Benvenuta estate! Magia e tradizioni al solstizio

I giorni tra il solstizio d'estate e San Giovanni Battista sono da sempre considerati magici. Vediamo perché (e benvenuta, estate!)

grano

Solstizio d’estate: il significato

21 giugno: solstizio d’estate. Ecco che inizia ufficialmente la bella stagione nel nostro emisfero. Le ore di luce sono al loro massimo di tutto l’anno: il sole tocca il punto più settentrionale del suo moto apparente nel cielo – ossia, il suo punto di declinazione massima -, e segna il giorno più lungo e la notte più corta e l’avvio dell’estate. Non solo: “solstizio” significa “sole fermo, stabile”, perché fino al 24 giugno la nostra stella sembra sorgere e tramontare nello stesso punto, per poi riprendere il suo moto apparente. Ecco perché i giorni tra il 21 e il 24 giugno secondo la cultura e la tradizione delle culture di mezzo mondo sono giorni magici. Che ogni anno tornano, puntuali.

Solstizio d’estate: giorni magici

Nella tradizione contadina e magica, il solstizio d’estate è legato al 24 giugno, festa di San Giovanni Battista. Una manciata di giorni in cui si dice che ogni erba e ogni pianta riceva forti influssi: è il periodo della raccolta e dei falò.

Ma già prima del cristianesimo a queste ore si associavano poteri e misteri – il Sole entra nella costellazione del Cancro, segno dominato dalla Luna. Ecco l’incontro dei due opposti: fuoco e acqua, sole e luna, maschile e femminile. Una sorta di unione divina dagli effetti potenti e positivi su tutta la terra. Insomma, un vero e proprio rinnovamento, che quasi ogni cultura ha celebrato.

Stonehenge, i celti e il solstizio

Falò e magia al solstizio

Litha: così gli antichi celti chiamavano l’inizio dell’estate. E lo celebravano con tradizioni assai meno lontane da noi di quanto potremmo pensare. È infatti sul sostrato pagano-rituale, comune a moltissimi popoli, che si sono innestati i culti e le tradizioni legate al cristianesimo tradizionale.

Basti pensare che i celti festeggiavano il solstizio d’estate con falò rituali di erbe sacre – iperico e vischio sopra tutte – e che i falò erano un simbolo del passaggio – e della coesistenza – tra questo mondo e l’altro, due realtà mai così vicine come nella prima notte d’estate. Affascinante, vero? Per questo ogni anno migliaia di persone si ritrovano nel primo giorno d’estate alla misteriosa Stonehenge. Dove, nel giorno del solstizio, il sole sorge proprio in corrispondenza della pietra centrale.

Il solstizio d’estate e la porta degli uomini

Ma i celti non erano gli unici a vedere nel solstizio d’estate un legame tra il mondo terrestre e quello spirituale. E se i popoli dell’America precolombiana offrivano raccolti, frutta e animali al dio Inti (Sole) per propiziare il raccolto successivo, gli antichi greci consideravano il solstizio d’estate l’accesso al mondo della creazione.

Inizia l'estate: giorni magici
Inizia l'estate: giorni magici

“La porta degli uomini”, opposta e complementare alla “porta degli dei”, quella del solstizio d’inverno, via al mondo materiale la prima, a quello spirituale la seconda. Entrambe situate in un antro dell’isola di Itaca, che perfino Omero descrive nell’Odissea.

Da qui deriva anche il romano dio Giano, il custode delle porte. Il cui nome è molto, molto vicino a quello di un importante santo cristiano: san Giovanni.

Solstizio tra religione cattolica e riti pagani. Luna, luna, chi sarà mio marito?

Infatti è anche per questo sostrato di credenze legate al periodo estivo che la religione cattolica ha datato al 24 giugno la nascita di Giovanni Battista. Ma le feste e i riti di origine pagana sono sopravvissuti in alcune zone entro e fuori i confini d’Italia.

In Bretagna esisteva l’usanza di far dondolare i bambini davanti al fuoco per nove volte, per farli crescere sani e robusti; in Inghilterra non si poteva portare il fuoco fuori di casa, nel timore che con esso ne uscisse anche la fortuna.

venezia maschera
Luna, luna, chi sarà mio marito?

Secondo un uso più romantico, le donne veneziane, all’epoca della Repubblica, nella notte di San Giovanni chiedevano alla luna il nome del proprio futuro marito: il primo nome sentito pronunciare da qualcuno sarebbe stato quello dell’uomo predestinato a sposo.

Solstizio e riti contadini: erbe e falò

Perfino la raccolta di erbe e piante nei giorni del solstizio si lega agli antichi culti. Che raccontavano di una particolare potenza di quanto raccolto in questi giorni, rinfrescato dalla rugiada, per le pozioni magiche. Quali erbe? L‘iperico, erba sacra nella pagana festa di Litha ed erba di San Giovanni nella tradizione cristiana, l’artemisia, la verbena e il ribes rosso, ma anche vischio – tra le piante del solstizio più importanti nella tradizione celtica -, sambuco, lavanda, mentuccia, biancospino e ruta. Che venivano anche messe sotto il cuscino per favorire sogni premonitori.

Tra i riti contadini più diffusi, anch’essi, commisti ai sottostanti e omologhi riti pagani, i falò di San Giovanni, per buttare le cose vecchie o le erbe dell’anno precedente: il fumo serviva a tenere lontani gli spiriti maligni, e il falò stesso era legato ad alcune particolari credenze: a saltarlo, niente mal di reni per tutto l’anno, e a far tre giri attorno alla cenere, via ogni male.

E ancora: raccogliere ventiquattro spighe di grano da conservare per dodici mesi contro la malasorte, comperare l’aglio il giorno di San Giovanni, attingere un po’ d’acqua la mattina del 24 per preservare la vista. Infine, andare all’alba a bagnarsi sulla riva del mare. Tutte credenze e superstizioni? Però quest’ultima, a dire la verità, ci piace parecchio.

Il solstizio d’estate a Pruno

Il Monte Forato, a Pruno
Il Monte Forato, a Pruno

E pure ci piace molto una sorta di Stonehenge italiana: l’antico borgo di Pruno, frazione di Stazzema, in provincia di Lucca. Dove il sole che sorge nel giorno del solstizio trafiggendo il monte Forato crea un’atmosfera unica e suggestiva. E l’estate è accolta con bancarelle, spettacoli e feste. Se siete nei paraggi, perché non assistere allo spettacolo?


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