Raschiamento, in cosa consiste

E' un intervento molto comune quando c'è un aborto, ma non soltanto in quel caso. Vediamo di cosa si tratta e in cosa consiste.

Spesso al momento ‘pesante’ di un aborto, spontaneo o volontario che sia, segue anche quello del raschiamento, per essere più tecnici lo svuotamento e revisione della cavità uterina necessaria per asportare l’embrione.

In cosa consiste il raschiamento in caso di aborto

Si tratta di un intervento che si esegue in regime di day hospital (dopo aver eseguito tutti gli esami necessari), con anestesia generale e di breve durata. Se la gravidanza era in corso da poco, il raschiamento consiste nell’aspirare con una cannulla collegata a una pompa particolare il materiale ovulare, quindi segue un’ecografia di controllo. Se, invece, ci troviamo verso la decima settimana, allora è necessario somministrare prima delle prostaglandine vaginali che potrebbero stimolare un’espulsione spontanea, altrimenti si passerà all’intervento chirurgico. Si torna a casa in giornata, a meno che non intervengano febbre o altre complicazioni piuttosto rare. Ovviamente il raschiamento deve essere preceduto da un’accurata visita ginecologica e un’ecografia. Se, infatti, dovesse trattarsi di una gravidanza extrauterina, in questo caso bisognerà procedere con una specifica terapia.

Il percorso post raschiamento

Nei giorni successivi si avranno delle perdite che scompariranno nel giro di una settimana, dieci giorni. Ovviamente si consiglia di evitare sforzi eccessivi, anche se nel giro di 24 ore è possibile tornare alle normali attività quotidiane. Meglio evitare per un paio di settimane l’uso di assorbenti interni, lavande ginecologiche, il bagno (optare per la doccia) e rapporti sessuali.Trascorsi circa venti giorni dal raschiamento, bisognerà controllare i valori delle Beta hCG (ormone prodotto dopo la fecondazione) per accertare che non ci siano più e che sia del tutto terminata l’attività ormonale legata alla gravidanza. Ovviamente questo intervento non ha nulla a che vedere con la fertilità, ma per provare un’altra gravidanza è preferibile aspettare che l’attività mestruale torni nella norma.

Altri tipi di raschiamento

Questo tipo di intervento viene eseguito non soltanto in caso di aborto, ma anche in presenza di altre situazioni particolari diagnosticate dal medico, come polipi endometriali, fibromi nell’utero, emorragie post partum oppure emorragie uterine anomale.


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