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Non voglio avere figli, perché è ancora scioccante dirlo?

Sempre più coppie rispondono in modo negativo a questa domanda che, dalla notte dei tempi, viene riservata alle coppie giovani così come a neo sposi. Una volta aver ascoltato il no secco ecco che l’interlocutore inizia a raccontare le gioie della maternità. Sì, perché diciamolo, se è un uomo a decidere di non avere figli non esiste il problema ma, se è una donna a decidere di non voler far spazio nella sua vita (e nel suo corpo) per un nuovo essere umano, ecco che la questione cambia. Diventa un problema, si è donne a metà. Decidere di non voler diventare madre è ancora oggi uno dei tanti tabù che dovrebbero essere scardinati e questo vale per il primo figlio ma in alcuni casi anche per il secondo o il terzo.

Perché è ancora oggi
un tabù

Ancora oggi sembra scioccante dire ad alta volere di non volere figli. La maternità è qualcosa che rende le donne speciali, che le fa sentire complete e appagate ma… siamo sicuri? Perché mai una donna dovrebbe sentirsi appagata solo se ha messo al mondo almeno un figlio?

La risposta sembra semplice, ovvero perché la donna è atta a procreare e quindi, se non lo fa, viene meno alla sua missione. Raccontare di non volere figli, di scegliere di stare accanto ad un uomo tutta la vita e dividere con lui un progetto pluriennale che porta alla tomba ma che non prevede bambini, lascia tutti di sasso e le domande si sprecano, così come si sprecano i commenti.

Cambierai idea e sarà
troppo tardi

Ecco l’anatema che viene inviato alle donne che dichiarano apertamente di non volere figli. “Te ne pentirai” oppure “Quando lo vorrai sarai troppo vecchia”. Come tutte le decisioni della vita è possibile pentirsene certo, vale per tutto, anche per il marito solo che abbiamo risolto con il divorzio, per avere dei figli certo, l’età conta e, ad un certo punto non è più possibile, questo è vero, però dietro alla scelta di non voler diventare madre ci sono motivazioni valide che non valgono per tutte ma che tutti dobbiamo accettare.

Perché si decide di
non avere figli

Le motivazioni sono varie. Dalla crisi economica, ai problemi di lavoro, al problema ambientale. Ci sono mille motivi per cui le donne decidono di non fare dei figli, tra questi lo scarso supporto da parte dello Stato nella logistica post-maternità e anche lo scarso supporto del sistema sanitario in tema di aiuti alla neo mamma. Ma, soprattutto, è una questione di scelte.

Una vita chilfree

Tanti i libri sull’argomento che tentano di spiegare perché è possibile vivere una vita piena anche senza un pargolo che regala notti insonni, un adolescente che vuole riempirsi la pelle di tatuaggi, un ragazzo che non vuole andare a scuola e un adulto che dipenderà da noi fino ai quarant’anni.

Tra i tanti libri quello di Michela Andreozzi dal titolo: “Non me lo chiedete più”.

L’autrice racconta che la “pressione sociale è un vero e proprio mobbing. Sottile, fatto di giudizi, paragoni, allusioni, confronti, sfide. È possibile non avere figli, ma non ti è permesso rifiutarne l’idea. Dire: io non ne voglio, grazie.”

Silvestra Sorbera

Silvestra Sorbera, classe 1983, piemontese di origini siciliane, è una giornalista e autrice di racconti e romanzi. Collabora con i giornali online Gocce di spettacolo, Yomamma, Italiapost e Unadonna. Ha pubblicato nel 2009 “La prima indagine del Commissario Livia” e a maggio del 2016 la seconda indagine dal titolo “I fiori rubati” con la casa editrice LazyBOOK e la terza indagine dal titolo "Castelli di sabbia". Nel 2013 ha realizzato la favola per bambini “Simone e la rana”, e il saggio letterario - cinematografico “La forma dell’acqua. Camilleri tra letteratura e fiction”. Nel 2014 pubblica con la casa editrice LazyBOOK i racconti“Vita da sfollati” e a seguire “Sicilia” e “La guerra di Piera” e a dicembre 2016 il romanzo autobiografico “Diario per mio figlio”. A giugno 2016 con la casa editrice PortoSeguo il romanzo “Sono qui per l'amore”. Nel 2017 pubblica il racconto lungo new adult “Un amore tra gli scogli” e la favola “Simone e la rana. Viaggio nel castello stregato”.

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Silvestra Sorbera

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