Uova in purgatorio, la ricetta napoletana

Uova in purgatorio, la ricetta napoletana

Uova all'occhio di bue cotte dolcemente in un goloso sugo di pomodoro. Ecco come si preparano le famose uova in purgatorio, le uova al pomodoro di Napoli.

-
28/04/2021

Sommario

Uova all'occhio di bue cotte dolcemente in un goloso sugo di pomodoro. Ecco come si preparano le famose uova in purgatorio, le uova al pomodoro di Napoli.

Tempo di preparazione:
10 minuti
Tempo di cottura:
20 minuti

Ingredienti Ricetta

  • Uova 4
  • Passata di pomodoro 400 grammi
  • Olio sale e pepe qb qb
  • Spicchio daglio 1
  • Scalogno 1
  • Trito di prezzemolo qb

Le uova in purgatorio, “ova ‘mpriatorio” in dialetto, non sono nient’altro che la versione napoletana delle uova al pomodoro. Le classiche uova all’occhio di bue o al tegamino cotte dolcemente in un goloso sugo di pomodoro.

Potete servirle come secondo ma possono anche essere un ottimo piatto unico, una cena super veloce da preparare quando si ha voglia di qualcosa di diverso ma la dispensa non è troppo fornita. E non serve neppure avere in casa chissà quali ingredienti… Semplicemente uova e pomodori pelati oppure passata di pomodoro, alimenti che solitamente non mancano mai nelle nostre cucine!

Ova ‘mpriatorio

Ma perché uova in purgatorio? Beh, il riferimento è all’iconografia classica  e alla sua raffigurazione delle anime del Purgatorio, circondate dalle fiamme. Mentre queste sono rappresentate dal rosso del pomodoro il bianco degli albumi simboleggia, invece, i mantelli bianchi delle anime.

Non è però per motivazioni religiose che nasce questa ricetta ma per un’esigenza antispreco, tanto da essere, in origine, un vero e proprio piatto di riciclo. Le uova non erano, infatti, cotte nel sugo di pomodoro ma nel ragù avanzato dal pranzo della domenica. Bastava allungarlo con un po’ d’acqua e il gioco era fatto!


Leggi anche: Come organizzare la caccia alle uova di Pasqua in casa

A Napoli, oggi come in passato, le ova ‘mpriatorio si mangiano accompagnate dal pane cafone, caratterizzato da un’abbondante mollica, morbido all’interno, con una crosticina scura e croccante all’esterno. Ottimo per fare la scarpetta finale!

Uova al pomodoro in giro per l’Italia

Le uova al pomodoro non vengono, però, cucinate solo a Napoli. Sono, infatti, una ricetta diffusa un po’ in tutta Italia, con nomi diversi a seconda delle regioni. Le troviamo allora in Umbria sotto il semplice nome di Uova al pomodoro, in Abruzzo, dove sono chiamate Ov mbriadora ma anche nelle Marche e in Lazio.

Qui diventano Uova in trippa, con le uova non più all’occhio di bue ma sotto forma di frittata fatta a striscioline, condite con un sugo al pomodoro. Sembra, comunque, che il piatto sia nato in Toscana, dove si parla di Uova alla livornese o alla garibaldina, con il rosso del pomodoro a rappresentare le giacche rosse dei garibaldini.  

La Shackshuka, ovvero le uova al pomodoro israeliane

E ritroviamo praticamente la stessa ricetta in Israele, anche se qui è conosciuta con il nome di Shakshuka, letteralmente mistura. Divenuta ormai il piatto nazionale israeliano, quest’ultima ha però origini nordafricane. Sono stati, infatti, gli ebrei arrivati da Marocco, Tunisia, Maghreb e Algeria a portarla nello stato d’Istraele. Proprio come nella ricetta di casa nostra, anche nella Shakshuka le uova si fanno cuocere affogate in un sugo di pomodoro, solitamente aromatizzato con cumino, paprika, peperoncino e peperoni. Tutto naturalmente accompagnato da fette di pane rustico.


Potrebbe interessarti: Uova di pidocchi: riconoscerli ed eliminarli

Preparazione

Versate in una padella antiaderente un filo d’olio, uno spicchio d’aglio e ¼ di scalogno tritato finemente, o anche di più se preferite. Fate soffriggere per uno o due minuti.

Ora aggiungete la passata di pomodoro, salate, pepate e lasciate cuocere la salsa per circa 10 minuti.

A questo punto eliminate l’aglio, create quattro buchi nel sugo di pomodoro e versate in ognuno un uovo. Coprite e fate cuocere a fiamma bassa dai 5 ai 10 minuti. Gli albumi dovranno rassodarsi mentre i tuorli dovranno rimanere morbidi.

Poi spegnete il fuoco, un pizzico di sale e pepe sulle uova, infine una spolverata di prezzemolo tritato. E le uova in purgatorio si possono portare in tavola.

Roberta Zannoni
  • Scrittore e Blogger