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Greenpeace, contro l’accordo tra Lego e Shell una campagna virale

Lego e Shell: cos’hanno in comune? Molto più di quanto in tantissimi vorrebbero. Proprio così: tra il celebre marchio danese dei mattoncini – quello che ha insegnato a tanti bambini la gioia e la fatica del costruire, pezzo a pezzo, che si dichiara da tempo un’azienda sostenibile e che (non ultimo) ha tra i suoi giochi Arctic, ambientazione tutta orsi e lupi polari – e il colosso del petrolio è in corso una controversa partnership commerciale. Che ha visto migliaia di giocattoli Lego sbarcare, brandizzati con l’inconfondibile conchiglia, nelle stazioni di servizio Shell di mezzo mondo. E contro cui, in brevissimo tempo, si sono schierati gli ambientalisti di Greepeace, con tanto di petizione online e campagna virale, #blockshell.


[dup_immagine align=”alignright” id=”128614″]Shell sfrutterebbe l’amatissimo marchio Lego per distogliere l’attenzione generale dai suoi interventi per lo sfruttamento dell’Artico, con trivellazioni che secondo gli ambientalisti ne metterebbero in serio pericolo l’ecosistema marino. L’obiettivo di Greenpeace? Uno stop alle trivellazioni e ai tipi di pesca dal forte impatto ambientale, in nome della creazione di un vero e proprio “santuario globale” in una delle zone più a rischio (e più determinanti) per quanto riguarda il cambiamento climatico.

Ad avere il dito puntato contro non è tanto Shell per la sua operazione di greenwashing – questo il termine tecnico per quella che potremmo definire “pulizia della coscienza ambientalista” –, quanto Lego per l’accordo firmato con una delle multinazionali più odiate dagli ambientalisti di tutto il pianeta e, ovviamente, dal più alto impatto ambientale. A discapito di quegli omini, degli animali e degli alberi, che i bambini trovano nelle confezioni di mattoncini.


[dup_YT id=”qhbliUq0_r4″]Il responsabile della campagna Save the Arctic di Greenpeace non ha alcun dubbio e lo ha dichiarato apertamente: per tutti i bambini del Pianeta il cambiamento climatico è una gravissima minaccia. E l’obiettivo del colosso petrolifero è nascondere il proprio ruolo rubando la magia della Lego che secondo Greenpeace deve rompere questo accordo. Mentre si attendono mosse dell’azienda danese – magari un vero e proprio retrofront rispetto a un’azione commerciale che finora ha portato molti svantaggi e un grande danno di immagine –, il corto animato Everything is NOT awesome, creato per la campagna #blockshell di Greenpeace dall’agenzia Don’t Panic, sta letteralmente impazzando su internet.

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