Dalle reti da pesca ai costumi da bagno: il progetto Healthy Seas

UnaDonna.it è andata per voi in Slovenia a scoprire il regeneration system di ECONYL®, dal recupero dei rifiuti marini alla trasformazione in nylon 6 rigenerato. Scoprendo il progetto Healthy Seas e dei costumi da bagno carini ed ecocompatibili

Healty Seas, mare del Nord
Healty Seas, mare del Nord
  • Healty Seas, mare del Nord
  • Costume Arena
  • costume Arena color ciclamino
  • calze Econyl
  • Bikini Koru nero con scollatura incrociata
  • Bikini Koru con scollatura americana e stampa a fantasia
  • Bikini bianco Koru con allacciatura sul davanti e inserti decorativi
  • Bikini Koru monospalla bianco e blu
  • Bikini Koru bianco e fucsia
  • Fili colorati
  • Bobine di Econyl
  • Il deposito Healthy Seas
  • il recupero di una rete alla Fonda Fish Farm
  • Uomini separano i rifiuti di nylon 6
  • barca con reti da pesca
  • Healthy Seas
Cosa hanno in comune le reti da pesca con i tessuti elasticizzati? Il nylon 6, tipo di filato che ha la caratteristica di rigenerarsi all’infinito. UnaDonna.it è andata in Slovenia a scoprire il progetto Healty Seas, a journey from waste to wear. Promotori di questo progetto internazionale, che ha l’ambizione di eliminare i rifiuti solidi dal mare per incanalarli in un circolo virtuoso di riciclo e rigenerazione, sono Aquafil, azienda trentina che si occupa di produzione di fibre sintetiche, ECNC Group, centro di competenza europea per la biodiversità e sostenibilità, e Star Sock, società olandese che produce calze.

Il recupero delle reti da pesca

La prima tappa del nostro tour è Portoròz, presso il Dipartimento di Biologia Marina dove scopriamo qualche dato sul fenomeno delle reti abbandonate e le coordinate principali del progetto. Sono 640.000 le tonnellate di reti da pesca che giacciono sui fondali, dopo essere state dismesse, e che costituiscono circa  un decimo dei rifiuti presenti nel mare. Queste reti diventano una trappola mortale per cetacei, tartarughe e altri abitanti del mare che vi rimangono impigliati senza possibilità di fuga.

Il progetto internazionale Healthy Seas porta le reti fuori dal mare e si integra nel regeneration system di ECONYL®, il filo di nylon 6 rigenerato da Aquafil. Il 60% delle reti utilizzate per il processo di rigenerazione arrivano dalla Norvegia, nota per la forte presenza di pescatori e di fish farm. E a proposito di fish farm, subito dopo la tappa istruttiva al dipartimento di biologia marina, approdiamo alla Fonda Fish Farm, nei pressi di Portoròz, dove vengono allevati i branzini tra i più buoni d’Europa. La famiglia Fonda ha aderito al progetto Healthy Seas e abbiamo assistito ad una dimostrazione di come avviene un recupero dal mare di reti dismesse (come avrete visto se avete seguito i tweet di UnaDonna). Dal 2011, anno di fondazione del progetto, sono state rimosse dall’ambiente circa 16mila tonnellate di rifiuti, pronti a tornare a nuova vita, magari sotto forma di costume da bagno o come comode calze. Ma andiamo con ordine…

Ajdovscina, dove le reti vengono preparate

I sommozzatori hanno fatto il loro dovere: le reti sono a terra, ma ora dove finiscono? Durante il secondo giorno della nostra avventura slovena visitiamo il deposito di Ajdovscina, nei pressi di Lubiana, dove convergono tutti i rifiuti recuperati da Healthy Seas. Non solo reti, ma anche fluff (cioè la parte superiore di tappeti e moquette) oppure alcuni tipi di componentistica plastica. Qui i materiali vengono preparati alla rigenerazione. Ad esempio la nostra rete ripescata alla Fonda Fish Farm dovrà essere privata del contorno di gomma, in modo da selezionare soltanto i rifiuti che contengono nylon 6. Indovinate un po’? Tra i tappetini e le reti abbiamo scovato anche un tutù lilla, che è fatto dello stesso materiale e che dopo aver calcato le scene potrà di nuovo rendersi utile. Nel 2011 per produrre il filato ECONYL® veniva utilizzato il 70% di materiale pre-consumer, quindi gli scarti della produzione industriale, e soltanto il 30% di scarti post- consumer, come le reti dei pescatori. Nel 2012 sono passati al 40% di materiali recuperati dopo l’uso e l’obiettivo è di raggiungere il 100%.

Lubiana, al via con la trasformazione

Tutto il nylon 6 derivante dai rifiuti arriva a Lubiana, nell’impianto di depolimerizzazione di Aquafil. Qui il nylon 6 viene sciolto, depolimerizzato, depurato e in seguito polimerizzato nuovamente in nylon 6, che potrà essere utilizzato per tutti i capi d’abbigliamento elasticizzati, come sportswear, underwear, calze o costumi da bagno. Ma la qualità dei capi ne risentirà? Scopriamo che il processo di rigenerazione mantiene intatte le caratteristiche qualitative del nylon 6, che al suo stadio iniziale deriva dal petrolio. In questo impianto ogni anno vengono prodotte circa 10.000 tonnellate di caprolattame (la materia prima del nylon 6) che viene trasformato in filo ECONYL®. In termini di risparmio energetico questo cosa significa? Una tonnelata di caprolattame viene prodotta con circa 7 barili di petrolio, quindi si può stimare che il risparmio economico e ambientale generato da 10.000 tonnellate di caprolattame ECONYL® rigenerato sia circa di 70 barili di petrolio. Un processo che può andare avanti all’infinito. Un paio di calze prodotte con filo ECONYL® alla fine della loro vita posso rientrare nel circolo virtuoso: il nylon 6 viene sciolto, depolimerizzato, ripolimerizzato e diventa un nuovo filo per un altro capo di abbigliamento.

 Koru e Arena usano già ECONYL®

Con ECONYL® le reti da pesca hanno trovato un modo romantico di tornare nel mare: indossate dalle donne sotto forma di costumi da bagno. A renderlo possibile per ora ci hanno pensato Koru, un marchio australiano, e Arena, con una linea green. Potete curiosare i costumi Koru sul loro sito (koruswimwear.com), sono colorati e sportivi, senza perdere in stile e creatività. Per le sportive convinte Arena ha realizzato con ECONYL® costumi interi adatte alle vostre vasche in piscina.


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