Quando andare a New York: il periodo migliore

Quando andare a New York: il periodo migliore

Primavera, autunno, estate o inverno: qual è il periodo migliore per visitare New York? Seguite i nostri consigli e partite alla scoperta della Grande Mela.

New York è bellissima sempre. In primavera e in autunno. Non c’è momento nel quale la magia non esplode e quei grattacieli diventano il ponte perfetto verso il cielo: Natale è il momento magico. Anzi, quel periodo che va dal 23 dicembre fino al 6 gennaio. Quando la neve ricopre con la sua coltre bianca tutta la città e Manhattan si riempie di luci multicolori per mostrare al mondo come la Grande Mela sia il luogo dei desideri e delle speranze. Allora in mezzo alla folla festante che corre nelle strade gremite di ogni ben di Dio, si sentono parlare tutte le lingue del mondo. Come una nuova Babele multiculturale e multietnica che ha fatto del futuro la sua bellezza. Quando andare a New York, quindi? Il periodo migliore è indubbiamente tra Natale e Capodanno.

New York

A New York si trovano i musei più bello del mondo, dal Moma al Guggenheim. I ristoranti più straordinari – quasi tutti italiani – compresi i vari Cipriani. I negozi più sfarzosi: come non ricordare Colazione da Tiffany? E poi i profumi dei grandi scrittori contemporanei, senza i quali la letteratura moderna non è più comprensibile. E in questa foresta di grattacieli che è New York tutto il mondo si spaccia, sino a ritrovarsi nei polmoni verdi urbani più belli del mondo. Sì, è Central Park. E infine, per chiudere la serata, perché non arrivare sino al Greenwich, dove potete sentire Carlo Santana suonare le sue magie nei localini dove si beve birra e si mangiano salsicce? In pieno spirito americano. Una magia che investe New York tutto l’anno, ma che si fa più splendida sotto Natale.

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The best way to survive this summer heat wave. ⛵️


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Primavera a New York

Quando la neve si scioglie, gli scoiattoli si svegliano nel Central Park e i bambini corrono a offrire loro le noccioline. Direttamente dalle loro dolci mani. Ed è tutta un’esplosione di natura che vive nel centro mondiale del cemento. Cemento che però è arte vera. Quell’arte che fece di New York la capitale della primavera culturale del mondo. Con i grattacieli di Right e Gearthy. Quando tutto sembrava piatto e immobile, New York insegnò al mondo che l’ingegno dell’uomo può svettare sino al cielo in quella eterna Spring che è ancora motore e propulsore dell’universo. Quindi, sì, New York è bellissima a dicembre e gennaio, ma anche in primavera ha un senso profondissimo andarci. Il più dolce di tutti. Non sarà il suo periodo migliore, ma, indubbiamente, uno dei più belli.

New York in autunno

Autumn in New York. Non a caso questo è il titolo di uno dei film più belli sulla Grande Mela, nel quale si rievocano quelle musiche che hanno reso New York unica. Come in una eterna sinfonia di Bruce Springsteen. Che alla città dedicò quel capolavoro assoluto che è l’album Live in New York City. Album nato per protesta contro l’omicidio di uno studente liberiano da parte della polizia. Mai il Madison Square Garden fu vivo. Perché questa è una città che riesce costantemente a rinascere dai propri drammi. Ricostruisce una identità in perpetua trasformazione, pur restando sempre fedele a se stessa. L’autunno di New York è il contrario della primavera, sua metafora, opinione corrispondente che trova nelle foglie che cadono la ragione di ogni rinascita.

I musei

I musei di New York sono quanto di più straordinario si possa vedere oggi al mondo. E sono belli perché visitabili in qualsiasi periodo dell’anno. Ma per comprenderne l’essenza bisogna partire dal più misterioso. Il mitico Solomon Guggenheim Museum al 10/71 della Fifth Avenue. Il progetto fu uno dei più arditi di ogni tempo. Non tanto come soluzione architettonica, ma come ipotesi filosofica. Frank Lloyd Wright lo concepì come un tempio dello spirito: il guscio di una lumaca in perfetta sezione aurea. Per raccontare il primo museo al mondo di pittura non oggettiva. Stretto alla base, l’edificio si fa via via più largo nella parte superiori, avvitandosi attorno alla sua galleria a rampa unica che si estende sino al soffitto senza soluzione di continuità.

Il teatro

Un’altra fantasticheria da vivere a New York per tutto l’anno sono i teatri. Ogni notte Broadway -23 chilometri di strada nel cuore di Manhattan- si riempie di gente che pazientemente si mette in fila per trovare posto nei teatri. Oltre quaranta per più di 25 mila spettatori. Ogni anno Broadway incassa un miliardo di dollari. Grazie a spettacoli la cui fortuna dura spesso per decenni. Si calcola che annualmente si siedano in quelle sale circa 13 milioni di persone e tutte le compagnie cercano di replicare il successo di quel mito del teatro che fu Oklahoma: 2212 spettacoli consecutivi. Per un milione e mezzo di biglietti pagati. New York, che sia primavera, autunno o inverno, quindi, ha questo sogno da vivere. Con freddo o caldo fuori, con freddo o caldo nel cuore.

La cucina

Luglio, agosto, settembre. Novembre, dicembre , gennaio. New York negli ultimi decenni è diventata la capitale mondiale della ristorazione. Si calcola che nella sola Manhattan esistano 24 mila locali: un uomo può vivere per 80 anni cambiando ristorante ogni notte. Si va dai take away ai templi gastronomici. Il primo a dare lustro alla città fu Sirio Maccioni che, mezzo secolo fa, aprì The Circus, proponendo una cucina toscana rivisitata la cui fama consentì la trasformazione di tutte le bettole italiane in ristoranti di gran classe. Cucina straordinaria e multietnica a New York. Oltre gli italiani, ristoranti etnici: cinesi, vietnamiti, coreani, indiani. E ogni tanto anche qualche ottima teak house.

Il periodo migliore per andare a New York: feste di Natale e dintorni

Sul Capodanno a New York venne fatto anche un film. Molto famoso negli States, perché la Grande Mela in effetti si trasforma e Time Square diventa a Capodanno il centro del mondo. Tocca il culmine con la spettacolare discesa della famosa Ball, la sfera illuminata che campeggerà per il resto dell’anno sopra la piazza. In realtà piazza non è. Perché Time Square è un incrocio, metafora dell’incontro fra culture diverse e in apparenza impossibile che il 31 dicembre diventano l’universo intero. Al posto dei fucili scoppiano i tappi di spumante. La gente si abbraccia sotto la neve. E così questo, tra Natale e Capodanno, in un dicembre che brilla di ghiaccio e un gennaio che apre il suo cielo al freddo, diventa il periodo migliore per andare a New York.



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