Ingorgo mammario: tutto ciò che devi sapere

Seno gonfio e dolente? L'ingorgo mammario è bene riconoscerlo e trattarlo bene per evitare che diventi una mastite.

Ingorgo mammario e mastiti come prevenirle.
Young beautiful mother, breastfeeding her newborn baby boy at night, dim light. Mom breastfeeding infant

Quando nasce un bimbo, partono tutta una serie di nuove abitudini ed equilibri da definire. Ci sono intese da costruire, seni gonfi di latte e bimbi pronti a svuotarne il contenuto. E, come tutte le cose nuove possono nascere piccoli ingorghi, in senso lato e in senso stretto, qui i nostri consigli su come affrontarli.

Cos’è l’ingorgo mammario e come si risolve

Partiamo col dire che la produzione di latte è commisurata al bambino, quanto più lui succhia tanto più latte verrà prodotto. In questa fase, se il seno non viene drenato o svuotato, può verificarsi l’ingorgo mammario che si palesa con seno gonfio, arrossato e duro.

Per prevenire l’ingorgo mammario, sarà indispensabile drenare il seno e far attaccare il bambino; per alleviare il dolore e favorire il rilascio di ossitocina, la mamma potrà applicare sul seno degli impacchi caldo-umidi e massaggiare delicatamente la zona dolente.

Nel caso in cui il bambino non riesca ad attaccarsi e a collaborare, la mamma potrà praticare la spremitura manuale o servirsi di tiralatte, in questo modo la zona intorno all’areola si ammorbidirà e il bambino riuscirà ad attaccarsi più facilmente.

Quando l’ingorgo mammario diventa mastite?

Certamente il rialzo della temperatura, che supera i 38,5°, distingue il normale ingorgo mammario dalla mastite.
Tale infiammazione, infatti, si manifesta con seno duro e dolente, febbre alta e sintomi di tipo influenzale.

Come nel caso dell’ingorgo mammario, gli impacchi caldo-umidi possono favorire il riflesso ossitocinico e la discesa del latte, anche le poppate frequenti evitano il ristagno di latte. È fondamentale che la mamma riposi, proprio come se avesse una brutta influenza. Se, invece, i sintomi non accennassero a diminuire, si consiglia di contattare il medico per valutare l’opportunità di un trattamento antibiotico, ovviamente sarà scelto un principio attivo compatibile con l’allattamento al seno e per questo non sarà necessario interrompere le poppate.

Prevenire ingorghi mammari e mastiti

La primissima avvertenza che diamo alle mamme per evitare l’ingorgo mammario e prevenirlo è praticare l’allattamento a richiesta, senza imporre cioè delle pause tra un pasto ed un altro. Si consiglia, inoltre, di evitare i reggiseni troppo stretti e di fare caso alle abitudini nell’allattamento, se, per esempio, avete allattato più volte dalla stessa parte.

Un ingorgo mammario può accentuarsi e, quindi, diventare mastite quando l’ingorgo viene trascurato e non trattato per tempo oppure quando sul capezzolo appaiono le cosiddette ragadi, che altro non sono che delle lesioni tramite le quali possono farsi strada i germi e le infezioni.

Molto importante è anche l’attacco al seno, conviene rivedere la posizione e la modalità di attacco del bebè durante la poppata. Ci sono figure esperte alle quali potersi rivolgere per consigli mirati sull’allattamento: le consulenti professionali IBCLC, le consulenti volontarie de La Lecce League, ed anche le ostetriche formate per sostenere le mamme che allattano.

Ingorghi e mastiti, quale il periodo più rischio

Il periodo successivo alla nascita può essere quello più a rischio, il seno può ingorgarsi perché il bimbo, ormai cresciuto, si attacca con minore frequenza, perché si riducono le poppate anche a fronte dello svezzamento.

La mamma, quindi, produce più latte di quello effettivamente richiesto e il seno può facilmente ingorgarsi, si consiglia, a questo punto, la spremitura manuale o l’uso del tiralatte. Basteranno, poi, alcuni giorni affinché l’organismo materno calibri la produzione in base alla diminuita richiesta del bimbo.


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