Dovere o piacere? Come trovare il giusto equilibrio

Dovere e piacere: come trovare il giusto equilibrio

In una vita frenetica occorre sempre trovare il compromesso tra piacere e dovere ma non è sempre facile. I nostri consigli su come trovare l’equilibrio.

Non è facile trovare quella che si dice essere “la giusta via di mezzo” nella vita tra tutte le incombenze quotidiane, come il lavoro le mille commissioni; sembra impossibile dedicare a noi stessi momenti di puro piacere. C’è da dire che è anche facile sfociare per pigrizia, noia e stanchezza in una bassa produttività in grado di compromettere i compiti a cui dobbiamo far fronte che ci piaccia o no. E così ci sentiamo inevitabilmente in colpa con noi stessi. I piaceri ci servono a farci stare bene e sentirci motivati e utili ma anche i doveri portano a provare emozioni positive se li portiamo a termine nel migliore dei modi, facendoci sentire appagati e capaci di gestirli. È davvero importante mantenere un giusto equilibrio tra queste due dimensioni della nostra vita per sentirci persone felici e serene. Ma come si fa a raggiungere e mantenere con costanza il giusto equilibrio tra dovere e piacere? Ecco alcune strategie da provare ad adottare.

Fare una scaletta di obiettivi

Il modo migliore per adempiere alle priorità da fare nel corso di una giornata è, a prima mattina, annotarle su un foglio di carta per priorità e ogni volta che si termina un compito, anche se piccolo, darsi una mini ricompensa. Il nostro cervello riesce a lavorare in modo continuativo e soddisfacente per brevi periodi e se percepisce una gratificazione dopo ogni compito gravoso. La scaletta delle priorità deve essere precisa e chiara, non generica. Non bisogna scrivere “fare le pulizie di casa” ma dividere un grande compito in sotto obiettivi per rendersi conto realmente di tutto quello che si è fatto. E, ogni volta che si termina un’attività, barrarla con una linea dal foglio. Quello che si ottiene è un chiaro specchietto di cosa si è fatto e quando è arrivato il momento di premiarsi. Ecco perché si lavora meglio se si riceve un aumento e da bambini si finiscono con più dedizione i compiti scolastici se si sa che i genitori hanno promesso una ricompensa. L’idea di annotare doveri e piaceri che ci si è concessi nel corso di una giornata ha un ulteriore utilità: ci permette di renderci davvero conto di quanto equilibrio ci sia in questi aspetti della vita nella nostra giornata tipo e ci permette così di capire se stiamo esagerando in un senso o nell’altro.

Quali gratificazioni dopo il dovere?

Non è necessario per forza fare grandi cose per rendersi felici e appagare il proprio cervello dopo uno sforzo. Una pausa caffè, una telefonata piacevole, una puntata della propria serie televisiva preferita ed ecco che già ci sentiamo meglio. A fine giornata è poi bene fare qualcosa che davvero ci piace e dedicarvici un po’ di tempo, senza permettere all’eventuale surplus di doveri di sovrastarli o impedirci di portarli a termine.


Imparare a trovare piaceri nelle incombenze di ogni giorno

Un’altra strategia per gestire al meglio il necessario equilibrio tra doveri e piaceri è quello di provare a individuare degli aspetti delle faccende quotidiane da sbrigare che possano portare gioia o vantaggi. Magari potreste lavorare ascoltando però la vostra musica preferita, oppure pensare che quando state facendo le pulizie di casa in realtà state bruciando tantissime calorie, alla faccia di chi va in palestra. La strategia quindi diventa aggiungere un aspetto piacevole nello svolgimento dell’attività gravosa o ragionare sui vantaggi che, svolgere questo compito, porterà in seguito. Un chiaro esempio è quello della palestra. A parte pochi casi, a nessuno piace l’idea di sudare e faticare con gli attrezzi ginnici, ma il benessere fisico conseguente a un’ora di ginnastica è il benefit che si ottiene. Quando la motivazione cala, soprattutto per questo genere di attività dove il rinforzo piacevole è successivo allo sforzo, può essere utile annotarsi i vantaggi che verranno su qualche post it posizionato in luoghi strategici (ad esempio sul comodino se saltiamo la palestra spegnendo la sveglia).

È anche una questione di attitudine

Esistono persone che per natura sono più inclini a sacrificarsi, e sacrificare molte delle gratificazioni a cui avrebbero diritto, in nome del raggiungimento di un risultato finale perfetto e adeguato alle proprie aspettative. Sono persone ligie al dovere, che puntano il tutto per tutto di impegno, dedizione e costanza verso un solo obiettivo che, se si raggiunge anche solo parzialmente, non dà alcuna soddisfazione. Solo a obiettivo raggiunto questi soggetti si premiano. Esiste invece chi, cosciente della precarietà del vivere, preferisce fissare micro obiettivi da raggiungere a breve termine e focalizzarsi solo su quelli poco alla volta, godendosi ogni risultato raggiunto e concedendosi a ogni piccola vittoria una gratificazione motivante.

Il sistema di ricompensa: il funzionamento del cervello

Per capire meglio perché è necessario premiarsi dopo ogni compito gravoso è utile sapere bene che cosa è il “sistema di ricompensa”, ossia come funziona il nostro cervello. Il sistema di ricompensa è una struttura neurale responsabile della motivazione, del processo di apprendimento associativo e delle emozioni positive. La ricompensa è quindi la proprietà attraente di un comportamento operativo. Gli stimoli gratificanti funzionano come “rinforzi positivi“, così vengono definiti in psicologia.



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