Sanremo 2014, la terza puntata

Terza puntata del Festival con tutti i 14 big sul palco e le altre quattro giovani proposte. Tra gli ospiti Renzo Arbore, Luca Parmitano e Damien Rice

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto
  • Fabio Fazio e Luciana Littizzetto
  • L'Orchestra Filarmonica del Teatro La Fenice
  • Renzo Rubino
  • Frenkie Hi-Nrg mc
  • Frenkie Hi-Nrg mc e Luciana Littizzetto
  • Giusy Ferreri
  • Giusy Ferreri
  • Luciana Littizzetto
  • L'esibizione di Derging Tokmak, ballerino con le stampelle
  • Derging Tokmak
  • Cristiano De Andrè
  • Luciana Littizzetto e Renga
  • I cantanti che hanno preso parte al flash mob
  • Perturbazione
  • Fabio Fazio e Francesco Sarcina
L’apertura è affidata alla musica, Apollo&Co, con Abbado tra gli ultimi grandi discendenti. L’Orchestra filarmonica della Fenice di Venezia rende omaggio al grande maestro che reputava la musica dovesse essere trasmessa alla gente povera e non ristretta in meri schemi elitari. Alla musica va riconsegnata la sua centralità, questo il suo pensiero.

Fazio annuncia la presenza sul palco di tutti i big, una squadra di 14, ed entra in scena la donna del Festival, Lucianina. La conduttrice racconta alcuni simpatici retroscena: gli acuti della Ruggiero hanno rotto le gocce dei lampadari del casinò; Noemi ha sbagliato la tinta ai capelli.

Apre la terza puntata di Sanremo 2014 Renzo Rubino. Si rafforzano le R, dato che Rubino è accompagnato dal maestro Rubini, insomma le pietre preziose si sprecano.

Giusy Ferreri compare sulla scena con un abito dal fondo verde acqua con motivi animalier neri. Sembra quasi di intravedere, sull’abito, qualcosa che somiglia alla tigre di Kenzo, protagonista di felpe e magliette. La Ferreri ti porta a cena ma il tuo passato non è invitato a tavola.

Frankie Hi-Nrg mc, con doppiopetto grigio canta “Pedala“. Vivere è come andare in bici: un gioco di pesi e baricentri da far coincidere; alla peggior salita segue una discesa ripida con vento sulla faccia. La storia, dovunque vada, deve essere inseguita e se è un’acrobazia da fiatone, tu sei il motore.

Siamo “liberi o no”? Si interroga Raphael Gualazzi accompagnato da The Bloody Beetroots, volto ignoto e un po’ spider.

Dopo l’esibizione di Cristiano De Andrè, Luciana congeda Fazio con un “va’ a sgranare i piselli” e tiene un monologo. La grande bellezza è il punto, è il botox la vera bellezza o Gillian, una modella sulla sedia a rotelle? Dice la Littizzetto: “ciascuno è bello a modo suo, bellezza non è normalità, è esagerazione, strappo, inquietudini.”
L’esibizione sul palco di Dergin Tokmak, ballerino in stampelle, spiega il tutto benissimo come poco dopo le parole di Flavio Caroli a proposito di Van Gogh che fu a suo tempo travolto da un’ossessione: la bellezza, appunto.

Se in un primo momento sembra un tipo nevrotico quello che in sala prende la parola e inizia a cantare, si capisce che è uno scherzo, un flash mob, quando il contagio della canzone tocca anche l’uomo della sicurezza intervenuto per ripristinare l’ordine. Altri dalla platea, fino agli spalti più alti, cantano: una vera jam session di cori gospel.

I selfie non mancano anche qui all’Ariston, Francesco Sarcina scatta una foto a lui e Vessicchio mentre sorridono con la platea alle spalle. È la volta dei Perturbazione, il cui album è in uscita il 22 febbraio ma le loro canzoni “L’unica” e “L’Italia vista dal bar” si possono ascoltare in streaming già dal 20 febbraio su Deezer. Seguono Francesco Renga e Francesco Sinigallia.

Renzo Arbore riceve in dono una spilla con il simbolo del cavallo della Rai per i suoi 60 anni di televisione.
I mandolinisti di Arbore sono sì seri ma, se incitati da battute musicali, ridono eccome e lui lo dimostra.
Ma la notte no!” e “L’Italia è bella” di Roberto Murolo fanno cantare tutti un’altra volta.

Ritornano i big sul palco, in ordine Noemi; il “simpatico bocconcino di sushi” Antonella Ruggiero, molto japan a dire della Littizzetto; Arisa, con abito effetto glitterato; Ron; Giuliano Palma.

L’omaggio alla bellezza continua con la personale visione di Luca Parmitano, l’astronauta italiano, e il cantante Damien Rice con “The Blower’s Daugther“.
La musa del canto passa dai big agli junior. A cantare sono gli ultimi quattro delle otto giovani proposte in gara.
Viene data la classifica provvisoria e, secondo il televoto, Renga è al primo posto, Arisa al secondo seguita da Renzo Rubino.
E come dice Fabio Fazio “Rimanete lì o almeno muovetevi poco”.

Qui potete rivedere i momenti migliori della prima serata del Festival e della seconda puntata di mercoledì 19 febbraio.


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