di potergli procurare dei danni che vivono nella costante preoccupazione, anche senza che ci siano oggettivi problemi o pericoli.
Il tutto è poi seguito dal senso di colpa spesso causato dall’idea che, alla prova dei fatti, non si sentono delle brave mamme come, secondo il loro punto di vista, dovrebbero essere.
Attenzione, perché i sintomi potrebbero manifestarsi anche qualche settimana dopo il parto.

L’origine del problema

Sono molteplici gli aspetti che possono portare a queste importanti forme depressive, anche se nessuno sa evidenziare con esattezza i fattori direttamente responsabili; le cause possono essere di tipo biologico e di tipo psicologico e tra le prime un ruolo importante è sicuramente rivestito dal brusco calo ormonale nelle ore successive al parto e nella spossatezza che colpisce le donne dopo il travaglio o anche dopo il cesareo.

Depressione post partum - l'aiuto del partner
L'aiuto del partner è indispensabile
Dal punto di vista psicologico i fattori scatenanti possono essere, ad esempio, una scarso sostegno da parte del partner, una sensazione di inadeguatezza nel nuovo ruolo di madre, la consapevolezza che il figlio non è “perfetto” come lo si aspettava, l’incapacità di gestire i ritmi di sonno e di veglia del bambino o magari difficoltà nell’attaccarlo al seno.
Ma anche un’aspettativa elevata da parte dei famigliari o il confronto con la perfezione (in genere totalmente fasulla) di persone vicine come amici o familiari, ad esempio da parte di sorelle, madri, suocere o cognate. Anche un rientro al lavoro troppo veloce può essere alla base di alcuni casi di depressione post partum.

Rimedi

Sicuramente il consiglio principale è quello di rivolgersi ad uno specialista, soprattutto se si vede che dopo una quindicina di giorni la situazione non accenna a migliorare. Può capitare che la donna non si riconosca (o non voglia riconoscersi) nei sintomi, per questo è importante anche l’attenzione di chi le è vicino. Non bisogna assolutamente minimizzare il problema. Il primo specialista a cui si può fare riferimento, ad esempio, è l’ostetrica, magari quella con cui si è seguito il corso pre-parto o che ci ha preparato al parto. Forse non aiuterà a risolvere il problema, ma sicuramente saprà indicare la direzione verso la quale muoversi.

Ci sono poi dei consigli pratici che si possono seguire per aiutare a risollevarsi.

Un aiuto anche dai forum

In primo luogo si possono cercare altre mamme con cui confidarsi per scoprire, magari, che quello che si sta vivendo è un problema comune. Si può cercare questo confronto ad esempio frequentando un corso per massaggi neonatali o altre attività per mamme e bambini, ma anche tramite i social network o i forum si possono trovare gruppi di mamme con cui confidarsi e lasciarsi andare raccontando quello che non si ha il coraggio di dire nemmeno alla mamma o al partner.

La casa in secondo piano

Bisogna poi ricordare che l’ordine e la pulizia della casa vengono assolutamente in secondo piano. Nel periodo successivo alla nascita di un bambino la madre deve solo occuparsi del piccolo e non della casa, del bucato o della cena. È bene che chi le è vicino sia consapevole di questo e, oltre a non pretendere prestazioni in questo senso, la aiuti con i problemi pratici di ogni giorno. Dovremmo abituarci tutti: se andiamo a trovare un’amica che ha appena partorito, invece di presentarci con cioccolatini o fiori faremmo bene a portarci guanti e scopettone per aiutarla nelle pulizie. Un valido aiuto arriva dalla mammaAssistant, un sistema innovativo di collaborazione con le puerpere che si sta attivando in numerose città.

Il sonno è un valido alleato

depressione post partum mamma che dorme
Seguire i ritmi del bambino per non esaurirsi
Il sonno è un alleato importante per uscire da questo tunnel, bisogna cercare di dormire appena si può. La madre dovrebbe quindi abituarsi ai ritmi del proprio figlio e riposare quando dorme lui, in questo modo sarà meno pesante dover reggere alle poppate che vengono richieste anche ogni due ore. Con il tempo le cose cambieranno, ma chi ci è passata sa benissimo che questa motivazione non regge e che si pensa che per tutta la vita quel piccolo essere urlante continuerà a chiamarci strillando dalla culla ogni due ore. Quindi l’unica soluzione è che se si deve star sveglie quando lui è sveglio, si può dormire quando lui dorme.

Anche il papà può alleviare un po’ di peso alla compagna, ad esempio offrendosi di allattare il bambino almeno una notte a settimana. L’allattamento al seno non deve essere un’obiezione in questo senso perché il latte può essere sempre tirato e messo da parte.

Ma la cosa più importante è quella di mantenere il legame con il bambino che ha bisogno del contatto con la madre per una crescita ed uno sviluppo ottimale; se qualche volta se ne sente la necessità, però, lo si può anche affidare a qualcuno per prendersi qualche ora di totale relax. Una madre rilassata e serena sarà sicuramente una presenza più positiva di una mamma sempre vicina al proprio bambino, ma stanca, depressa e con gli occhi sempre pieni di lacrime.


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