Buddismo simboli e significato di questa religione

Buddismo: simboli e significato di questa religione

Il karma, i cinque precetti, le immagini di buon auspicio, le quattro nobili verità. Ecco le nozioni di base sul buddismo, tra religione e filosofia.

Il buddismo (o buddhismo) è una religione, una filosofia orientale e uno stile di vita. Chi non ha mai sentito parlare di karma o di meditazione zen? Ad oggi è una delle religioni più diffuse al mondo, con 380 milioni di praticanti.

In Italia è la terza religione più praticata, dopo Cristianesimo e Islam, con 94.000 italiani convertiti al buddismo e 114.000 buddisti “etnici”, cioè immigrati dai Paesi asiatici. Tra le forme di buddismo più conosciute al di fuori dell’India ci sono il buddismo tibetano e quello giapponese (dottrina zen).

Chi è Buddha?

Attualmente il buddismo è rappresentato da diverse scuole di pensiero. Queste correnti hanno in comune gli insegnamenti trasmessi per via orale da Buddha Sakyamuni, nato nel VI secolo a.C. a Lumbini, in Nepal.

Nato come principe all’interno di una famiglia reale, con il nome di Siddharta Gautama, spese la sua giovinezza nel lusso sotto la tutela del padre. In età adulta entrò in contatto con la realtà del mondo e giunse alla conclusione che la vita era fatta di ineluttabile sofferenza.

Rinunciò così alla sua vita di lusso e diventò un asceta dedito all’automortificazione. Tuttavia, comprese ben presto l’inutilità di questa pratica e cercò di trovare la propria strada, un percorso equidistante dagli estremi di autoindulgenza e automortificazione.

Il buddismo delle origini

Sotto un fico sacro (l’albero della Bodhi), mentre era in meditazione profonda alla ricerca del significato ultimo della vita, ottenne l’Illuminazione. Dopo questo risveglio spirituale, iniziò a viaggiare insegnando la sua dottrina (il Dharma) e raccogliendo discepoli da tutte le caste.

Diede consigli, sia generali che specifici, per affrontare ogni situazione della vita. I suoi insegnamenti rendono gli esseri umani gioiosi, gentili e senza paura. Si fece chiamare Buddha, cioè il Risvegliato. Poiché le varie correnti buddhiste riconoscono l’esistenza di altri Buddha, in aggiunta a quello “storico”, è più corretto indicarlo come Gautama Buddha o Buddha Śākyamuni.

I principi base del buddismo

Il buddismo è una religione basata sulla ricerca della pace, interiore ed esteriore, e della liberazione dalla sofferenza in cui vivono tutti gli esseri umani. Chi pratica il buddismo è guidato da rispetto e compassione, da pazienza e ricerca di dialogo.

Diversamente da altre religioni, il buddismo non si concentra sull’esistenza di un Dio, ma è incentrato su un percorso interiore teso ad investigare – attraverso la meditazione – sé stessi e il mondo esterno. L’obiettivo è eliminare le emozioni negative, causa di ogni sofferenza.

L’altruismo come pratica quotidiana è molto importante, così come il non attaccamento ai beni materiali. Non esiste, infine, un vero e proprio testo sacro del buddismo, quanto una serie di insegnamenti. Sono i tripitaka (letteralmente “tre canestri”) trascritti in sanscrito o in pali. Quest’ultima era la lingua più popolare in India ai tempi del Buddha.

Le quattro nobili verità del buddismo

Il buddismo riconosce che la vita concreta è piena di imperfezioni. L’insegnamento centrale del Buddha, intorno al quale ruotano tutti gli altri, è quello delle Quattro Nobili Verità.

1.Sofferenza

La vita comporta sofferenza fisica (malattia, vecchiaia e morte) e interiore (delusioni, disagi, tristezza, ansia o dolore).

2.Origine della sofferenza

La sofferenza nasce dal volere che le cose siano diverse da quello che sono o da un intenso desiderio verso i piaceri sensuali.

3.Cessazione della sofferenza

La sofferenza finisce con la cessazione del desiderio. Così si ottiene l’illuminazione, il Nirvana, ovvero il totale abbandono dell’illusione che ci sia un sé o anima durevole e indipendente.

4.Sentiero verso la cessazione della sofferenza

L’illuminazione si ottiene con un addestramento graduale, un sentiero chiamato la Via di Mezzo, o Nobile Ottuplice Sentiero.

Il karma e i cinque precetti

Il karma, anche conosciuto come legge di causa-effetto, è un concetto fondamentale in molte religioni orientali, tra cui il buddismo. Il termine è un’occidentalizzazione della parola sanscrita karman, che si può tradurre con “azione”.

Ogni azione compiuta da un individuo è causa di qualcosa che produrrà i suoi effetti in un futuro più o meno prossimo. In senso più esteso, in questa vita o in quella successiva: secondo il buddismo, infatti, dopo la morte c’è la reincarnazione. Sei quindi tu l’autore del tuo destino e l’artefice delle tue sofferenze.

Da questa legge deriva la necessità di avere sempre un comportamento corretto nella vita, in modo da rinascere in una condizione migliore, sulla Via dell’illuminazione. Un buddista non attribuisce mai la colpa delle sue sventure a cause esterne.

Al contrario, ha un atteggiamento tollerante e compassionevole, impara ad accettare pacificamente gli eventi della vita. Il buddismo ha inoltre un suo codice etico, i cinque precetti.

Ogni buddista, infatti, si impegna a:
non uccidere e non far del male agli esseri viventi;
non rubare;
astenersi da una condotta sessuale immorale;
non mentire, non offendere, astenersi dai pettegolezzi e dalle calunnie;
non abusare di sostanze come alcol o droghe, che causano negligenza e perdita di coscienza.

Quali sono i simboli del buddismo?

I simboli del buddismo presenti nella nostra quotidianità sono numerosi. Ad esempio il Tao o la sillaba sacra Om. Ti sarà sicuramente capitato di vederli su tatuaggi, t-shirt, murales, ecc. Si tratta di immagini che rappresentano le caratteristiche più importanti degli insegnamenti buddisti.

Hanno origine nell’India antica e lo stesso Siddharta Gautama li usava per spiegare regole e principi. Con il passare degli anni e con la diffusione della meditazione, i simboli sono diventati parte integrante del mondo dello yoga.

Puoi scegliere quello che più ti rappresenta come supporto visivo durante le sessioni di meditazione. Nel dettaglio, gli otto simboli di buon auspicio sono:

– Conchiglia (melodia del Dharma, suono profondo degli insegnamenti del Buddha);
– Nodo infinito (linee senza un inizio e senza una fine, si intersecano tra loro e rappresentano la legge causa-effetto);
– Coppia di pesci (verticali e paralleli tra loro, rappresentano l’assenza di paura e la capacità di muoversi nella sofferenza);
– Loto (fiore dai petali candidi, simbolo di purezza e di chiarezza);
– Parasole (simbolo della protezione del Dharma su tutte le persone);
– Vaso (rappresenta l’abbondanza spirituale, la longevità e la ricchezza);
– Ruota del Dharma (o Dharmachakra, arma capace di colpire gli ostacoli che impediscono agli uomini di liberarsi dalla sofferenza);
– Bandiera della vittoria (presente sui tetti dei monasteri tibetani, simboleggia la vittoria della consapevolezza e della saggezza su paura e ignoranza).



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