Malva e mal di denti: il rimedio della nonna

Malva e mal di denti: il rimedio della nonna

Tra i cari e vecchi rimedi della nonna c’è anche quello per curare il mal di denti. Scopriamo come usare la malva.

Carie, ascessi o nevralgie. Tutti hanno provato, almeno una volta nella vita, il fastidio provocato dal mal di denti, o per dirlo in termini medici, dall’odontalgia. Le cause citate sono solo le più comuni, ma il mal di denti può anche una conseguenza indiretta di altri disturbi. Ovviamente una visita dal dentista è l’ideale per individuare il problema e affrontarlo al meglio, ma non sempre è possibile prendere un appuntamento in tempi brevi e, nell’attesa, è necessario trovare un rimedio alternativo per poter ‘sopravvivere’ al dolore. Senza contare che risolvendo il problema sul nascere, con mezzi naturali, è possibile evitare poi di dover assumere l’antibiotico. Dunque, fra i cari e vecchi rimedi della nonna, ce n’è uno –a costo zero– che si indirizza proprio all’odontalgia, ovvero le foglie di malva.

Cos’è la malva?

Appartenente alla famiglia delle Malvaceae, la Malva Sylvestris cresce spontaneamente in prati incolti, orti e giardini ed è facilmente riconoscibile grazie ai suoi luminosissimi petali lilla.

Nota fin dai tempi più antichi, era definita omnimorbia, ovvero una pianta in grado di curare ogni genere di fastidio. Plinio il Vecchio affermava che bere un infuso di malva al mattino garantiva la salute per l’intera giornata.

La malva è ricca di antiossidanti e mucillagini e le sue proprietà principali sono quelle lenitive, antibatteriche e disinfettanti e, per questo, viene utilizzata per contrastare il mal di denti e genericamente i disturbi legati al cavo orale.

Come utilizzare la malva contro l’odontalgia?

Per sfruttare le proprietà lenitive della malva, allo scopo di attenuare i fastidi legati ai denti e alle gengive, è possibile assumere decotti e tintura madre, oppure fare degli impacchi, aiutandosi con una garzina, con gli infusi (in caso di ascessi o dolore localizzato).

Se volete preparare infusi e decotti, in primis, è necessario procurarsi le foglie di malva che, come detto in precedenza, crescono spontaneamente nei prati e sono dunque facilmente reperibili.

Per preparare un infuso è necessario portare a ebollizione 250 ml di acqua, spegnere il fuoco e immergervi circa 10 grammi di foglie di malva e lasciare in infusione per 10 minuti. Una volta raffreddato è possibile fare sciacqui e applicare le foglie direttamente sulla zona interessata, per fare degli impacchi.

Il decotto, invece, viene preparato mettendo le foglie di malva in acqua fredda e portando i tutto a ebollizione. Una volta raggiunta la temperatura giusta vanno cotti per pochi minuti e poi lasciati a riposo per circa un quarto d’ora. Si possono bere fino a due tazze al dì.

Per quanto riguarda la tintura madre, acquistabile in erboristeria, è possibile utilizzarla pura sulla zona interessata oppure diluirla in acqua per fare degli sciacqui.


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