Matrimonio buddista, tutto quello che c'è da sapere
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Matrimonio buddista, tutto quello che c’è da sapere

Per i buddisti l’amore è una questione di libertà e questo principio si evince anche nella celebrazione del matrimonio buddista. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

L’apertura a nuove culture ha permesso a molti di affacciarsi alle tradizioni buddiste relative alle unioni di coppia, tanto è vero che si è evidenziata una diffusione di matrimoni secondo il rito buddista.
Cerimonie tipiche giapponesi, in particolare della zona di Kyoto, i matrimoni buddisti si sono diffusi nel resto del mondo a seguito della diffusione del credo di Budda tra l’Europa e il resto del mondo.
Questo ha portato cattolici, protestanti, mussulmani e altri appartenenti ad altri credo religiosi a prestare una certa curiosità per le celebrazioni secondo il rito buddista.
Se state frequentando una persona dedita al buddismo o incuriositi desiderate sapere come si svolge un matrimonio buddista questa guida fa per voi.

Matrimonio buddista: sacramento o scelta volontaria?

La prima cosa che dovete sapere sul matrimonio buddista è che, a differenza di altre religioni, esso non è un vero e proprio sacramento, non vi è un obbligo morale alla base, ma una scelta libera di due persone innamorate che vogliono congiungere le loro vite.
Tanto è vero che da un punto di vista legale, il rito in Italia non è riconosciuto, quindi per la legge non si è sposati. Se si vuole legalizzare l’unione, bisogna celebrare una funzione civile prima o dopo il matrimonio buddista.


Per i buddisti l’amore è una questione di libertà. Unirsi come coppia è solo un esternazione di un amore già approvato da Budda.
I buddisti possono tranquillamente convivere senza essere giudicati dal loro credo. L’idea di sposarsi rappresenta una scelta non vincolante al fine di manifestare la volontà di stare insieme sotto la benedizione di Budda.

Matrimonio buddista: outfit giusto da indossare

Il rito buddista è essenzialmente incentrato sullo spirito. Va al di là del discorso religioso, sfiora l’anima, che per i buddisti non muore mai.
Se siete invitati ad un matrimonio buddista non siete obbligati ad un determinato outfit. Al massimo vi verrà richiesto di abbandonare le scarpe ed entrare a piedi scalzi qualora l’unione si svolga all’interno di un tempio chiuso.
È obbligatorio entrare scalzi come segno di rispetto alla sacralità del luogo.
Se siete la sposa dovrete rinunciare al classico abito bianco, che per i buddisti è l’abito utilizzato per le celebrazioni funebri.


Gli outfit devono essere essenziali, non eccessivamente pomposi segno di una cerimonia volta all’esaltazione della spiritualità delle anima.
In base agli usi e costumi buddisti, la sposa indossa un vestito semplice e lo sposo un outfit fatto da un completo classico ed ordinario.
Tutto si base sull’interiorità e non sull’aspetto esteriore, ragion per cui la cerimonia almeno nel tempio deve essere il più semplice e composta possibile.

Matrimonio buddista: dove e come si svolge la cerimonia

La celebrazione sacra viene di regola effettuata nei templi dediti a Budda, secondo gli insegnamenti della religione buddista.
Tali templi sono diffusi in tutto il mondo, per permettere ai devoti a Budda di poter praticare il proprio credo.
Entrati nel tempio, assisterete ad una celebrazione di due anime che si uniscono in un susseguirsi di momenti di grande suggestione spirituale ed emotiva.


La cerimonia si caratterizza per un’alternarsi di letture e di riti che vengono scanditi nel corso della celebrazione.
Si inizia con la lettura del Sutra del Loto, passi molto toccanti in cui si evidenzia la natura terrena del Budda e di come lo stesso componga l’essere di ogni persona.
Si passa alla recitazione dell’Hoben e il Jgage, infine al Daimoku.


Conclusa questa parte, gli sposi iniziano una serie di rituali che suggellano l’unione delle loro anime.
Il primo atto che fanno gli sposi è bere esattamente tre sorsi di sakè che simboleggiano i tre stati del tempo: passato, presente e futuro.
Insieme agli sposi bevono anche i testimoni.
Contestualmente avviene lo scambio degli anelli, che a differenza del matrimonio cattolico, non è un passaggio obbligatorio.


La cerimonia procede, poi, con lo scambio delle promesse, si tratta non di un testo standard ma ognuno dice quello che sente e lo unisce alla sua metà.
Il rito si chiude con la lettura di tre Daimoku e il classico incenso che rappresenta l’elemento predominante in una cerimonia buddista.
Unico passo obbligatorio che devono eseguire tutti gli sposi di un matrimonio buddista è l’accensione dell’incenso e candele. Questo viene attuato in onore a Budda, come segno di riconoscenza per la sua benedizione alla nuova unione.
L’incenso ha una funzione chiave in una cerimonia buddista e non può assolutamente mancare ai fini della benedizione finale degli sposi.
Tutta la celebrazione ha come sottofondo canti e preghiere buddiste.

Matrimonio buddista: come si svolgono i festeggiamenti


Eseguita la fase sacrale dell’unione, potrete poi scatenarvi in balli e festeggiamenti al di là della tradizione buddista.
Con buon cibo, non per forza vegetariano, è concesso di divertirsi e festeggiare fino a tarda ora, alternando danze con musica di vario genere.

Matrimonio buddista: alcune curiosità postume alla cerimonia


Se vi state chiedendo come funziona il post cerimonia, se sia possibile per i buddisti ad esempio divorziare o sposare persone di altre religioni qui le risposte.
I buddisti possono tranquillamente sciogliere il vincolo matrimoniale in base alle normative del paese in cui risiedono e dove hanno suggellato il matrimonio.


Non sono limitati nella scelta del proprio partner, gli stessi possono unirsi in matrimonio con partner appartenenti ad altri credi religiosi.
Se dall’unione nascono dei figli, la coppia è libera di impartire l’educazione che più desidera alla propria progenie.


Il sesso non è l’elemento che rende il matrimonio indissolubile, l’aver consumato, come avviene per la religione cattolica, non è elemento di perfezionamento delle nozze. I buddisti hanno una concezione più spirituale dell’unione e non materiale.



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