Milano Moda Donna SS 2017: i trend più cool dalle sfilate

Tra afflati sperimentali e certezze della tradizione, per la primavera-estate 2017 Milano Moda Donna propone uno stile eclettico, sensuale e sofisticato.

Eleganza sofisticata e sperimentazione made in Italy sono il leit motiv di Milano Moda Donna SS 2017.
Eleganza sofisticata e sperimentazione made in Italy sono il leit motiv di Milano Moda Donna SS 2017.
  • Eleganza sofisticata e sperimentazione made in Italy sono il leit motiv di Milano Moda Donna SS 2017.
  • La collezione Roberto Cavalli SS 2017.
  • La collezione Roberto Cavalli SS 2017.
  • La collezione Etro SS 2017.
  • La collezione Etro SS 2017.
  • La collezione Gucci SS 2017.
  • La collezione Gucci SS 2017.
  • La collezione Alberta Ferretti SS 2017.
  • La collezione Alberta Ferretti SS 2017.
  • La collezione Versace SS 2017.
  • La collezione Versace SS 2017.
  • La collezione Philipp Plein SS 2017.
  • La collezione Philipp Plein SS 2017.
  • La collezione Giorgio Armani SS 2017.
  • La collezione Giorgio Armani SS 2017.
  • La collezione Dolce e Gabbana SS 2017.
  • La collezione Dolce e Gabbana SS 2017.

Milano Moda Donna SS 2017 si congeda da appassionati e addetti ai lavori e lascia di sé un ricordo vivido, intenso e vibrante, come le collezioni che hanno sfilato in passerella.

L’edizione di settembre 2016 della Fashion Week meneghina è stata caratterizzata da un forte afflato sperimentale e da una componente di eleganza sofisticata che rivendicano il ruolo di primo piano del made in Italy nel mondo dello stile e dettano un trend complesso, dove alla volontà di stupire e uscire dagli schemi si affianca il desiderio di (ri)affermare un modo di vestire ricercato e ispirato ai principi della sartorialità.

Tra materiali lussuosi, tessuti semplici, design minimalista, forme eccentriche, sovrapposizoni, decostruzioni e una gamma cromatica che spazia dai colori naturali della terra e della natura alle tonalità della cultura pop, ecco i trend più cool delle sfilate appena concluse.

Stile boho-chic

Lo stile boho-chic è un grande classico della moda, ma nonostante la sua “confidenza” con le passerelle del prêt-à-porter continua a esercitare un fascino indiscusso su fashion addicted, buyer e stampa specializzata. Il segreto del suo successo risiede probabilmente nella capacità di essere sempre nuovo e diverso, rimanendo fedele alla sua natura anticonformista e ribelle.

I temi dell’unicità, della libertà e dell’affermazione di sé sono stati affrontati da Peter Dundas di Roberto Cavalli con una proposta primavera-estate 2017 ispirata alla cultura dei Nativi Americani, all’estetica degli anni ’70 e ai must della tradizione hippy e bohèmienne, ovvero gonne maxi, gilet lunghi e foulard. Dopo una serie di collezioni non proprio esaltanti, lo stilista norvegese ha corretto il tiro e ha (re)interpretato l’approccio unconventional, sexy e selvaggio del marchio mescolando in modo convincente il proprio gusto a quello del suo maestro e predecessore.

Veronica Etro di Etro, invece, ha scelto come riferimento per la sua versione dello stile boho-chic una “tribù nomade di donne libere e appassionate” e ha mandato in passerella sensuali kaftani in seta decorata con le stampe tipiche della maison, cappotti in broccato e mantelle “berbere”.

Erotismo ed eccentricità

Ancora una volta, la Milano Fashion Week si è imposta nel panorama del mese della moda femminile per la sua capacità di sorprendere e sperimentare nuove strade, senza perdere un briciolo di classe, neppure quando percorre la via (impervia) dell’erotismo e dell’eccentricità.

Il maestro indiscusso del genere è Alessandro Michele. Dopo la “moda rizomatica” della stagione autunno-inverno 2016-2017, per la primavera-estate 2017 lo stilista di Gucci ha deciso di mandare in passerella l’“estetica eccentrica e favolosa”, presentando una collezione che mescola la cultura dei club di Los Angeles, la scrittura gotica, gli anni ’70 e ’80, le cineserie, il punk e “vecchie immagini di prostitute veneziane”. Il risultato è il nuovo Gucci style: un’eleganza giocosa e colorata, in cui gli accessori hanno un ruolo di primo piano.

A sorpresa, a seguire il giovane e talentuoso Michele è stata Alberta Ferretti, conosciuta per le sue donne chic ed eteree. Questa volta, invece, la stilista ha fatto sfilare creature erotiche, vestite di pelle e di cinghie, di tulle trasparente fluttuante, di corsetti ricamati e di una nuova consapevolezza, molto aggressiva e sensuale, ma non per questo priva di grazia e ingenuità.

Fascino futuristico

La moda è anticipazione e Donatella Versace e Philipp Plein hanno deciso di spingere al limite questo concetto proponendo due collezioni SS 2017 caratterizzate da un’estetica futuristica: sperimentale e sportiva per la prima, distopica e ispirata agli anni ’90 per il secondo.

Il risultato sono una serie di abiti e accessori all’insegna della vestibilità, sfacciati ma “reali” e pensati per essere indossati dalle donne di oggi, che rifiutano di essere rinchiuse in uno schema mentale e di rispondere a uno stereotipo, scegliendo di volta in volta di essere guerriere, esploratrici, amazzoni metropolitane, angeli sensuali e ragazze spensierate.

Heritage e tradizione

Milano Moda Donna è made in Italy e made in Italy è sinonimo di heritage e tradizione, ovvero il patrimonio culturale e stilistico costruito dai suoi artigiani, sarti, creativi e designer nel corso della storia.

Un’eredità dal valore inestimabile, ma anche “faticosa” e “pesantissima”, che Giorgio Armani ha interpretato con la consueta eleganza priva di sforzo (apparente) e con una leggerezza sensuale e charmant, che gli è valsa il nomignolo “Charmani”. Tra ricami di perline in stile africano e sarong e veli di derivazione indiana, la collezione primavera-estate 2017 dello stilista è un “mélange multiculturale” che trova il proprio equilibrio e compimento nell’estetica che lo ha reso uno dei più grandi di tutti i tempi.

Analogo approccio caratterizza la proposta per la prossima stagione di Dolce & Gabbana. Domenico Dolce e Stefano Gabbana, però, hanno scelto di svilupparlo in modo intimo e familiare, attingendo alle proprie esperienze e al proprio background per dare origine a una sorta di storia di famiglia, che ha il suo fil rouge nella Sicilia e nel Sud Italia.


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