Coltivare l’orto… in città

Sempre più diffusa anche in Italia la pratica dell'orto urbano: da soli o in gruppo, sul balcone o in spazi pubblici, eccoci diventare urban farmer

orto urbano

Orto urbano, che passione!
Orto urbano, che passione!
Sarà la crisi economica, sarà la sensibilità sempre maggiore verso i temi legati a natura e green, ma sempre più italiani si stanno dedicando a fare i giardinieri metropolitani: quella degli orti urbani è una passione che va contagiando l’intero paese. Chi sul proprio terrazzo, chi in appezzamenti un po’ più grandi, ma uniti dalla stessa passione e dedizione, si parla di circa 21 milioni di cittadini con l’hobby dell’orto o del giardino – 5 i milioni di urban farmer stabili.

Spazi pubblici

Orto urbano: sul balcone o in spazi pubblici
Orto urbano: sul balcone o in spazi pubblici

Perfino quanto a orti pubblici siamo a un vero e proprio record: 1,1 milioni di metri quadri di terreni comunali nel 2013 adibiti a coltivazione, orti e giardinaggio e assegnati in comodato ai cittadini che ne fanno richiesta, spesso per recuperare aree che altrimenti sarebbero lasciate al degrado. E pensate che anche da noi si sta diffondendo l’iniziativa di stampo britannico Incredible Edible: Food to share, ossia, spazi verdi in paesi e città che diventano orti, dove liberamente si coltivano e raccolgono frutta e verdura.

Di tutto…

Le piante più coltivate dai contadini urbani? Verdure da mangiare a crudo soprattutto: insalata e pomodori, ma anche erbe aromatiche, frutta, zucchine, peperoncini, melanzane, piselli, fagioli, fave e ceci. Con la soddisfazione di poter consumare prodotti cresciuti fai-da-te, e il vantaggio che l’orto-mania pare essere legata all’adozione di uno stile di vita più sano, e che curare piante e fiori è un’operazione che certo richiede impegno e dedizione, ma che è anche capace di distrarci dallo stress metropolitano.

…per tutti!

Sempre più italiani diventano urban farmer
Sempre più italiani diventano urban farmer

Il pollice verde, non crediate, non è cosa solo da adulti o anziani: moltissimi i giovani che si dedicano a questa passione, e così anche famiglie con bambini – tanto che l’orto scolastico sta iniziando a diffondersi in tanti istituti. Addirittura, secondo stime di settore, alcune famiglie sono riuscite, con l’orto urbano, ad abbattere del 10 per cento la spesa alimentare – il che, coi tempi che corrono, non è proprio un fatto da sottovalutare.

Hobby Orto: l’orto in terrazzo

Ma se siete troppo pigre o troppo impegnate per dedicarvi con costanza al vostro orto a qualche fermata del bus da casa? Qualcuno ha pensato a voi, e direte: finalmente. Una prima mossa è, ovviamente, quella di iniziare con qualche vasetto di piante qua e là negli spazi esterni di casa. Ma ancor meglio è ricorrere a un vascone da coltivazione, come Hobby  Orto dell’Azienda Ortoflorovivaistica Di Meo Remo. Grazie a cui potranno crescere ortaggi rigogliosi a metro zero anche se non si hanno a disposizione giardini o piccoli appezzamenti di terreno.

Hobby Orto, il kit Di Meo Remo
Hobby Orto, il kit Di Meo Remo
Come funziona? Si tratta di una vasca (115*58 cm) con serbatoio d’acqua che alimenta le radici dal basso, come in natura, e garantisce autonomia idrica per una settimana circa, in cui coltivare da sei fino a dodici diverse specie di ortaggi. In vendita sul sito www.hobbyorto.it e nei negozi di vivaistica e fai da te, dove troveremo anche i semi adatti. Per evadere un po’ dalla routine, svolgere un’attività ricreativa e dare sfogo a una passione in maniera comodissima, direttamente dal nostro balcone. E magari sognando la campagna.

Slow, natural time

Intanto si (re)impara a conoscere e confrontarsi coi ritmi naturali, coi cicli stagionali e con le tipologie di ortaggi legati a ogni parte dell’anno. E l’Accademia Italiana della Cucina ha ben presto aderito a questo stile di vita un po’ autarchico, un po’ eco-friendly, con l’iniziativa “le primizie del tuo orto”: dieci ricette della nostra tradizione contadina disponibili sul sito.

Si sarà capito: a noi di Unadonna gli orti urbani piacciono tantissimo. E infatti adesso ce ne andiamo a innaffiare le nostre piantine.


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