Claudia Cardinale: intervista alla grande attrice, musa di Visconti e Fellini

Al Milano Film Festival ha ricevuto il premio alla carriera e ci ha raccontato del suo passato, presente e futuro...

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Il Gattopardo, 8 ½, C’era una volta il West: basterebbero questi tre titoli per renderla di diritto un’icona dell’epoca d’oro del cinema. Invece, all’età di 76 anni, Claudia Cardinale di pellicole all’attivo ne ha ben 141, cifra destinata a salire, visto che di film l’attrice ne gira almeno tre ogni anno. E pensare che a recitare ci è finita praticamente per caso, visto che il suo sogno di bambina era “fare l’esploratrice“.
Un fascino come il suo però non è di quelli che possono passare inosservati e non è difficile capire perché ovunque passasse Claude Joséphine Rose Cardinale (questo il suo vero nome) ci fosse qualcuno pronto a stenderle un tappeto rosso per catturare almeno un pezzo della sua misteriosa bellezza. Nonostante la grande ammirazione che ancora adesso la accompagna ovunque vada, la sua vita però non è stata sempre facile: basti pensare alla gravidanza, scaturita da una violenza, che l’attrice portò coraggiosamente avanti a soli 17 anni, tenendola a lungo nascosta, anche dopo la nascita del bambino.

Quando l’abbiamo incontrata era proprio il giorno della festa della mamma e Claudia si trovava a Milano per ritirare il premio alla carriera al Milano Film Festival. Così le abbiamo chiesto dei suoi figli Patrick e Claudine, che l’hanno resa nonna (ma non chiamatela mai così!) di Lucilla (nata nel 1979, lo stesso anno in cui lei è diventata mamma di Claudine) e Milo, figlio della sua secondogenita, nato l’8 aprile del 2013. Della sua vita privata però la diva non ama molto parlare e quello che si sa di lei e del suo passato riguarda per lo più il tormentato rapporto con il produttore Franco Cristaldi e il suo grande amore con il regista Pasquale Squiteri, del quale qualche tempo fa aveva detto: “È stato il mio unico amore. Ma non stiamo più insieme, anche se continuiamo a sentirci con frequenza. Ho chiuso con l’amore. Basta. Sono una donna indipendente“. E infatti la sua vita ora è fatta di viaggi, film e omaggi che tutto il mondo le tributa, riconoscendo in lei un’icona immortale che insieme a grandi autori seppe trasformare gli anni ’60 in un momento magico e tuttora pieno di fascino.

Claudia, lei vive a Parigi da tanto tempo, ma con l’Italia ha un rapporto speciale… È felice di essere qui a Milano?
Sì, anche se ora vivo in Francia ho un legame bellissimo con l’Italia. Qui ho girato molti dei miei film, anche nella città di Milano che ti ruba il cuore con le sue luci. Dicono che “Paris est le ville lumière”, ma anche Milano “est la ville lumière”…

La sua famiglia è sparsa un po’ dappertutto però…
Sì, mia figlia vive a Parigi come me, mentre mio figlio Patrick è a Roma. Uno dei miei fratelli sta a Roma, uno a Torino e mia sorella Blanche vive in Polinesia. Mi dice sempre “perché non vieni in Polinesia?”, ma è un viaggio lunghissimo…

Però lei da ragazza voleva fare l’esploratrice!
Sì, e ci sono riuscita… Con i miei film ho girato tutto il mondo: Australia, Canada, America del Sud, Russia, Africa…

Dei grandi registi con cui ha lavorato che ricordi ha?
Ho avuto la fortuna di arrivare in un momento magico… di lavorare con Fellini, Visconti, Bolognini, Germi, Comencini, Sergio Leone, dieci film con Pasquale Squitieri… Il primo è stato Luchino Visconti, potrei parlare per ore di lui. È stato davvero un maestro per me e anche un grande amico. Passavo ore a casa sua, guardavamo insieme il festival di Sanremo e litigavamo su chi meritasse il primo premio. Con lui ho girato grandissimi film, Il Gattopardo, le Vaghe stelle dell’Orsa e Gruppo di famiglia in un interno. Con lui fare cinema era come fare teatro ed era molto rigoroso.

