Come leggere le etichette dei cosmetici

Come leggere le etichette dei cosmetici

Che cosa contengono i cosmetici? E come si leggono le etichette di questi prodotti? In un momento nel quale tutti parlano di qualità e sostenibilità, in qualsiasi settore della cura del corpo, è bene essere informati.

Stiamo sempre più attenti a ciò che mangiamo. Controlliamo le etichette, gli ingredienti, le date di scadenza, ma facciamo altrettanto quando si parla di cosmetici e prodotti di bellezza? Come possiamo capire se i prodotti che scegliamo di applicare sulla nostra pelle sono davvero naturali e non contengono sostanze tossiche o additivi pericolosi?

La nostra unica arma a disposizione è, di sicuro, leggere attentamente le etichette per valutare la composizione degli ingredienti. E individuare che tipo di sostanze sono contenute in ciascun prodotto.

L’INCI, che cos’è

Formulare un prodotto cosmetico è un po’ come preparare un dolce. Pigmenti, oli, acqua, emulsionante… “mischiare bene” e voilà il trucco è sfornato. Come in cucina, la qualità delle materie prime utilizzate fa la differenza nel risultato finale. E noi consumatori abbiamo la possibilità di controllare e capire gli ingredienti contenuti nel make-up che scegliamo. Come? Osservando attentamente l’INCI, acronimo di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, che cataloga tutti gli ingredienti contenuti in un prodotto.

Jessica De Prà, ricercatrice di Unifarco – azienda fondata e formata da farmacisti – lo definisce così: “L’INCI può essere considerato come la ricetta del cosmetico, ma senza le dosi specifiche, che il formulatore, proprio come ogni grande chef, tiene segrete al fine di preservare l’unicità della formula”. Interpretarlo da non addetti ai lavori, però, può essere complicato anche se ci prestiamo sempre maggior attenzione.

Perché è importante saper leggere le etichette dei cosmetici

In effetti negli ultimi anni siamo diventate molto più caute e quando si parla di prodotti che usiamo su viso e corpo. Vogliamo essere certe di cosa contengono. Di certi ingredienti si è parlato tanto e alcuni in particolare sono stati, non sempre a ragione, demonizzati. Oggi per esempio tutte sappiamo che è meglio evitare parabeni, petrolati, PEG e siliconi ma non sempre sappiamo perché. Nè cosa sono esattamente e soprattutto come riconoscerli. Ecco quindi che saper leggere le etichette dei cosmetici diventa importante per valutare o meno se proseguire con l’acquisto e l’uso di un determinato prodotto. Oppure se conviene cambiarlo.

La lettura delle etichette dei cosmetici può risultare però un po’ complessa. Per questo è molto importante conoscere tutti i dettagli dell’INCI che viene utilizzato per indicare gli ingredienti di un prodotto di cosmesi, elencati in ordine decrescente, tenendo conto della loro concentrazione. Questa regola vale per le sostanze che raggiungono concentrazioni superiori o uguali all’1%, mentre quelli in percentuale inferiore all’1% possono essere indicati in ordine sparso.

Il linguaggio utilizzato

Un aspetto fondamentale, per esempio, riguarda il linguaggio utilizzato per denominare i singoli ingredienti. Quando le sostanze sono elencate mantenendo il nome latino, significa che sono state inserite nella formulazione del prodotto in purezza, senza subire alcuna modifica chimica. Questo per esempio è il caso degli oli vegetali utilizzati puri e degli ingredienti naturali. I nomi latini si riferiscono infatti a ingredienti botanici o presenti nella farmacopea.

Se accanto al nome si trova un asterisco * significa che quell’ingrediente proviene da agricoltura biologica. Il nome in latino inoltre è sempre seguito dal nome della parte utilizzata. Che si tratti del frutto, della radice o delle foglie, e dalla tipologia di prodotto, che sia olio o estratto.

Tutti gli ingredienti scritti in inglese sono invece frutto di una sintesi chimica e sono seguiti da codici numerici che identificano i coloranti artificiali utilizzati all’interno del prodotto, seguendo la lista internazionale denominata “Color Index” che vede la presenza della sigla “CI” seguita da una serie numerica composta da 5 cifre.

