Paura dei serpenti: come superare l'ofidiofobia

Paura dei serpenti: come superare l’ofidiofobia

La paura dei serpenti è una paura piuttosto diffusa, ma cosa vuol dire e soprattutto come si supera l’ofidiofobia? Scopriamolo insieme.

Paura dei serpenti? Niente di cui vergognarsi: persino l’intrepido avventuriero Indiana Jones ne era terrorizzato. E non è il solo, dal momento che la paura morbosa degli animali (detta anche “zoofobia”) accomuna gran parte della popolazione mondiale. Basti pensare a chi ha paura dei ragni.

Come si chiama e in cosa consiste

Nello specifico, la paura dei serpenti prende il nome di ofidiofobia (dal greco ophis “serpente” e phobia “paura”).

Gli scienziati e i naturalisti classificano tutti i serpenti che sono in natura come “ofidi”. Per estensione con il termine “ofidiofobia”, talvolta si indicano anche tutte quelle paure che le persone nutrono nei confronti di animali che hanno una forma serpentina. E che per spostarsi devono strisciare sul suolo con il ventre. Ma cosa temono le persone, oltre al veleno del serpente? Tra i motivi di repulsione compaiono anche altre caratteristiche tipiche dell’animale. Come il corpo viscido, l’assenza di palpebre, la lingua biforcuta e il tipico sibilo che emette.

Da dove ha origine questa paura

Tutti motivi leciti, ma non si spiega perché questa paura sia così diffusa. Dal momento che in genere è difficile incontrare un serpente nella nostra vita quotidiana. Secondo alcuni ricercatori, l’ofidiofobia affonderebbe le sue radici nel processo evolutivo dell’uomo. Questo significa che i nostri antenati, abituati a vivere a stretto contatto con l’ambiente naturale, ci avrebbero tramandato un semplice ma potente meccanismo di sopravvivenza.

Alcuni studi evoluzionisti hanno provato a dimostrare in maniera empirica che la paura nei confronti di questo animale, diffusa in tutte le aree geografiche, deriva dalla lunga convivenza dell’uomo con i serpenti velenosi. Per migliaia di anni l’uomo ha dovuto far fronte a questo pericolo.

Cosa significa aver paura dei serpenti oggi

Una ricerca del 2013 ha cercato di dimostrare che il cervello dell’uomo è evolutivamente portato ad avere paura di forme simili a quelle dei serpenti. Un secondo lavoro scientifico ha evidenziato importanti picchi di stress nei neonati di 6 mesi che erano stati esposti ad alcune foto di serpenti. Nonostante non avessero alcuna conoscenza dell’animale.

A questa forma di paura si sarebbero poi aggiunti nel corso dei secoli anche vari significati sociali e culturali. Che ci avrebbero ulteriormente “allontanato” da questa specie di animale. In molte culture, infatti, il serpente è visto come un simbolo del male. Nella tradizione cristiana è poi diventato la rappresentazione per eccellenza della tentazione e del peccato. Alcuni sessuologi, nel corso degli anni, hanno ipotizzato che il serpente rappresenti l’istinto e l’aggressività sessuale. E quindi non sarebbe altro che la raffigurazione simbolica del rifiuto delle proprie pulsioni sessuali.

I diversi modi in cui si esplica la fobia

La fobia può emergere anche se mancano le condizioni per imbattersi in questo tipo di animali. Può essere talmente irrazionale e persistente che, sebbene ci si trovi lontano dal loro habitat naturale (erba alta, rocce e vegetazione fitta) si può arrivare a decidere di evitare di camminare sui prati, rinunciare alle escursioni a piedi e alle visite nei giardini zoologici.

Alcune persone scoppiano a piangere persino quando qualcuno nomina il temuto rettile oppure quando questo compare in una foto all’interno di un libro o in un semplice video. In certi casi, le reazioni di panico o disgusto sono così violente che la condizione diventa invalidante.

Proprio come è successo a Indiana Jones, che in un film finì in una vasca piena zeppa di serpenti, l’ofidiofobia può essere spiegata come un’eredità di esperienze traumatiche appartenenti agli anni dell’infanzia. Un incontro ravvicinato con un rettile può richiamare insomma sensazioni o paure dimenticate (apparentemente) da tempo, come aver pestato inavvertitamente un serpente, aver subìto un morso, aver sentito il sibilo o aver assistito a un attacco ad un’altra persona.

Questa fobia può anche essere frutto di una paura appresa: vedere un genitore o una persona cara terrorizzata dai serpenti potrebbe provocare la stessa reazione e innescare lo stesso comportamento. Analogamente, anche la rappresentazione negativa sui media (film, libri etc) o immagini spaventose potrebbero aver contribuito a trasmettere questo tipo di paura.

I sintomi

È difficile definire in maniera univoca quali siano i sintomi della paura dei serpenti, dal momento che possono variare notevolmente a seconda delle persone e del grado della fobia. A livello statistico, quelli che ricorrono di più si riscontrano di solito nei gravi attacchi di panico: giramenti di testa, vertigini, crisi d’ansia, pallore, palpitazioni e tachicardia, eccessiva sudorazione, tremore, difficoltà respiratorie come senso di soffocamento o affanno, svenimento.

Come superare la paura dei serpenti

Il modo più efficace per poter superare questo tipo di paura, soprattutto nei casi più critici, è quello di rivolgersi a un professionista della salute mentale come uno psicologo o un psicoterapeuta. L’ofidiofobia in genere ha ottime possibilità di successo una volta che viene trattata in maniera professionale. Sono diverse le metodologie più utilizzate per affrontarla, scopriamole insieme.

Terapia dell’esposizione

La terapia dell’esposizione o della desensibilizzazione sistematica, una metodologia che prevede un’esposizione graduale all’oggetto della nostra paura. Ma come funziona? Giusto per fare qualche esempio: nel caso del rettile, all’inizio verrebbero mostrate semplici fotografie e in un secondo momento la persona potrebbe incontrare un piccolo serpente in un ambiente controllato.

Terapia cognitivo-comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale permette di andare alla ricerca delle vere cause della paura attraverso la condivisione di ricordi ed esperienze personali con uno specialista. In questo modo si riescono a identificare gli schemi di pensiero che si nascondono dietro la fobia incontrollata e “inspiegabile” del paziente. Imparando a sostituire le associazioni di pensiero negative con quelle positive, il livello della fobia tende a regredire.

Terapie di gruppo

Il confronto con altre persone affette dalla stessa problematica e la possibilità di poter condividere le proprie paure può aiutare a elaborare i sentimenti negativi con conseguente riduzione del livello di stress.

Altre tecniche

Ipnosi, meditazione e anche respirazione controllata. Queste pratiche vengono utilizzate per favorire il rilassamento.



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