Fecondazione eterologa cos'è

Fecondazione eterologa cos’è

La fecondazione eterologa dà l’opportunità alle donne che non possono avere figli di realizzare il desiderio di poter metterne al mondo. Ecco come funziona.

L’infertilità purtroppo nel nostro Paese colpisce un numero sempre maggiore di coppie e per questo motivo la fecondazione eterologa è sempre più richiesta. I dati infatti dimostrano che il 90% dei pazienti che si sottopone a un trattamento di procreazione assistita raggiunge la gravidanza. La fecondazione eterologa è una delle diverse pratiche di procreazione medicalmente assistita (PMA) che nel nostro Paese, grazie alla sentenza 162/2014 della Corte Costituzionale, è consentita solo dal 2014 perché per molti anni la donazione di gameti esterni alla coppia era vietata in Italia.
Il processo di fecondazione eterologa permette alla donna con problemi di infertilità di ricorrere agli ovuli di una donatrice. Questi sono fecondati dagli spermatozoi della coppia ricevente e danno vita a embrioni che vengono poi trasferiti nella ricevente, portando dunque ad una gravidanza in donne che altrimenti sarebbero destinate a non poter diventare madri.

Le 3 tecniche della fecondazione eterologa

La fecondazione eterologa fa parte dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita che permettono alle coppie con problemi di infertilità di ottenere un concepimento. Quindi si esegue quando esistono evidenti ostacoli nella coppia tali da impedire la fecondazione e quindi una successiva gravidanza. Sono 3 i livelli delle tecniche della fecondazione eterologa, distinte in base alla loro complessità e al loro del grado di invasività.
Il primo livello prevede l’inserimento del liquido seminale nella cavità uterina, quindi si realizza direttamente all’interno dell’apparato genitale femminile.
Le tecniche di secondo livello prevedono metodiche più complesse e invasive, che necessitano di anestesia locale e/o sedazione profonda. In questo caso si procede alla fecondazione in vitro e il successivo trasferimento dell’embrione nell’utero.
La tecnica di terzo livello non è quasi mai utilizzata essendo molto invasiva e con scarsa efficacia.

Quando la fecondazione eterologa è indicata e come si accede

Il ricorso a questa pratica è indicato quando il medico di un centro specializzato, dopo una valutazione dello stato di salute della coppia, riscontra l’infertilità assoluta di almeno uno dei due partner. O qualora la procreazione spontanea con gameti provenienti dai componenti della coppia venga considerata un’evenienza estremamente remota. Si consiglia anche nei casi in cui la donna è in età avanzata, con deficit ovarico per menopausa, in caso di operazioni chirurgiche alle ovaie, di aborti ripetuti o per alterazioni cromosomiche della donna o degli embrioni. Per quanto riguarda la parte maschile, la fecondazione eterologa viene consigliata in assenza di spermatozoi, in casi di di anomalie cromosomiche dello sperma o nei casi in cui l’uomo sia portatore di una malattia a trasmissione sessuale. I richiedenti della ovodonazione devono essere maggiorenni, sposati o conviventi in modo stabile. L’accesso al trattamento è gratuito o con ticket solo per le donne al di sotto dei 43 anni, dopo si dovrà pagare.



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