All’interno dell’INCI si trovano anche dei nomi strani come linalool, eugenol, citral… Essi rappresentano alcune delle 26 sostanze potenzialmente allergizzanti da indicare obbligatoriamente in etichetta, e solitamente si trovano soprattutto nei profumi. 

L’adozione del codice INCI, unico per tutti i Paesi della UE e impiegato anche in altri Paesi come USA, Russia, Brasile, Canada, Sudafrica, è stata introdotta il 1° gennaio 1997 dalla Commissione Europea, con l’obiettivo di fornire una maggior tutela al consumatore che, essendo magari allergico a determinate sostanze, può conoscere nello specifico la composizione dei prodotti acquistati non solo in Italia, ma in qualsiasi paese europeo.

Cosa deve essere indicato sulle etichette

Oltre agli ingredienti, gli altri dati che devono sempre essere presenti sull’etichetta sono:

• il nome o la ragione sociale e la sede legale del produttore o del responsabile dell’immissione sul mercato del prodotto cosmetico;

contenuto nominale in italiano;

data di durata minima, se inferiore a trenta mesi, o la validità post apertura se la data di scadenza del prodotto integro è superiore ai trenta mesi. Per i prodotti con durata minima superiore a trenta mesi deve essere riportata un’indicazione relativa al periodo di tempo in cui il prodotto, una volta aperto, può essere utilizzato senza effetti nocivi per il consumatore, preceduta dal simbolo rappresentante un barattolo di crema aperto;

• le precauzioni d’impiego sul contenitore o sull’imballaggio o deve essere allegato un foglio d’istruzioni. A tali indicazioni il consumatore deve essere rinviato mediante un’indicazione abbreviata o mediante il simbolo di rinvio;

• lotto di fabbricazione;

• il Paese d’origine per i prodotti fabbricati in paesi extra UE;

• la funzione del prodotto.

Esempio di data di scadenza una volta aperto il prodotto

Se non siete sicure che un cosmetico che avete in casa sia ancora utilizzabile, potete comunque scrivere o telefonare all’azienda produttrice. Fornendo il lotto del prodotto (una sigla di numeri e/o lettere), chiedere quando è stato fatto e se è scaduto oppure no. Il lotto corrisponde a una scheda di lavorazione del prodotto dove vi sono tutti i dati di tracciabilità delle materie prime e la data in cui è stato fatto. La stessa procedura vale anche nel caso in cui riscontriate anomalie nel prodotto, come separazione dei componenti, colore diverso, odore pungente, consistenza anomala o formazione di patine sulla superficie.

Come capire se un cosmetico ha un buon INCI

Dopo aver imparato quali sono gli elementi da conoscere per saper leggere correttamente l’etichetta di un prodotto di cosmesi, è importante capire quali sono quelli con un buon INCI. Ad esempio, una crema con un buon INCI deve rispettare l’ambiente e non deve contenere al suo interno alcuni ingredienti tra cui:• SLES e SLS, i tensioattivi che derivano dalla raffinazione del petrolio come nel caso del Sodium laureth sulfate e trasmettono la sensazione di deterso, ma sono molto inquinanti;

PEG, ossia composti sintetici, di derivazione petrolifera inseriti nei cosmetici emulsionanti per mescolare l’acqua con le sostanze oleose che in natura non riescono a legare;

siliconi, come il Dimethicone, che sono composti che non si trovano in natura, a base di silicio;

• i parabeni, presenti soprattutto in prodotti come balsamo e shampoo, che sono una classe di composti organici aromatici, utilizzati come conservanti ma dannosi in quanto penetrano nella pelle e nei tessuti corporei senza il passaggio attraverso il processo digestivo. I principali parabeni che si possono trovare nelle formulazioni in commercio sono: methylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben, e benzylparaben;

ingredienti inquinanti come Mea e Tea o allergizzanti come il Triclosan.

