Tutto su Eman, uno degli artisti più amati della scena musicale italiana

Intervista a Eman, tra i più amati della nuova scena musicale

Voce magnetica e carisma da vendere. Eman, cantautore dalle radici calabresi, è tra gli artisti più amati della scena musicale italiana. Scopriamo di più.

Si chiama Emanuele Aceto, ma è conosciuto come Eman. Ed è proprio “Eman” il titolo del suo ultimo disco uscito la scorsa primavera per Jackie & Juliet/Artist1. Una raccolta di 10 brani dallo stile intenso e forte, capace di prendere il cantautorato più puro e proiettarlo in una dimensione decisamente pop

La rassegna artistica “Settembre al parco”

Con carisma e voce magnetica, il cantautore dalle radici calabresi ma trapiantato a Milano sta facendo parlare di sé grazie alla splendida performance che l’ha visto protagonista della serata conclusiva “Settembre al Parco”, la rassegna artistica che si è svolta proprio a Catanzaro dall’1 all’8 settembre. Un cantautore eclettico dallo stile particolarmente versatile che raggiunge nel suo ultimo lavoro una linea artistica stabile, ricca di spunti e forti messaggi. Non amante dei canoni tradizionali e delle mode, fugge la definizione di “indie” ed è convinto del valore comunicativo delle canzoni. Ogni frase, una descrizione precisa, una storia. Ogni parola, una promessa. Noi lo abbiamo intervistato, ecco quello che ci ha raccontato.

L’intervista

Ciao Eman! Parliamo un po’ di te e del tuo percorso artistico. Sei partito molto giovane da un genere come il reggae per arrivare a consolidare uno stile tutto tuo, direi unico. Che viaggio è stato? Ti senti “arrivato” o ami sempre sperimentare?


Sicuramente un viaggio complicato; il reggae è un genere di nicchia, affrontarlo con un’impronta cantautorale mi ha complicato ulteriormente le cose. Ho sempre sentito la voglia e il bisogno di sperimentare e andare oltre i generi. L’incontro con Mattia (Mattia Masciari “SKG”, Producer) in questo senso ha dato una svolta al percorso: gli intenti erano comuni e le idee parlavano tra loro ed eccoci qui. Non mi sento arrivato, il mio viaggio vuole portarmi lontano e non conosco la destinazione, mi piace pensare che ci sarà un’altra terra da esplorare.

Si è da poco concluso “Settembre al Parco”, proprio a Catanzaro, la tua città natale, dove ti sei esibito per la serata conclusiva: che esperienza è stata? Io sono legato visceralmente alla mia città e alla mia terra, la gente lo percepisce, ti riconosce come vero e come uno di loro. Su un palco non si può mentire, sei nudo e devi mostrarti per quello che sei. Cantare su quel palco davanti a migliaia di persone che conoscono i tuoi brani, amano la tua musica e cantano all’unisono è un’emozione indescrivibile, a due passi dalle lacrime. È stato incredibile e sarà indimenticabile.

Il rapporto con la sua terra e alcune curiosità

A questo proposito, qual è il rapporto con la tua terra? E come descriveresti quello con Milano? Quanto, di queste città, porti nella tua musica?

Vengo da un territorio difficile e lasciato a sé stesso; per i più è una terra di mafia e malaffare, per me rimane la “mia Africa”. Devo lottare per migliorarla, per mostrare che oltre alle indubbie bellezze naturalistiche c’è una ricchezza umana tutta da scoprire e valorizzare, ho rabbia quando penso che i giovani sono obbligati a partire per realizzarsi, che bisogna partire per avere delle cure decenti. Milano è la città di tutti e di nessuno, dove si riversano le eccellenze e si creano le opportunità; ho colmato lacune inerenti al mio lavoro e conosciuto tanta gente. Mi piace il fatto che sia una metropoli “piccola” e a misura d’uomo, dove posso osservare uno spettacolo tutto nuovo. Porto dentro la mia musica questi due mondi e il piacere di chi viene dalla provincia e si perde tutti i giorni.

Com’è nuotare controcorrente e non seguire il branco? Ritieni sia un percorso più difficile? Difficilissimo. Non sono l’unico e probabilmente sono l’underground dell’underground, ma è quello che mi piace fare. Sono la pecora che indica una strada diversa, non mi piace correre ad un cenno dei pastori o dei cani.

Che cosa ti emoziona davvero? Vivere e immaginare che dopo la salita c’è sempre una discesa… mi emoziona la gente e le infinite sfaccettature, pensare che domani la Vita mi sorprenderà, nel bene e nel male.

Foto © Micol Ronchi



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