Expo -40: si avvicina l’evento che metterà Milano al “centro” del mondo

Il count down di avvicinamento continua inesorabile. Ma qual è lo “stato dell’arte” dei lavori preparatori al Grande Evento? Proviamo a fare il punto.

Rendering: Area cluster
Rendering: Area cluster
  • Rendering: Area cluster
  • Rendering: il Decumano
  • Rendering: il Cardo
  • Open Air Theater
  • Lavori al Cardo
  • Il cantiere come si presenta oggi
  • Lavori a Padiglione Italia
  • Lavori al Cluster della Frutta
  • Lavori al Cluster dei Cereali

Il Grande Evento si avvicina a passo spedito, portandosi con sé un interrogativo, piuttosto vivo soprattutto fra gli automobilisti cui capita la ventura di transitare per il tratto “milanese” della A4 fra la barriera e Viale Certosa: tutto sarà effettivamente pronto per il giorno dell’apertura, a cui mancano ormai circa quaranta giorni? Non si tratta d una domanda banale, anche perché, come spesso capita nella vita, solo quanto si è “veramente” di fronte ad evento se ne comprende la reale portata, le reali implicazioni e cosa significhi “sul serio” per chi vi assiste e chi vi partecipa. Così sarà anche della grande kermesse-Expo, vista finora come qualcosa di astrattamente incombente e che, a mano amano che se ne avvicina l’inizio, rivela sempre più la sua portata internazionale. Expo ed il suo sito stanno lentamente germogliando, come un promettente giardino, nel cuore della città e se ne vedono ormai le tracce concrete ed i segni che saranno indelebili sul suo tessuto: una eredità che non sarà banale. E così, mentre i padiglioni dei vari paesi sono ormai quasi tutti in piedi e stanno vivendo gli ultimi, febbrili momenti degli allestimenti, si moltiplicano in giro per il mondo le iniziative preparatorie dei vari partecipanti, un fatto che ci fa rendere conto di quanto sia universale  questo evento e di quanto Milano – e l’Italia intera – sarà effettivamente al “centro del mondo” per i prossimi sei mesi…

Un drone sul sito di Expo

Ma per sapere e vedere come vanno “veramente” le cose, un modo nemmeno troppo complicato da utilizzare c’è ed è ormai disponibile da diversi mesi. Si chiama Belvedere in città ed ogni lunedì alle 18 nello spazio Expo Gate permette a curiosi ed interessati di mettere il naso “fisicamente” nel cantiere attraverso le immagini registrate da alcuni droni che sorvolano periodicamente il cantiere durante le pause per il pranzo per non intralciare i lavori e per motivi di sicurezza. Come fossimo su virtuali droni, vediamo dunque il cantiere e quale effettivamente sia il suo attuale stato. Cominciamo con lo snocciolare qualche numero: oltre 3.800 operai di circa 400 imprese sono attualmente al lavoro per 24 ore al giorno nell’area espositiva, sia per il completamento della stessa sia per la costruzione dei diversi padiglioni dedicati alle nazioni partecipanti. I lavori per la soluzione delle cosiddette “interferenze“, ovvero le opere connesse all’area Expo ma non direttamente ad essa relative come le modifiche alla viabilità intorno al sito o, per citare la più rilevante, lo spostamento della sottostazione elettrica Triulza che è stata portata al di fuori dell’area del cantiere senza alcuna interruzione di servizio già un anno fa, è giunto secondo le statistiche ufficiali al 93% del completamento. Quelli legati alla “piastra” – ovvero al sito espositivo vero e proprio e alle sue strutture comuni – all’82%. Se proviamo a scendere in qualche dettaglio, scopriamo che il cardo ed il decumano, ovvero le due vie principali che segneranno il sito Expo, sono ormai alle battute conclusive della loro realizzazione: attualmente si sta completando la posa delle tende di copertura ed è praticamente conclusa quella dei relativi pali di sostegno. La superficie dei teli che copriranno Cardo e Decumano è di circa 80.000 metri quadrati. Per quanto riguarda le reti e gli impianti di servizio (cavi elettrici e condutture dell’acqua meteorica, di scarico, potabile e sanitaria), i lavori sono ormai al 90% del completamento per le opere civili, mentre sono ormai agli sgoccioli per quanto riguarda la posa.

 

Quattro passi nel sito espositivo

Per quanto riguarda i “manufatti” che sorgeranno sul sito espositivo, il Padiglione Italia, cuore della rappresentanza del nostro paese nelle rassegna e destinato ad essere una struttura permanente su un area di 2500 metri quadrati, ha già visto la conclusione della costruzione delle opere “fuori terra” e si stanno attualmente ultimando gli impianti e le finiture. Sono già in fase finale di realizzazione sia la “vela vetrata” destinata a coprire l’edificio sia i pannelli di cemento bianco e vetro che rivestiranno il suo esterno. Con una complessa e spettacolare operazione notturna a metà tra l’ingegneria e l’equilibrismo circense, è stata posato da qualche tempo l’intera passerella Expo-Fiera, compreso il “tratto sospeso”, ovvero un passaggio lungo 60 metri e dal peso di 250 tonnellate che scavalla le linee ferroviarie e collega il sito con l’area Rho-Fiera Milano e la fermata della metropolitana M1. Sono terminati i lavori di scavo anche per l’Open Air Theater, l’arena destinata ad ospitare spettacoli, concerti ed eventi mediatici legati ad Expo con una capienza di 11.000 spettatori, e si sta procedendo con l’elevazione della struttura e la predisposizione del palco. Infine, un occhio all’area forse più interessante perché non posta direttamente sotto il controllo della macchina organizzativa Expo: quella dei padiglioni dei paesi espositori che provvederanno direttamente alla loro costruzione in modalità self-built nello spazio loro assegnato all’interno dei 130.000 metri quadrati riservati a tale scopo nel sito espositivo. Ad oggi tutti e 71 i cantieri accreditati sono in piena attività e ormai prossimi alla fine: per la cronaca i primi ad iniziare – manco a dirlo – sono stati gli efficientissimi tedeschi che hanno posato la prima pietra quasi un ano fa, mentre i primi a terminare i lavori sono stati – anche qui manco a dirlo – i puntualissimi svizzeri già il mese scorso.

 

Photo Credit: Expo2015.org


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