Procreazione assistita: che cos'è e quali sono le tecniche

Procreazione assistita: che cos’è e quali sono le tecniche

L’infertilità è sempre più diffusa. Ecco informazioni sul percorso di procreazione assistita: tre differenti tecniche e livelli, in base alla gravità.

Ci si innamora, si cerca una casa, ci si sposa, si crea una famiglia e… vissero tutti felici e contenti. Purtroppo non è sempre semplice avere dei bambini e, quando la gravidanza tanto attesa non arriva, la “ricerca della felicità” si trasforma in un incubo.
Pianti, ansie e paure. Un turbinio di emozioni che non fa altro che ostacolare e ritardare l’arrivo del tanto bramato bebè. Se dopo due anni di rapporti mirati e non protetti la gravidanza non arriva, la coppia viene definita infertile.
Ma il sogno non si deve infrangere. La diagnosi di infertilità è solo il primo passo di un percorso che può aiutare le coppie a realizzare il proprio desiderio di avere un bambino. Stiamo parlando di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), uno strumento al quale si affidano circa il 20% delle coppie con problemi di fertilità. Vediamo in cosa consiste la procreazione assistita e quali tecniche esistono.

L’infertilità oggi: come la PMA può aiutare?

Oggi il problema dell’infertilità è sempre più diffuso. Primo fra tutti gioca un ruolo importante il fattore età. Sempre più coppie, per ragioni economiche, lavorative o personali, cercano un figlio dopo i 35/40 anni, sella seconda fascia di età riproduttiva della donna e ciò comporta un aumento del rischio di infertilità. Altri fattori che contribuiscono all’aumento di difficoltà riproduttive, sono le cattive abitudini come abuso di alcool e fumo. È importante rivolgersi tempestivamente a uno specialista in quanto un ritardo nelle cure porta a minori probabilità di risolvere il problema.
Il primo passo per intraprendere un percorso di Procreazione Assistita, è quello di sottoporsi a specifici esami per comprendere se si è di fronte a infertilità maschile o femminile e quindi poter individuare le cause della sterilità della coppia e individuare il percorso più adatto alle singole esigenze. Il 90% delle coppie che intraprendono il percorso di PMA riescono con successo a risolvere il problema di infertilità. Vediamo quali sono le principali tecniche di Procreazione Assistita.

PMA: livelli e tecniche

I percorsi di Procreazione Assistita prevedono diverse tecniche, suddivise in tre livelli in base alla loro complessità. Ogni tecnica è comunque preceduta da stimolazione ormonale. Le tecniche di I livello sono utilizzate in casi di infertilità inspiegata e prevedono semplici monitoraggi ovarici, per individuare i momenti l’ovulazione e poter avere rapporti mirati e un’inseminazione intrauterina, utilizzando il seme del partner.
Nei casi che prevedono malformazioni a livello uterino o delle tube di falloppio oppure alterazioni del liquido seminale maschile, si passa a tecniche di II livello: la Fivet (Fecondazione in vitro) e la Icsi (Iniezione intracitoplasmatica del seme).
Nei casi più gravi, come per esempio la scarsità di spermatozoi, si procede con tecniche di III livello. Questo percorso prevede il prelievo microchirurgico, effettuato sotto anestesia totale, dei gameti o degli ovociti, tramite laparoscopia. La legge italiana prevede di seguire un criterio di gradualità, iniziando sempre dalle soluzioni meno invasive.




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