Insalata d’agrumi al curry

Arance bionde o rosse? Dolci o amare? Le varietà sono tante ma in Italia le più pregiate sono le Tarocco di Sicilia. Prepara questa insalata super nutriente

02/02/2022

Sommario

L’insalata d’agrumi al curry ha un sapore molto intenso. Può accompagnare pesce cotto al barbecue e in particolare il salmone alla griglia.

Tempo di preparazione:
15 minuti
Quantità:
2 persone

Ingredienti Ricetta

  • Arance Tarocco 3
  • Pompelmi rosa 2
  • Curry dolce 1 cucchiaio abbondante
  • Avocado 2
  • Cipolla rossa di Tropea tritata 125 g
  • Erba cipollina tritata 2 cucchiai
  • Olio extravergine d’oliva 4 cucchiai
  • Sale qb
  • Pepe bianco qb

Informazioni Nutrizionali

  • Porzione 100 g
  • Calorie 80 kcal
  • Grassi 4 g
  • Carboidrati 15 g
  • Proteine 3 g

Arance bionde o rosse? Dolci o amare? Le varietà sono tante, ma provengono tutte da lontano, dalla Cina o dal sud-est asiatico. Come altre varietà botaniche orientali si sono acclimatate magnificamente nel bacino del Mediterraneo e nel nostro Paese. In Sicilia, la patria delle più sanguigne, arrivarono con gli Arabi attorno al primo secolo dopo Cristo. Prima che si scoprisse l’esistenza della vitamina C e di tutti i suoi pregi, le arance erano considerate frutti regali, simbolo d’opulenza e di bellezza naturale.

In questa insalata il curry rende tutto più saporito e salutare!

Curry

Procedimento

  • Togliete la scorza agli agrumi e, con molta delicatezza, pelate gli spicchi a vivo. Lavorate su una ciotola per recuperare il succo che perderete durante l’operazione.
  • Scaldate il succo e scioglietevi il curry; fate ridurre a fuoco dolce fino ad ottenerne circa 100 g, poi lasciate raffreddare la salsa.
  • Pulite l’avocado e tagliatelo a cubetti, unite la cipolla tritata, l’erba cipollina e gli agrumi.
  • Emulsionate 3-4 cucchiai di succo con l’olio, il sale e il pepe. Condite l’insalata e servitela immediatamente.

L’origine delle arance

Arance


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A partire dal Rinascimento dilaga la moda delle Orangerie – serre dall’architettura elegante – dove alberelli d’arancio sono ospitati al riparo da climi non sempre propizi, alla stregua d’esotiche piante ornamentali. Sotto ai fiori candidi, possiamo immaginare dame che passeggiano identicamente profumate poiché – prima d’essere moderna spremuta – l’arancio era soprattutto acqua aromatica ed olio essenziale. Poi se ne appropriarono i buongustai e le cultivar si estesero anche per il piacere della gola.

Qualunque sia il colore della polpa – determinato dalla presenza d’antocianine cianidin-3-glicoside – le arance si trovano quasi tutto l’anno, ad eccezion fatta per i mesi più caldi. Sapore e contenuto vitaminico possono variare in base alla qualità scelta; in Italia, le più pregiate sono quelle pigmentate siciliane, in particolare le Tarocco raccolte alle falde dell’Etna. Cento grammi del loro succo sopperiscono al fabbisogno giornaliero di vitamina C di un adulto. Le altre “rosse” sono la Moro e la Sanguinella; le bionde si chiamano Naveline, Ovale e Valentia, quest’ultima la varietà più diffusa nel mondo. Le arance amare, invece, servono soltanto per far liquori, la famosa marmellata inglese e l’essenza di Neroli cara ai “nasi”. Infine ci sono le melarance, ma queste esistono solo nelle fiabe e servono a provvedere belle mogli a principi erranti.

[Il racconto e la ricetta sono tratti da “In cucina con i tacchi a spillo”, Guido Tommasi Editore]