Sochi 2014: per l’Italia si chiude l’Olimpiade delle medaglie di legno

Penultima giornata olimpica ancora sfortunata per la nazionale azzurra che raccoglie tre quarti posti: sono otto le "medaglie di legno" della nostra spedizione

Stefano Gross
Stefano Gross

Siamo ormai alla fine della grande kermesse olimpica che ci ha travolti con queste due intense settimane di gare, dove abbiamo scoperto grandi personaggi, atleti ed anche artisti e vissuto intensamente una competizione che si è, anche dal punto di vista sportivo, rivelata di grande livello.
La spedizione italiana chiude senza medaglie d’oro: non succedeva dall’edizione del 1980 di Lake Placid e la cosa, certo, non mancherà di suscitare dibattiti e polemiche, data la storica competitività azzurra negli sport invernali che culminò a Lillehammer 1994 con 20 medaglie complessive di cui sette ori. Certo, erano altri tempi: nello sci alpino c’erano Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, nel fondo Manuela Di Centa e Stefania Belmondo, Marco Albarello e Maurilio De Zolt. C’era già Armin Zoeggeler. Insomma, non è nostro compito fare le valutazioni tecniche su questo risultato non esaltante.
Una cosa è certa: a volte ci vuole fortuna. E l’Italia non ne ha avuta. Sono otto le “medaglie di legno” collezionate dalla nostra nazionale che molte volte si è dovuta fermare ai piedi del podio. Solo nella giornata di oggi, addirittura tre, a suggello della malasorte che si accanisce. Nello snowboard, slalom parallelo, due nostri atleti sono arrivati alle semifinali: fra gli uomini Aaron March ha prima perso in semifinale con lo sloveno Kosir, poi argento battuto dal russo-americano Vic Wild e poi nella “finalina” per il bronzo dall’austriaco Benjamin Karl.
Identico percorso per Corinna Boccaccini, arrivata nelle prime quattro con una prestazione molto al di sopra delle attese e poi battuta prima dalla austriaca Dujmovits, successivamente oro, e poi dalla tedesca Kober. Risultato: due quarti posti. Nella serata di Sochi è arrivata la migliore gara della stagione per Stefano Gross, slalomista azzurro che ha coltivato a lungo il sogno di ripercorrere la via di Giuliano Razzoli che in questa specialità era stato l’unico oro italiano a Vancouver. Gross, solo una volta sul podio in Coppa del Mondo in carriera, era terzo dopo la prima frazione dietro all’austriaco Mario Matt, poi oro, e allo svedese Myhrer, caduto nella seconda manche. Nella seconda frazione pur facendo segnare un buon tempo a dispetto della pista rovinata, ha chiuso al quarto posto battuto dall’austriaco Hirscher e dal norvegese Kristoffersen che erano finiti nono e quindicesimo nella prima manche. Distacco dal podio: cinque centesimi. Una beffa. Peccato. Italia sottotono, quindi. Ma anche sfortunata…

La caduta di Aaron March in semifinale
La caduta di Aaron March in semifinale


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