Sochi 2014: una toccante iniziativa per ricordare Sarah Burke

La fuoriclasse del freestyle canadese morta in allenamento nel 2012, coltivava il sogno di essere a Sochi. E fu così che fu aiutata ad esaudirlo…

Sarah Burke nel 2011
Sarah Burke nel 2011

Sarah Burke
Sarah Burke
Lo sport olimpico regala a volte storie toccanti. C’è una disciplina, in particolare, che è entrata nel programma dei Giochi per la prima volta a Sochi 2014 e lo ha fatto soprattutto in seguito alle gesta e alla popolarità della sua prima grande campionessa. Quella disciplina è l’halfpipe femminile, spettacolare specialità del freestyle. Quella campionessa è la canadese Sarah Burke.

Sarah oggi avrebbe 31 anni, ma è morta il 19 gennaio del 2012, nove giorni dopo aver subito una terribile caduta in allenamento a Park City, nello Utah. Il sogno di Sarah era quello di “essere alle Olimpiadi”, lo aveva detto in un intenso documentario su di lei girato qualche settimana prima della sua tragica fine e che in Canada è diventato un cult movie.
Ebbene, il giorno dopo la gara vinta dall’americana Bowman, suo marito – Rory Bushfield che era anche il suo allenatore – sue padre e sua madre erano a Sochi e, insieme e a tutte le atlete, hanno ricordato Sarah con una toccante cerimonia in quello che avrebbe dovuto essere il suo palcoscenico, il Rosa Kuthor Extreme Park. Le sue ceneri sono state sparse sulle montagne intorno a Sochi, mentre nel canalone dell’halfpipe le atlete si sono radunate per ricordarla, fra nostalgia, lacrime e preghiere.
E così, la regina dell’halfpipe, colei che con il suo sguardo magnetico e la sua classe, più di ogni altra aveva contribuito alla causa di questo sport, ha raggiunto il suo sogno: essere a Sochi.

Le atlete ricordano Sarah nel canalone di Sochi
Le atlete ricordano Sarah nel canalone di Sochi


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