Di Fellini cosa ci può raccontare?
In 8 e ½ sono stata sia musa sia interprete; Federico mi diceva: “tu appartieni alla terra dell’Africa, sei tu che mi dai l’ispirazione”. Con lui non c’era un copione: mi parlava, facevamo dei discorsi prima di girare la scena e le stesse domande che mi rivolgeva me le ripeteva poi Mastroianni.

Con Mastroianni ha avuto un legame speciale…
Aveva un debole per me ma non ho mai mischiato il lavoro con la vita privata.  Non mi piace parlarne e quando mi pongono domande sulla mia vita privata, cerco di cambiare argomento.

Allora cambiamo argomento… Per chi è stato un’icona di bellezza come spesso non è facile accettare i cambiamenti che vengono con l’età, lei invece non nasconde i segni del tempo…
Tante persone non accettano il tempo che passa, e nella speranza di fermarlo ricorrono ad artifici, che però poi li rendono irriconoscibili persino a se stessi quando si guardano allo specchio. Io non ne ho mai fatto ricorso e anzi non mi tingo neanche i capelli. Sono stata fortunata, ho preso da mio padre.

Che rapporto ha lei con i suoi figli?
Penso che la cosa più importante per una donna siano i figli. Nella mia famiglia, mio figlio è diventato padre lo stesso giorno in cui ho avuto la mia seconda figlia. Che litigate! Una voleva che l’altra la chiamasse zia anche se avevano la stessa età.

Che tipo di mamma è lei?
Sono una mamma apprensiva, a volte esagero. Mi capita di chiamare mia figlia solo per sapere come sta e quando mi richiama mi chiede il perché delle dieci chiamate perse.

Sappiamo che ancora adesso gira molti film… ultimamente cos’ha fatto?
Uno degli ultimi è stato Once Upon a time in Western di Boris Despodov, un regista bulgaro che mi ha dato la possibilità di tornare nei luoghi di C’era una volta il West di Sergio Leone. È stato bello rivedere posti a cui sono molto legata…

In Italia sono soprattutto i giovani registi a volerla in questo momento…
Sì, io amo lavorare con i giovani, perché in Italia ci sono molti problemi coi finanziamenti e perciò è importante aiutarli.

Di recente infatti ha recitato in un’opera prima…
Sì ho appena girato il film Ultima fermata con Gianbattista Assanti, nel Sud Italia, e a giugno sarò a Roma per il film di Karin Proia. Io lavoro sempre…

Poi la vedremo al Festival di Taormina?
Sì, sicuramente il prossimo mese sarò lì per presentare il film di Assanti. Sono molto felice di partecipare perché le mie radici affondano nell’isola delle Femmine, nelle vicinanze di Palermo.


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Commenti

  • David

    L’itinerario della Signora Cardinale é degno di rispetto, ma in merito al suo rapporto con Franco Cristaldi se la canta e se la suona a suo piacimento, come si suol dire. In un paese come l’Italia dove il solo talento non era un ‘assicurazione al successo. E’ grazie al Sign. Cristaldi che é diventata quello che é, che ha potuto girare con alcuni tra^i grandi registri italiani come Fellini, non c’é alcun dubbio a proposito. Per di piu’ questo suo marito indegno ha anche adottato suo figlio. Eppure la Signora Cardinale considera essere stata sfruttata. Chi l’ha obbligata a farsi sfruttare, povera figlia arrivata dalla Tunisia ? Che tristezza, questa Signora non esita a rendere pubblici certi particolari della sua vita privata non facendo onore a se stessa oltre a chi l’ha aiutata piu’ di tutti, in un modo o nell’altro.

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