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Vacanze e salute: i benefici della montagna

Facciamo un test: se dico “vacanze in montagna“, cosa vi viene in mente? Neve e inverno, senz’altro. E quindi soprattutto sci. Va da sé quindi che chi si organizza un week sulle piste o una settimana bianca rientri nelle categorie “sportivo” e “in salute”. La selezione quindi avviene già in partenza. Diversa è la situazione in estate, quando non si vede l’ora di scappare dall’afa cittadina e si desidera andar per funghi e mirtilli o mettersi alla prova per sentieri e ferrate. La facilità di accesso stradale a numerose località può infatti far dimenticare che il clima è alquanto differente da quello cittadino e che l’altitudine può fare brutti scherzi, anche senza arrivare al cosiddetto “mal di montagna”.

Vediamo ora chi può e chi non può godersi l’appagante panorama alpino e appenninico analizzando, partendo dal basso, le differenti zone montane.

Bassa montagna (700-1200 metri), via dallo stress

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Le vette rocciose sono lì vicino, ma le valli sono ampie, soleggiate, con un pendio lieve, ideale per lunghe passeggiate e biciclettate per tutta la famiglia, dai piccoli ai nonni. Pinete e boschi cedui a portata di mano per ripararsi dalla forte irradiazione solare e dagli ultravioletti e godersi anche a luglio e agosto la favorevole temperatura. La brezza, di monte nelle ore notturne e di valle durante il giorno, può diventare vento anche forte durante il passaggio di perturbazioni provenienti da nord. L’aria è più secca d’inverno che d’estate e l’inquinamento è scarso, e la pioggia non manca, soprattutto nei mesi estivi. Un clima dunque che va bene per piccoli e anziani, a meno che non si soffra di problemi cardiaci e respiratori, in particolare di: tubercolosi in fase attiva, soprattutto polmonare; cuore polmonare cronico; coronopatie con attacchi di angina; febbri reumatiche (ad eccezione dell’estate); scompenso cardiocircolatorio sinistro con rischio di edema polmonare; nefropatie medio-gravi. Ideale, invece, il soggiorno a queste altezze per chi è convalescente, per chi è stressato, per chi deve disintossicarsi fisicamente da fumo, inquinamento, alcool, droghe e psicologicamente da situazioni difficili,  per chi ha problemi respiratori anche causati da allergia tranne che durante i mesi primaverili per evitare la fioritura.

Media montagna (1200-1600 metri), l’umore prende quota

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L’aria si fa “fine”, il vento aumenta d’intensità, l’umidità cala e ancor di più l’inquinamento. Acqua d’estate e neve d’inverno, le precipitazioni non mancano e di norma sono il doppio di quelle registrate in pianura. L’insolazione è molto forte, anche se mitigata dal vento, e la radiazione ultravioletta è intensa soprattutto nei mesi invernali. Qui scatta l’obbligo di creme protettive sempre più forti, occhiali da sole “veri” – ossia che non siano solo colorati, ma che filtrino effettivamente i raggi ultravioletti -, cappello in testa. Passeggiate, scalate e scorpacciate di mirtilli non sono però alla vostra portata se siete ipertesi, se avete scompensi cardiaci, se siete dei tipi un po’ “nervosetti” o se soffrite di disturbi psicosomatici, se avete problemi polmonari quali enfisema o broncopneumopatie croniche ostruttive. Se avete bisogno di cure stimolanti o di ottenere un po’ di quell’autostima di cui avete così bisogno, se siete un po’ giù o se la pressione proprio non vuol saperne di raggiungere soglie adeguate, ecco che pascoli e mulattiere vi aiuteranno.

Alta montagna (oltre i 1600 metri), la scalata della personalità

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Prendete tutto quello scritto per la media montagna e mettetegli davanti un bel più, in tutti i due i sensi: in discesa, per temperatura (rigida, d’invero anche con episodi artici) e inquinamento; in salita, per irraggiamento solare, radiazione ultravioletta, precipitazioni, vento. Ovviamente, anche per indicazioni e controindicazioni vale la stessa regola, con due aggiunte per i “pro”: a queste altitudini la produzione di midollo osseo viene stimolata e si è aiutati a recuperare concentrazione e attenzione.

Alpi over 2000 e Appennini over 2500, solo in salute e ben allenati

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Qui siamo al top. Non solo della montagna ma anche dello stato di salute. Se non siete persone sane e ben allenate, dimenticatevi gite da queste parti. L’attenzione maggiore va riservata ai bambini: il loro organismo è infatti ancora in evoluzione e potrebbe non reagire nella maniera opportuna ai forti stimoli legati all’aria più rarefatta, al vento, alla nebbia, alla radiazione solare. Quest’ultima è particolarmente subdola: ha una elevata componente di raggi ultravioletti, in particolare gli UVB, ma l’aria fresca e ventilata non permette al senso di caldo di funzionare come campanello d’allarme. Di qui l’elevato rischio non solo di scottature gravi, ma anche del cosiddetto “colpo di sole” con vomito, disidratazione, febbri anche convulsive, fino a possibili insufficienze renali. Un rischio presente per tutti, ma soprattutto per i bambini e gli anziani dal fisico un po’ logorato. L’età però non è una discriminante, soprattutto per gli anziani: se “giovanotti” e “donzelle” anche over 70 anni godono di buona salute, sono allenati e avvezzi a soggiorni in montagna, possono godersi le alte vette meglio di giovani cittadini sedentari.

credit

Val Duron (TN), Bettola (Valerio Bettini)

Foroglio, Cantone Ticino (Svizzera), Luca Mascaro

Gressoney St. Jean, bric72

Funivia Monte Bianco, Mammaoca2008

Ghiacciaio del Cedèc, C.A.I Legnano

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