Sochi 2014: per l’Italia si chiude l’Olimpiade delle medaglie di legno

Sochi 2014: per l’Italia si chiude l’Olimpiade delle medaglie di legno

Penultima giornata olimpica ancora sfortunata per la nazionale azzurra che raccoglie tre quarti posti: sono otto le "medaglie di legno" della nostra spedizione

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22/02/2014

Siamo ormai alla fine della grande kermesse olimpica che ci ha travolti con queste due intense settimane di gare, dove abbiamo scoperto grandi personaggi, atleti ed anche artisti e vissuto intensamente una competizione che si è, anche dal punto di vista sportivo, rivelata di grande livello.
La spedizione italiana chiude senza medaglie d’oro: non succedeva dall’edizione del 1980 di Lake Placid e la cosa, certo, non mancherà di suscitare dibattiti e polemiche, data la storica competitività azzurra negli sport invernali che culminò a Lillehammer 1994 con 20 medaglie complessive di cui sette ori. Certo, erano altri tempi: nello sci alpino c’erano Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, nel fondo Manuela Di Centa e Stefania Belmondo, Marco Albarello e Maurilio De Zolt. C’era già Armin Zoeggeler. Insomma, non è nostro compito fare le valutazioni tecniche su questo risultato non esaltante.
Una cosa è certa: a volte ci vuole fortuna. E l’Italia non ne ha avuta. Sono otto le “medaglie di legno” collezionate dalla nostra nazionale che molte volte si è dovuta fermare ai piedi del podio. Solo nella giornata di oggi, addirittura tre, a suggello della malasorte che si accanisce. Nello snowboard, slalom parallelo, due nostri atleti sono arrivati alle semifinali: fra gli uomini Aaron March ha prima perso in semifinale con lo sloveno Kosir, poi argento battuto dal russo-americano Vic Wild e poi nella “finalina” per il bronzo dall’austriaco Benjamin Karl.
Identico percorso per Corinna Boccaccini, arrivata nelle prime quattro con una prestazione molto al di sopra delle attese e poi battuta prima dalla austriaca Dujmovits, successivamente oro, e poi dalla tedesca Kober. Risultato: due quarti posti. Nella serata di Sochi è arrivata la migliore gara della stagione per Stefano Gross, slalomista azzurro che ha coltivato a lungo il sogno di ripercorrere la via di Giuliano Razzoli che in questa specialità era stato l’unico oro italiano a Vancouver. Gross, solo una volta sul podio in Coppa del Mondo in carriera, era terzo dopo la prima frazione dietro all’austriaco Mario Matt, poi oro, e allo svedese Myhrer, caduto nella seconda manche. Nella seconda frazione pur facendo segnare un buon tempo a dispetto della pista rovinata, ha chiuso al quarto posto battuto dall’austriaco Hirscher e dal norvegese Kristoffersen che erano finiti nono e quindicesimo nella prima manche. Distacco dal podio: cinque centesimi. Una beffa. Peccato. Italia sottotono, quindi. Ma anche sfortunata…


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Anna Invernizzi
  • Scrittore e Blogger