Francesco da Buenos Aires: il film-documentario su Papa Francesco

Nelle sale del circuito Microcinema il 28, 29 e 30 aprile, la ricostruzione minuziosa e con filmati inediti della vita di Jorge Mario Bergoglio, 266° papa

Ci sono uomini che passano dal palcoscenico della storia cercando di imporvisi, di crearsi quasi a forza uno spazio ed una memoria e che proprio per questo godono di gloria effimera e spesso vana. Ce ne sono altri che segnano invece la storia senza imporsi mai, ma con semplicità quasi disarmante, con una umanità subito percepita come eccezionale e con la forza delle loro idee. E, come nel caso di Jorge Mario Bergoglio che da poco più di un anno si fa chiamare anche Francesco, con la forza incrollabile della Fede.
La sua è una storia personale che irrompe quasi di prepotenza nella storia collettiva e che ha segnato inequivocabilmente non solo la Chiesa, ma l’intera cultura e società dell’ultimo anno. Una storia personale che ora arriva anche sul grande schermo grazie al film-documentario Francesco da Buenos Aires. La rivoluzione dell’uguaglianza dello scrittore e produttore argentino Miguel Rodriguez Arias e dell’italiano Fulvio Iannucci per la distribuzione nel circuito Microcinema, in programma esclusivamente nelle giornate del 28, 29 e 30 aprile 2014.

Alle periferie esistenziali del Mondo

Francesco
Il film, al di là delle speculazioni e delle strumentalizzazioni di cui è già stato fatto oggetto, è in realtà la ricostruzione della vita di Jorge Mario Bergoglio dalla sua infanzia a Buenos Aires trascorsa nella famiglia di origini piemontesi, fino alla sua inattesa e sorprendente elezione al Soglio di Pietro dopo la rivoluzionaria rinuncia del suo predecessore Benedetto XVI. Una storia che, ovviamente, passa per tutto il suo lunghissimo percorso di membro della Compagnia di Gesù, di sacerdote e di vescovo e che attraversa gli anni più bui della nazione argentina, segnati dalla dittatura e dal terribile dramma dei desaparecidos, contro cui Bergoglio combatté con forza.
Un carattere chiaro, quello del nuovo Pontefice, segnato dalla sua personalità e dalla sua spiccata predilezione per i poveri e per gli ultimi, per le “periferie esistenziali del mondo”, per utilizzare un’espressione a lui tanto cara ed estremamente chiara. Un uomo umile e sensibile, che conosce il lavoro e che ha fatto della lotta alle diseguaglianze sociali ed economiche tra gli uomini un punto centrale del suo essere pastore, saldamente legato alla luce del Vangelo e all’appartenenza alla Chiesa che egli ha sempre considerato come l’unica vera e propria salvezza dell’umanità, anche a livello sociale.

La rivoluzione dell’uguaglianza

Un’elezione che, è inutile ribadirlo, ha portato una ventata di novità nella Chiesa e ne ha rinnovato, in pochissimo tempo e con sorpresa di tutti, perfino l’immagine pubblica spesso alla berlina in un mondo che difficilmente la capisce. Da qui il titolo La rivoluzione dell’uguaglianza, di per sé interessante ma forse un po’ semplicistico: la grandezza di Francesco e la sua incidenza non è nell’essere un nuovo Gandhi o un Mandela cattolico, ma nella sua incrollabile Fede che sfocia nella Speranza e, di conseguenza, nella certezza che solo questa è in grado di lenire i dolori dell’esistenza umana. Ogni lettura che strumentalizzi anche questo film tralasciando questo aspetto e riducendolo ad una pura questione etica o sociale non capirebbe realmente la figura di Bergoglio. Ed è per questo che la sua vita avventurosa e umile è così bella ed interessante.

Francesco


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