L’INCI nei prodotti di make-up

Solitamente nelle emulsioni, ovvero creme e fondotinta, il primo ingrediente della lista è spesso l’acqua; invece per tutti i prodotti anidri, quindi privi di acqua, come rossetti, lipgloss, ombretti e ciprie in polvere libera o compatta, la situazione è differente”, dichiara Jessica De Prà. Relativamente al make-up, ci sono alcuni ingredienti “must have” che dovremmo leggere in etichetta, a seconda del prodotto preso in considerazione:

Fondotinta e mascara

Un ingrediente sempre presente è l’emulsionante, diverso da formula a formula. Ma torniamo indietro nel tempo fino alle lezioni di chimica a scuola: acqua e oli costituiscono le due fasi dell’emulsione. È proprio l’emulsionante a consentirne la formazione, che porta all’unione omogenea delle due fasi e al mantenimento nel tempo dell’emulsione stessa che, senza, si separerebbe nelle due fasi che la costituiscono. Altre sostanze visibili nell’INCI di fondotinta e mascara sono le cere, che conferiscono consistenza all’emulsione. “Alcuni esempi sono Synthetic wax, Copernicia Cerifera Cera e Cera Alba, rispettivamente cera sintetica, cera di origine vegetale e cera d’api”.

Rossetti (in stick) e matita

Prodotti anidri i cui principali ingredienti sono oli (che conferiscono scorrevolezza ed emollienza e consentono la dispersione dei pigmenti), burri e cere (che garantiscono struttura). “Due oli che potremmo trovare in etichetta sono il caprylic/capric tryglyceride o il pentaerythrityl tetraisostearate, molto utilizzati nel make-up. Un burro comune, invece, è il Butyrospermum Parkii Butter, ovvero il Burro di Karitè”.

Ombretti (in polvere)

Sono formati da pigmenti, da una polvere trasparente – molto spesso il talco – usata per ottenere l’intensità di colore desiderata e da poco olio o cera per consentire la compattatura della polvere nella cialda tradizionale dell’ombretto.

In generale, altri ingredienti che dovremmo trovare nell’INCI dei prodotti di makeup sono:

  • Pigmenti: sono sostanze insolubili nel cosmetico e proprio grazie a questa caratteristica conferiscono l’effetto coprente oltre al colore.
  • Conservanti: sono necessari in tutti i prodotti che contengono acqua al fine di evitare la contaminazione da microorganismi.
Pixabay

Le app per leggere l’INCI

Per leggere l’INCI anche lo smartphone può esserci d’aiuto attraverso alcune app gratuite pensate e realizzate appositamente con l’obiettivo di compiere scelte d’acquisto consapevoli.

Tra queste c’è l’app Biotiful, che contiene un database con oltre 10.000 prodotti e altrettanti ingredienti in continuo aggiornamento. Molto utile per controllare gli ingredienti dei prodotti da acquistare e per scoprire quali sostanze contengono, questa app è anche molto semplice da utilizzare. Dopo aver selezionato il prodotto, è possibile visualizzare la lista degli ingredienti e la loro funzione, la valutazione generale e immediata dell’INCI e la valutazione ingrediente per ingrediente. La app può essere scaricata da Play Store o Apple Store.

Un’alternativa altrettanto valida – e gratuita – è Greenity che ha l’obiettivo di educare i consumatori alla scelta di prodotti di qualità. Questa app consente di cercare i vari cosmetici per nome oppure scannerizzando il codice a barre presente, mostrando così tutti gli ingredienti e classificando il prodotto in base a una scala cromatica che va dal verde (ingrediente ottimo) al rosso (ingrediente nocivo). L’app permette anche di cercare le singole sostanze e il database è in costante aggiornamento. Anch’essa è reperibile sia su Play Store sia su Apple Store.

App Biotiful

In conclusione

In definitiva, essere in grado di decifrare l’INCI è certamente un valore aggiunto, ma bisogna fare attenzione a non lasciarsi condizionare. “Una volta letto l’elenco, è importante non cadere nella trappola di etichettare come positivi o negativi gli ingredienti presenti. Infatti, tutti i cosmetici immessi sul mercato in Europa devono essere conformi al Regolamento Europeo 1223/2009 che prescrive una serie di direttive da seguire al fine di garantire la sicurezza dei prodotti cosmetici”, conclude Jessica De Prà, di Unifarco.



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