Sposarsi all’estero: cosa si deve sapere

Avete deciso di dare un tocco di intimità e fuga d’amore alle vostre nozze? Sposarsi all’estero è, allora, la scelta perfetta. Ecco i consigli per non perdervi nei cavilli burocratici.

Sposi a Parigi
Sposi a Parigi.

Sono sempre di più le coppie di sposi che decidono di contrarre matrimonio all’estero, complice la facilità di organizzazione sia grazie ad internet che ad agenzie specializzate.

Le motivazioni sono le più diverse: dalla voglia di intimità al desiderio di sposarsi nel Paese d’origine del proprio compagno, nel caso questo sia straniero infatti i cittadini italiani possono sposarsi all’estero.

Non occorrono cifre astronomiche, anzi, le nozze all’estero possono essere anche meno care rispetto a quelle celebrate in Italia.

Cerimonia simbolica, cerimonia civile o religiosa

A meno che non abbiate deciso per una cerimonia simbolica, nel qual caso non sono necessari adempimenti burocratici, occorre fare attenzione ai documenti necessari e alle leggi vigenti nei vari Paesi.

La cerimonia simbolica è infatti una promessa d’amore degli sposi, ma non ha una validità legale.

Scegliere di sposarsi con rito civile o religioso implica invece degli adempimenti burocratici ben precisi. È utile quindi iniziare a muoversi per tempo, almeno 6 mesi prima, in modo da arrivare alle nozze senza intoppi.

È possibile anche scegliere di rivolgersi ad agenzie specializzate e scegliere un pacchetto organizzazione matrimonio + cerimonia.

Se decidete per il fai da te, niente paura, non c’è nulla di complicato ed in ogni caso le ambasciate italiane e i comuni hanno organi competenti ad aiutarvi nello svolgimento di tutte le pratiche necessarie.

Rito Civile

Rito civile.

Ognuno dei due sposi dovrà avere “capacità matrimoniale”, ossia dovrà possedere le condizioni necessarie per contrarre matrimonio.

Queste  sono regolate dalle leggi nazionali di ciascuno sposo, quindi, se uno dei due è straniero, dovrà rispettare le leggi nazionali del suo Paese di appartenenza.

Per quanto riguarda la celebrazione, il matrimonio civile all’estero è valido se celebrato da un’autorità straniera locale, da un’autorità diplomatica o consolare.

Le leggi del Paese che celebra il matrimonio non devono essere in contrasto con quelle italiane: per esempio in Italia non è ammessa la poligamia, se ci sposa in un Paese in cui questa è ammessa, in Italia il matrimonio, se si è già sposati, non sarà comunque valido.

Occorre ricordare che la separazione dei beni è ammessa solo in Italia e in pochi altri Stati: al ritorno, se si sceglie questo regime, sarà sufficiente andare da un notaio.

Per sposarsi sono necessari il certificato di nascita dei due sposi, lo stato civile, eventuale certificato di divorzio o vedovanza, e i passaporti.

Il rito davanti ad un’autorità straniera

Possono essere richiesti, dipende dallo Stato in cui ci sposa, il nulla-osta oppure un certificato di capacità matrimoniale, quest’ultimo redatto dall’ufficiale di stato civile e che ha una validità di 6 mesi.

Non c’è obbligo delle pubblicazioni, a meno che non lo richieda la legislazione del Paese in cui si celebra il matrimonio.

Il matrimonio ha effetto immediato.

Procedura di Legalizzazione e Traduzione

Queste procedure sono necessarie a meno che non ci si sposi in uno Stato che ha sottoscritto la Convenzione di Vienna dell’8 settembre 1976 ossia Austria, Belgio, Bosnia e Erzegovina, Croazia, Estonia, Francia, Germania, Italia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Moldova, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Serbia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Turchia.

Gli sposi dovranno presentarsi all’Ufficio consolare di riferimento muniti dell’atto di matrimonio in lingua straniera e della traduzione: in questo modo il certificato di matrimonio potrà essere legalizzato e quindi trasmesso all’ufficiale di stato civile per la trascrizione nei Registri di Stato Civile in Italia.

La trascrizione ha un valore di certificazione e pubblicità del matrimonio, perché le nozze, hanno effetto immediato nel momento della celebrazione dinnanzi all’autorità straniera.

Rito davanti ad un’autorità Diplomatica o Consolare

In questo caso occorrerà presentare un’Istanza di Matrimonio e attendere che venga accolta. Dopo l’accoglimento dell’Istanza si potrà procedere alla richiesta delle pubblicazioni: che dovrà essere fatta in base alla nazionalità dei singoli sposi.

L’atto di matrimonio sarà inviato direttamente dall’Autorità Diplomatica o Consolare all’ufficiale di stato civile per la trascrizione nei Registri di Stato Civile in Italia.

Matrimonio Cattolico

Matrimonio cattolico
Matrimonio cattolico.

È altrettanto semplice, perché, in pratica, si tratta solo di sposarsi in una diocesi diversa, quindi sposarsi in una diocesi italiana o estera diversa dalla propria è, più o meno, la stessa cosa.

Occorreranno, oltre ai documenti necessari per il rito civile, l’autorizzazione del proprio parroco, i certificati di battesimo e di cresima degli sposi e infine l’attestato di frequenza del corso pre matrimoniale.

Una volta celebrato potrà essere trascritto negli uffici dello stato civile.

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