Antidifterica: cos’è e come funziona

Affrontiamo con serenità la vaccinazione antidifterite.

Antidifterica: cos'è e come funziona
Antidifterica: cos'è e come funziona.

Molte mamme sono apprensive quando si tratta di vaccinazioni antidifterite, che rappresenta una delle vaccinazioni obbligatorie dell’età neonatale. Rientra infatti nel vaccino esavalente offerto dalla ASL.

Ma scopriamo più da vicino in cosa consiste la difterite, quali effetti negativi ha e come funziona la vaccinazione.

La difterite è una malattia acuta, infettiva e grave, causata di un batterio, il Corynebacterium diphtheriae. Questo batterio produce una tossina e provoca una faringotonsillite o una difterite laringea con formazione di membrane di colore giallo-grigio, soprattutto nel naso e nella gola dell’individuo, impedendo talvolta la respirazione. Questo può causare il soffocamento del soggetto malato.

Le lesioni possono interessare anche la cute e altri organi, come il cuore e il sistema nervoso dove, con complicanze che, nei casi più gravi, possono portare fino alla morte. La tossina batterica si diffonde, infatti, per via ematica in tutto l’organismo, fino a provocare paralisi muscolari, lesioni renali e cardiache. Nel 5-10% dei casi la malattia ha esito mortale, ma spesso chi guarisce riporta danni permanenti al cuore, ai reni ed al sistema nervoso.

Quando nasce il vaccino?

Vaccino
Vaccino.
In virtù della gravità di questa malattia, in Italia, dopo la Seconda Guerra Mondiale è stato introdotto il vaccino, creato a partire dalla tossina resa innocua, attraverso alcune reazioni chimiche. Queste reazioni non intaccano la capacità della tossina di attivare il sistema immunitario e stimolarlo a generare gli anticorpi.

Generalmente l’antidifterica viene associata all’anti-tetano e all’anti pertosse. Grazie alle vaccinazioni questa malattia è divenuta una malattia rara in Italia.

Chi deve vaccinarsi?

Sicuramente i bambini entro il primo anno di vita, oltre che gli adulti mai vaccinati che viaggiano in località in cui la difterite è ancora diffuse.

Vanno però esclusi i bimbi con allergia ai componenti del vaccino o con disturbi neurologici non stabilizzati o da causa ignota o con in corso una malattia acuta. Il vaccino è somministrato in tre dosi entro il primo anno di vita (al terzo, al quinto e all’undicesimo mese), con un richiamo a 6 e a 14-16 anni, questo perché l’immunità non può essere assicurata per tutta la vita. L’ideale sarebbe effettuare, anche da adulti, un richiamo ogni 10 anni, come nel caso dell’anti-tetanica.

Effetti collaterali

Circa due terzi dei bimbi non mostrano effetti collaterali, un terzo può manifestare febbre, entro il 38°C. Alcuni bambini manifestano rossore, dolore e gonfiore nel punto di iniezione, che regrediscono nel giro di 48 ore.

Sono rari i casi di convulsioni dovute a febbre alta nel post-vaccino. In caso di fastidi lievi è sufficiente dare da bere molti liquidi al bimbo, non vestirlo troppo e somministrare eventualmente del paracetamolo; nei casi gravi è sempre meglio consultare il medico, soprattutto se iniziano le convulsioni. I casi di shock anafilattico fortunatamente sono molto rari.


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