Expo 2015: gli “ambassador” e il “volunteer”

Volti noti e facce comuni: su di loro puntano le campagne di comunicazione di Expo 2015 per il lancio ed il sostegno della grande Esposizione. Scopriamo come…

EXPO ambassador

Per un evento come Expo 2015, l’immagine è estremamente importante. Forse tutto. Affermazione quasi ovvia. E proprio l’immagine della manifestazione, incrinata dalle polemiche e dagli scandali che ne stanno accompagnando l’organizzazione e dai noti fatti di cronaca nero-giudiziaria, ha mai come oggi bisogno di una rinfrescata, di un make-up rigenerante in grado di indirizzare positivamente un’opinione pubblica che per certi versi guarda alla mega-kermesse planetaria con sospetto, forse anche più di quanto non meriti. Ma come sempre, per dare lustro e spessore a qualunque iniziativa, dalle più grandi alle più piccole, occorre chi ci metta la faccia. Ed è probabilmente quello che hanno pensato anche i comunicatori di Expo che hanno infatti lanciato due iniziative parallele in cui le facce sono fondamentali: nella prima sono quelle famose ed autorevoli degli “Ambassador“, nella seconda quelle comuni dei “Volunteer“. Basterà? Bella domanda e difficile risposta. Per adesso sembra più la diffidenza che la fiducia a prevalere, forse più nella stessa Italia che nel resto del mondo. Ma solo i fatti cambieranno il “sentire” della gente. Solo qualcosa che accadrà di “veramente” interessante: sarà in questo che l’Expo sarà messo alla prova e che rivelerà veramente quello che è: una gigantesca occasione o un gigantesco contenitore vuoto.

Il Programma Volontari

Se vi è capitato di girare un po’ per il capoluogo della Lombardia o per i suoi dintorni, magari in qualche breve tratto a piedi, vi sarà certamente capitato di imbattervi in uno dei numerosi manifesti pubblicitari del “Programma Volontari” di Expo 2015, la grande campagna che intende coinvolgere i milanesi – ma anche chiunque voglia approfittare di quella grande occasione di incontro multietnico che saranno i sei mesi dell’Esposizione – nell’accoglienza a visitatori e partecipanti e, più in generale, nel funzionamento di quella enorme macchina che sarà Expo. In effetti, per chi ha tempo e disponibilità, l’occasione non è di secondo piano. Il grandissimo polo di attrazione per milioni di persone che sarà la manifestazione milanese, permetterà indubbiamente uno scambio culturale, anche fatto di semplici incontri, fuori dal comune e con un respiro che non è facile incontrare altrove. Nello stesso tempo, i molteplici ambiti di interesse intorno ai quali la manifestazione si sviluppa, permette a chi vi partecipa, tanto più con un ruolo attivo, di sviluppare conoscenze, capacità, esperienze e perfino talenti ed attitudini forse inesplorate o rimaste “in un angolo” nella vita di tutti i giorni. E’, insomma, una grande occasione per conoscere e farsi conoscere. Quello di coinvolgere a vari livelli il tessuto sociale – fatto di persone, associazioni, gruppi e quant’altro – nell’organizzazione dell’evento, non è solo una opzione, ma un vero e proprio obiettivo che fa parte formalmente del mandato di Expo 2015. L’idea è quella di arrivare a costruire una “squadra” di oltre 8.000 volontari i cui compiti sono dettagliati nelle linee-guida che sottendono all’iniziativa: accoglienza ed orientamento di visitatori e partecipanti nel sito espositivo, facilitazione nella visita del sito stesso e di sue particolari aree tematiche o dedicate, aiuto e semplificazione della partecipazione internazionale ed infine, in accordo con l’Organizzazione, la volontà di contribuire a diffondere i valori della manifestazione attraverso l’opera di volontariato stessa. Tutti gli interessati potranno comunicare il proprio interesse ed avanzare la candidatura con le modalità descritte direttamente sul sito di Expo.

I volti noti a sostegno di Expo

Cosa rappresenta Expo? Un’opportunità, un’occasione, un banco di prova, una “serra” di idee, un’occasione di incontro, una vetrina mondiale, un villaggio globale? Una domanda cui hanno tentato di rispondere i numerosi personaggi pubblici che hanno deciso di entrare a far parte nella schiera degli “ambasciatori” Expo, coloro i quali si sono incaricati di comunicare in prima persona il messaggio che l’evento stesso vuole trasmettere, condividendolo, interpretandolo e facendolo proprio. Non è facile, di questi tempi, associare la propria immagine ad Expo, specie se si è un personaggio pubblico. Ed anche per questo occorre dire che l’iniziativa merita una certa attenzione e non va catalogata come una banale operazione da testimonial pubblicitari: sono musicisti e cantanti, scrittori e registi, personaggi dello spettacolo e dello sport, filosofi architetti, artisti e scienziati. Ed ancora chef, medici e imprenditori provenienti da diverse culture e da diverse zone del pianeta. Un caleidoscopio di personaggi davvero diversi fra loro, ciascuno dei quali ha sottolineato quanto della propria sensibilità è stato sollecitato dall’evento-Expo attraverso un breve video. Numerose, come ovvio le personalità italiane coinvolte: da Demetrio Albertini al puglie Clemente Russo, due volte medaglia d’argento olimpica, da Don Gino Rigoldi a Lella Costa. E ancora, Ermanno Olmi, Antonella Clerici, Enrico Bertolino, Patrizio Roversi, Syusy Blady e Giorgio Moroder. Lo chef Davide Oldani ha sottolineato la sua vicinanza al tema della alimentazione sana ed eticamente distribuita in consonanza con quanto affermato dall’architetto Massimiliano Fuskas. Ed ancora, designer come Fabio Novembre, Andrea Branzi e Michele De Lucchi, filosofi come Salvatore Veca e Franco Bolelli, importanti imprenditori come Giorgio Squinzi ed Elio Fiorucci, il pittore Alessandro Mendini, il regista Federico Brugia, l’avventuriero-esploratore Alex Bellini ed una artista dalla notorietà planetaria come Carla Fracci, non nuova ad iniziative a sfondo ambientale e legate allo sviluppo sostenibile. Non mancano anche i testimonial provenienti dall’estero: l’attivista indiana Vandana Shiva, lo scrittore inglese Jonathan Coe – il cui ultimo libro è ambientato nel contesto dell’Expo di Bruxelles del 1958 – la documentarista anglo-americana Taiye Selasi, l’architetto francese Philippe Nigro, il designer americano Nicholas Felton, l’imprenditore indiano Deepak Ravindran, i calciatori brasiliani di lunga militanza italiana Kaka ed Hernanes.


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