Parco giochi: il galateo tra scivoli e altalene

Nell’immaginario collettivo è un luogo di serenità e divertimento, ma se non si seguono delle regole rischia di diventare uno spazio in cui i piccoli imparano ad essere incivili

Qualcuno storcerà il naso nel sentir parlare di regole anche in un luogo in cui i bambini dovrebbero giocare sereni e senza limiti, ma proprio perché il parco giochi è uno spazio condiviso è necessario mettersi d’accordo su come rendere migliore possibile la convivenza. Tanto più ora che si avvicinano le vacanze estive e i bambini potranno godere di più tempo libero per giocare all’aperto.

Una sola regola

In realtà la regola potrebbe essere una sola: gioca senza rendere impossibile il divertimento degli altri e senza mettere in pericolo te o gli altri. Se tutti seguissero questa semplice regola il novanta per cento delle discussioni e liti, soprattutto tra mamme o nonni, sarebbero evitate. Il primo problema è capire qual è il limite oltre il quale un comportamento può diventare fastidioso per gli altri, il secondo è che questo limite è differente per ciascuno.  Molti genitori si giustificano spiegando che i figli non sono in grado di trattenersi, perché sono vivaci, perché non ubbidiscono o per tante altre motivazioni; in realtà i bambini sono molto più bravi degli adulti a seguire le regole, basta spiegarle con fermezza e richiamarli quella volta che sbagliano (cosa che difficilmente avviene in questi spazi di gioco libero prima che si arrivi al sangue).

Norme scritte

Se all’ingresso del parco giochi esiste un cartello che indica delle regole di comportamento queste vanno seguite. Le più comuni (e forse le più infrante) sono: vietato fumare e vietato l’ingresso ai cani oppure tenere i cani al guinzaglio. Alcuni genitori rabbrividiscono davanti ad insegne che vietano il gioco della palla o l’uso delle biciclette al di fuori di determinati spazi, ma questi non sono frutto di sindaci dispotici, bensì tentativi di proteggere i più piccoli da investimenti e pallonate nel bel mezzo del loro gioco. Se sapete già che nel vostro parco giochi ci sono queste regole evitate di portare la palla o la bicicletta e non avrete problemi a far rispettare le norme ai vostri figli.

In coda per il turno

Ci sono giochi, come lo scivolo, che possono essere utilizzati liberamenti da tutti, altri come altalene o molle elastiche che richiedono una turnazione; il compito dei genitori, in questo caso, dovrebbe essere quello di spiegare al proprio figlio che può usare quel particolare gioco solo per un periodo di tempo determinato dopodiché deve riemettersi in fila. Spesso purtroppo si vedono nonni che spingono all’infinito i nipotini sull’altalena (se la faccio scendere piange), oppure mamme che alternano i figli propri senza la minima considerazione per quelli degli altri. I bambini sono abituati alle file ed ai turni perché sono pratiche che utilizzano quotidianamente a scuola e all’asilo, quindi se fanno i capricci è solo perché chi è con loro glieli lascia fare.

Giochi usati nel modo giusto

Come tutte le cose anche i giochi hanno un senso di utilizzo e, se usati in modo scorretto, rischiano di diventare pericolosi. L’esempio più classico è quello dello scivolo che spesso viene usato al contrario anche con l’incitamento di qualche papà orgoglioso nello scoprire le capacità da freeclimber del proprio pargolo. Il problema è che se mentre un bimbo sale ce n’è un altro che scende c’è il rischio serio di farsi male. Inizialmente pensavo che a scivolo vuoto non ci fossero problemi, poi un giorno un amichetto dei miei figli è venuto accompagnato dal padre medico che appena ha visto un bimbo salire al contrario a scivolo vuoto ha commentato: “questi poi li ritrovo tutti al pronto soccorso”. Quindi da allora la regola è: mai salire al contrario sullo scivolo.

Non tutti vogliono giocare con l’acqua
galateo: Giochi d'acqua al parco giochi
Giochi d'acqua al parco giochi

Se nei mesi estivi portiamo i bambini al parco giochi dotati di fucili ad acqua dobbiamo assicurarci che chi gioca con loro abbia intenzione effettivamente di essere bagnato e che ci siano spazi adeguati, lontani da chi vuole restare asciutto. Inoltre, anche se in quel momento non c’è nessuno che li sta usando, non bisognerebbe bagnare i giochi rendendoli impraticabili per chi viene dopo. L’acqua e la terra formano il fango e credo che pochi si divertano a vedere i figli o nipoti scendere da uno scivolo infangato.

La presenza degli accompagnatori

Che i bambini vadano al parco giochi con un accompagnatore non è cosa assolutamente scontata, se abitate in un piccolo centro o se il parco giochi è in una zona sicura può essere che qualcuno mandi il figlio a giocare da solo. In questo caso, oltre ad essere passibili dell’imputazione di “abbandono di minore” mettete in grave difficoltà le altre mamme che si ritrovano nell’antipatica situazione di dover richiamare un figlio non proprio che tendenzialmente non le ascolterà. Ma anche nei casi in cui il genitore/nonno/baby sitter siano presenti non è detto che sorveglino le attività del bambino. Spesso si fa gruppetto, ed è anche piacevole, ma non dimentichiamo, con la coda dell’occhio, di non perdere mai di vista il pupo, non solo per controllarlo, ma anche perché lui sa che lo guardiamo e ritiene questo fatto molto importante perché lo fa sentire amato e protetto.

Un trucco finale

Ritengo che una delle cosa più odiose che accadono al parco giochi, e nei giochi tra bimbi in generale, sia quando nostro figlio viene a riferirci di un torto subito da parte di un altro bambino. Se il genitore del bimbo in questione non interviene la situazione diventa antipatica perché non ce la sentiamo di sgridare il figlio di un’altra mamma, ma vorremmo aiutare il nostro (ammesso che non sia dalla parte del torto). Io ho insegnato ai miei figli di non venire a lamentarsi da me se Gigetto è da un’ora in altalena e non fa salire nessuno, ma di andare dalla mamma del bimbo che non potrà più far finta di non vedere o sentire per continuare a chiacchierare con le amiche. Vi assicuro che funziona.

Buon Parco Giochi!


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