Luca Parmitano, il primo italiano a passeggiare nello spazio

Il pilota italiano è stato sei ore all’esterno della stazione spaziale: cronaca di una giornata quasi poetica

Luca Parmitano

È uscito dal portellone della ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, quando in Italia erano le 14.30, protetto dall’atmosfera pressurizzata della sua Extravehicular Mobility Unit, la pesantissima tuta spaziale che i suoi compagni di avventura rimasti all’interno – il comandante della missione, il russo Fedor Jurcichin e l’ingegnere americano Karen Nyberg – lo hanno aiutato ad indossare. Con lui, il suo compagno di “passeggiata”, l’altro americano Chris Cassidy. Lui però ha qualcosa di speciale. Si chiama Luca Parmitano, è siciliano di Paternò, ha 36 anni, è sposato e ha due figlie. Ma soprattutto è il primo italiano della storia ad avere affrontato una passeggiata nello spazio, quella che in gergo si chiama EVA – Extra Vehicular Activity. E le immagini in diretta che l’Agenzia Spaziale Italiana ha diffuso collegandosi al canale live della Nasa hanno permesso di vivere questa emozionante e storica impresa in maniera assolutamente memorabile.

Luca Parmitano 2

Più di sei ore a passeggiare nello spazio

Non pareva una missione spaziale, ma quasi una coreografia studiata, dove ogni mossa, la presa di ogni attrezzo da lavoro o lo spostamento di qualunque oggetto anche pesantissimo, sembrava portata a termine con una naturalezza quasi poetica. Mancava, forse, solo un adeguato sottofondo musicale e a qualcuno, vedendo le immagini, sarà certamente venuto in mente un certo valzer di Strauss… Luca Parmitano ha portato con orgoglio la bandiera italiana a volteggiare nello spazio, a 400 Km di distanza dalla Terra: è stato il 206° uomo ad uscire nello spazio aperto dal 1965, quando per primo compì l’impresa il sovietico Aleksej Leonov, nella missione Voskhod 2. Un’emozione fortissima che il nostro connazionale non ha nascosto, fin dalla sua accorata dedica agli italiani, poco prima di lasciare il portellone dell’ISS. Parmitano e Cassidy, durante le sei ore e quindici minuti di permanenza nello spazio hanno recuperato materiale e attrezzature da esperimenti che devono essere riportati a Terra, installato nuove attrezzature scientifiche, svolto attività di manutenzione, controllato lo “stato di salute” della preziosissima postazione AMS, il gigantesco strumento costato 2 miliardi di dollari che ha lo scopo di “catturare” le particelle di antimateria. E poi si sono lanciati nella seconda parte del loro programma, quello certamente più spettacolare. Parmitano e Cassidy  si sono agganciati ad un braccio meccanico attraverso dei calzari magnetici per raggiungere dei radiatori termici da sostituire, per riparare una telecamera non più funzionante e da ultimo, con un nostalgico finale degno della miglior sceneggiatura, hanno coperto definitivamente con un telo il vecchio attracco degli Shuttle che non sarà più utilizzato.

Gli italiani nello spazio

Una sequenza emozionante che ha suscitato in Italia grande emozione. E così la stazione spaziale ISS, grande crocevia di culture con la sua ormai consolidata usanza di ospitare astronauti di nazionalità diverse, è tornata al centro dell’attenzione dopo la planetaria notorietà che le aveva dato il colonnello-cantante canadese Chris Hadfield. Parmitano è il settimo italiano a lasciare il suolo terrestre in una missione spaziale ed era partito dal cosmodromo kazako di Baikonur lo scorso 28 maggio. Il primo fu il genovese Franco Malerba che partì con lo Shuttle Atlantis nel 1992. L’ultimo, Roberto Vittori, che prese parte alla penultima missione Shuttle nel 2011. Umberto Guidoni, romano, fu sullo Shuttle ben due volte, nel 1996 – in una missione che vedeva coinvolto anche un altro italiano,  Maurizio Cheli – e nel 2002. Il primatista nazionale in quanto a tempo passato nello spazio è invece Paolo Nespoli, con oltre 174 giorni totali di permanenza nel corso di quattro missioni diverse.

 


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