Mondiali: il 52% degli italiani in Brasile è donna

Lo rivela una recente ricerca: il fascino del Brasile e di un evento planetario e la crescita di interesse per il calcio al centro di questo fenomeno

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Sarà vero? Chissà, dato che non esistono controprove e che in questi tempi in cui il Mondiale di Calcio esercita un sostanziale monopolio della visibilità pubblica, sono state divulgate più ricerche e sondaggi che in tempo di elezioni. Spesso pure contrastanti fra di loro. Sta di fatto che fra tutte queste, da una ricerca promossa recentemente da Coguaritalia, sembra proprio che il calcio, o meglio i Mondiali in sé, siano sempre più al centro della passione delle donne e siano sempre meno feudo maschile. I dati sono stati raccolti a partire dall’analisi sulle prenotazioni che gli italiani hanno fatto per un viaggio in Brasile durante lo svolgimento della Coppa del Mondo FIFA, dati che hanno sorprendentemente rivelato come ben il 52% dei nostri connazionali in viaggio nel Paese della samba in questo periodo siano donne.

Il Mondiale in rosa

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Un segno incontrovertibile dei tempi, dunque, anche se la cui lettura può essere interpretata in diversi modi e sotto diversi aspetti. Innanzi tutto, è probabile il fatto che potrebbero essere comunque molte le esponenti del gentil sesso che abbiano operato tale scelta per assecondare i rispettivi compagni, magari non tanto interessate al calcio in sé ma comunque incuriosite dal partecipare ad un evento dal respiro mondiale, che ha un fascino assolutamente proprio e che prescinde dal “campo”. Inoltre non è secondaria comunque l’idea che, a prescindere dal Mondiale, si abbia la possibilità di visitare il Brasile, paese comunque carico di attrattiva e di carisma. Ma tant’è, a prescindere da queste considerazioni, non si può negare che l’interesse femminile per il mondo del pallone stia aumentando e che di pari passo aumentino le presenze femminili sugli spalti delle partite, tanto più durante questo Mondiale sempre più tinto di rosa. Che più della metà degli italiani in Brasile siano donne, e per di più dall’età media di circa quarant’anni, è dato “drogato” dalle considerazioni fatte sopra e anche dal fatto che difficilmente giovani e giovanissimi possono sobbarcarsi il costo elevato che la trasferta in Sudamerica comporta, ma seppur attenuato da tali considerazioni, resta assai diverso di quello del 1974, quando su 12 milioni di italiani che avevano dichiarato di aver assistito dal vivo ad almeno una partita di calcio, meno del 17% erano costituite da donne.

Le calciatrici: un universo in continua espansione

Calciatrici
Un altro dato interessante a suffragare l’ormai crescente contributo rosa al mondo del calcio, è l’esponenziale aumento del numero delle signore e signorine che praticano il calcio scegliendolo come sport. Se infatti in tutta Europa nel 1985 c’erano circa 240 mila calciatrici, oggi siamo arrivati a sfondare ampiamente il milione e trecentomila, con l’Italia, dove il fenomeno comunque stenta un po’ ad attecchire, solo al tredicesimo posto della graduatoria continentale con 22.700 tesserate che, a fronte di una tradizione calcistica ultracentenaria, significa un decimo delle calciatrici tedesche – 250 mila circa – e perfino un quinto di quelle norvegesi, 110 mila. Da notare che tale numero è decisamente inferiore a quello degli Stati Uniti, che vede oltre quattro milioni di donne praticanti con un boom notevole registrato dopo l’oro ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996 della nazionale trascinata da Mia Hamm, a tutt’oggi considerata la più forte calciatrice di sempre. Nonostante questo dato sia apparentemente meno eclatante di quanto ci si potesse aspettare guardando i numeri di alcuni stati esteri, resta comunque assai rilevante l’incremento delle calciatrici in Italia che solo nel 1996 erano 9 mila.


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