Svezzamento: consigli e suggerimenti per affrontarlo al meglio

Tutto quello che c'è da sapere sul passaggio da una alimentazione a base esclusiva di latte a una alimentazione che prevede l'introduzione di cibi semi solidi e solidi

Da un punto di vista medico scientifico, con svezzamento si intende quel momento in cui il bambino passa da un alimentazione a base esclusiva di latte ad una che contempla l’introduzione graduale di alimenti semi-solidi e solidi.

biberon

Di solito questo momento viene fatto coincidere con il quinto mese se il bambino viene alimentato con latte artificiale, mentre se viene alimentato con latte materno, l’inizio dello svezzamento slitta al sesto mese.
Il motivo dipende dal fatto che il latte materno, almeno fino al primo anno di vita del bambino, secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è e resta il suo alimento elettivo.
Lo svezzamento di solito avviene lentamente e per gradi, non solo perché il bambino non ha ancora acquisito una maturità digestiva completa ma anche perché ha una variabile capacità di masticazione: ci sono infatti bambini che mettono i primi dentini intorno ai sei mesi e anche prima e ci sono bambini che li mettono intorno all’anno.

Oltre a ciò ci sono varie scuole di pensiero intorno all’introduzione di determinate categorie di alimenti: ci sono i pediatri più prudenti che consigliano di procedere per gradi non solo in base a una capacità digestiva in divenire del bambino ma anche nell’ottica di prevenire ed evitare alcune allergie alimentari, prima tra tutte quella al glutine e all’uovo; poi ci sono pediatri che si fanno promotori dello svezzamento naturale: non pongono restrizioni e permettono di mangiare tutto fin dall’inizio. Addirittura adesso è di gran moda la teoria dell’autosvezzamento, vale a dire che è il bambino che diventa protagonista della sua alimentazione scegliendo lui stesso cosa mangiare direttamente dalla tavola dei genitori. Ci sono molte obiezioni a questa teoria perché anche se ciò rappresenta una notevole semplificazione per la madre (o chi per essa) nella preparazione dei pasti, non è detto che sulla tavola siano sempre presenti gli alimenti e le tipologie di cottura più corretti per una armoniosa crescita del bambino. Come decidere allora? Il consiglio è di seguire quello che vi indica il vostro pediatra che, in base alla conoscenza del vostro bambino e in presenza di eventuali malattie/allergie familiari saprà come consigliarvi al meglio.

Il percorso degli alimenti da introdurre passo passo

Seguendo i dettami della pediatria tradizionale, ecco gli alimenti da introdurre dal quinto mese in avanti:

frutta: si comincia con mela, pera e banana, cui seguono gli altri frutti a polpa gialla come la albicocca e la pesca; gli agrumi si inseriscono dal settimo mese mentre i frutti rossi (ad esempio ciliegia, lampone, fragola) intorno all’anno

verdura: patata, carota e zucchine, cui seguono sedano, cipolla, ecc.; gli spinaci e le erbette intorno al sesto mese; i legumi dal settimo mese e infine il pomodoro dall’ottavo mese perché potrebbe provocare allergie

carne: tutta ad eccezione del maiale di cui si può solo consumare prosciutto cotto dal sesto mese in avanti e non più di due volte alla settimana. Di solito si comincia con la carne liofilizzata, poi si passa a quella omogeneizzata, per approdare infine a quella fresca.

pesce: a partire dall’ottavo mese nasello, orata, merluzzo e trota; per molluschi e crostacei bisogna aspettare fino all’anno

uova: si inseriscono a partire dal decimo mese introducendo prima il tuorlo e poi l’albume

cereali: si comincia al quinto mese con la crema di riso e la crema mais e tapioca, poi dal sesto in avanti si passa alle creme che contengono glutine come ad esempio il semolino o la crema multi cereali; quando compaiono i denti si possono inserire dapprima le pastine e poi la pasta

latticini: dal quinto mese ad ogni pasto un cucchiaino di parmigiano grattugiato;  dal settimo mese formaggio fresco come crescenza o ricotta e yogurt magro a merenda; il latte vaccino intorno all’anno, anno e mezzo.

Gli alimenti da evitare

meno sale

Fino all’anno è largamente sconsigliato l’utilizzo di sale, zucchero, miele e burro. Si tratta infatti di alimenti che, se consumati in eccesso, possono provocare, specie sulla fascia di popolazione più anziana, problemi di salute importanti quali ipertensione, problemi cardiaci, diabete. In tal senso la scelta condivisa da tutti i pediatri circa l’introduzione posticipata di tali alimenti, dipende non solo dal bisogno di educare le fasce di popolazione più giovane alla riscoperta dei sapori originari degli alimenti, ma anche di prevenire fin da subito certe  patologie che inevitabilmente possono ridurre o compromettere la qualità della vita.

In tal senso è sempre meglio prediligere per il vostro bambino l’acquisto , la preparazione e il consumo di materie prime fresche e di stagione (nel caso di frutta e verdura), benché l’offerta delle marche di baby food sia davvero ampia e articolata.
Abituare fin da subito il vostro bambino a un consumo vario di alimenti è il segreto della sua salute e dunque anche della sua felicità.


Vedi altri articoli su: Consigli per mamme |

Commenti

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *