Cannes, l’amore saffico de La vie d’Adèle vince la Palma D’Oro

Il nuovo lavoro del regista Abdellatif Kechiche ha conquistato la giuria. Migliore attrice Berenice Bejo, mentre Sorrentino rimane a mani vuote e diserta la serata finale

27/05/2013

L’amore trionfa sempre. Anche a Cannes. E così vincitore della 66esima edizione del Festival di Cannes è il film La vie d’Adèle, la storia della relazione tra due giovani donne, Adele (Adele Exarchopoulos) ed Emma (Léa Seydoux), diretta da Abdellatif Kechiche.
[dup_immagine align=”alignleft” id=”21432″]Una decisione importante questa scelta della giuria, fatta in una Francia divisa dalla recente approvazione della legge a favore dei matrimoni gay. Proprio questa mattina la versione online de Le Parisien mette in prima pagina gli scontri e gli arresti avvenuti ieri a Parigi durante una manifestazione contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso.
Al di là del valore politico del film (non voluto, come ha detto il regista i giorni scorsi), La Vie d’Adèle è stata fin da subito eletta dai critici come la pellicola che avrebbe dovuto a vincere la Palma D’Oro a Cannes. E così è stato.
Il regista di origine tunisine, ma cresciuto a Nizza Abdellatif Kechiche, pluripremiato per Cous Cous, può aggiungere anche questo alla sua collezione di trofei e iniziare a far spazio al prossimo premio. Magari un Oscar, chissà…


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Gli altri premi di Cannes 2013

[dup_immagine align=”alignleft” id=”21436″]Paolo Sorrentino e La Grande Bellezza non ce l’hanno fatta. Non hanno conquistato la Palma D’Oro e neanche gli altri riconoscimenti. Peccato!
Ma vediamo chi sono stati i premiati di questa edizione 2013 del Festival di Cannes.
Il Gran premio della giuria, capitanata da Steven Spielberg, è andato a Inside Llewyn Devis, la storia folk dei fratelli Coen, mentre il premio della giuria è stato assegnato a Like Father Like Son (Hirokazu Kore-eda). È il film di JiA Zhangke, A Touch Of Sin, la migliore sceneggiatura 2013, ma per la migliore regia è stato premiato il giovane Amat Escalante di Heli.
[dup_immagine align=”alignleft” id=”21437″]Nonostante i pronostici e gli entusiasmi della critica Marion Cotillard, con la sua interpretazione dell’immigrante polacca non ha conquistato la giuria, che ha preferito premiare, come migliore recitazione femminile, quella di Berenice Bejo in Il Passato (Asghar Farhadi). Il corrispettivo maschile del premio è andato a Bruce Derne, un veterano di Hollywood, protagonista di Nebraska (Alexander Payne).
La Palma D’Oro per i cortometraggi è stata conquistata da Safe del regista Byung-gon, mentre la menzione speciale della categoria dei corti è ora nelle mani dell’islandese Gudmundur Arnar Gudmundsson per Hvalfjordur (Whale Valley).
Infine, il riconoscimento Caméra d’or è stato consegnato a Anthony Chen, autore di Ilo Ilo.


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Anche quest’anno cala il sipario sul Festival di Cannes, un appuntamento glamour ed elegante, quest’anno caratterizzato da furti e da grandi nomi in gara, una competizione di grande livello, che ha premiato anche alcuni italiani come Valeria Golino (menzione della giuria ecumenica) e la coppia Grassadonia–Piazza (premio della settimana della critica e premio rivelazione). Complimenti a tutti!

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