Coppetta mestruale: le controindicazioni

Un'alternativa all'uso degli assorbenti. Scopriamo quali sono le controindicazioni.

La coppetta mestruale, l’alternativa naturale all’assorbente interno, è uno dei classici esempi di amore-odio da parte delle donne.

Cerchiamo di capire il motivo. Molte donne la considerano una vera e propria liberazione dai fastidi e dalla spesa legata agli assorbenti interni.

Per altre donne, invece, rappresenta più un fastidio o un problema, rispetto ai benefici tanto decantati. Ma quali sono le reali controindicazioni all’utilizzo di questo dispositivo?

Sicuramente sarebbe da evitare nelle donne che hanno subito di recente interventi di chirurgia vaginale, isteroscopia o colposcopia, per non incorrere in eventuali fastidi.

In questo caso è sempre bene consultare il proprio ginecologo di fiducia. Stesso discorso dopo il parto. Se si è trattato di un taglio cesareo non dovrebbero esserci controindicazioni, ma bisogna sempre consultare il proprio ginecologo.

Nel caso del parto naturale va, invece, evitato l’utilizzo, affidandosi alle indicazioni mediche sul momento più opportuno per riutilizzare la coppetta; le stesse indicazioni vanno seguite in caso di interruzioni volontarie di gravidanza o aborti spontanei.

Ricordiamoci anche, che la coppetta mestruale va utilizzata sempre in condizioni igieniche adeguate. Infatti, deve essere sterilizzata tra un ciclo e l’altro, ma soprattutto vanno seguite tassativamente alcune precise regole igieniche quando si procede al suo svuotamento.

Bisogna lavarsi accuratamente le mani e risciacquare la coppetta con attenzione e cura sotto il getto d’acqua corrente: quindi il bagno deve essere pulito. Inutile dire: attenzione ai bagni pubblici!

La coppetta vaginale è sconsigliata per quelle donne che soffrono di frequente di candidosi ed altre infezioni vaginali, perché batteri e funghi possono annidarsi nel dispositivo, se non lavato e sterilizzato correttamente.

Lo stesso per chi soffre di vaginiti, cerviciti, malformazioni cervicali ed erosioni vaginali con ipersensibilità ai componenti della coppetta.

Chi demonizza questo dispositivo sostiene che induca un deflusso incompleto del sangue mestruale da tutte le pareti, con scarsa pulizia dell’utero.

Inoltre, l’altro aspetto a sfavore è proprio il ristagno di sangue, che potrebbe favorire la proliferazione batterica. Non dimentichiamoci delle donne che utilizzano la IUD, le quali potrebbero andar incontro a maggiori difficoltà di utilizzo della coppetta.

Infine, sarebbe da evitare nelle ragazze che non hanno ancora avuto rapporti. Se si considera la dimensione della coppetta, il suo inserimento potrebbe causare lacerazioni dell’imene o essere ostacolata da questa.

Questo ovviamente è più un problema di natura etico personale.