Coliche neonati, cosa fare
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Coliche nei neonati, cosa fare

Cosa sono le coliche gassose nel neonato, quando si presentano, come riconoscerle e affrontarle con serenità e calma. Sintomi, durata, rimedi naturali e farmacologici.

Si fa presto a parlare di coliche nei neonati ma le cause non sono ancora chiare anche se, ad oggi, vi sono numerose ipotesi.

Ci sono mamme e papà che affrontano con grinta e motivazione il corso pre-parto durante gli ultimi mesi di gravidanza, non vedono l’ora di fare tesoro dei preziosi consigli delle ostetriche che infondono calma e sicurezza negli animi dei neo-genitori. Dopo il parto però la teoria quasi sempre va a scontrarsi con quella che è la quotidianità nella cura e nella crescita di un neonato. Ecco che le coliche, dette perlopiù colichette gassose, fanno capolino tra la seconda e la terza settimana di vita del pargolo, per accompagnarci in maniera prepotente in alcuni casi fino al termine del terzo mese del lattante.

La cosa peggiore è che non sopraggiungono mai di giorno, quando sarebbe facile farsi aiutare da nonni e amici, ma quasi sempre nel tardo pomeriggio o di sera quando siamo stanchi e stravolti e spesso il pianto insistente dei bambini ci fa perdere la calma e ci manda in tilt.

Coliche nei neonati, le varie ipotesi

Scorpiamo insieme le varie ipotesi elaborate sulle coliche neonati.

Prima ipotesi

Una prima ipotesi è quella psico-relazionale, secondo la quale alla base delle coliche ci potrebbe essere un rapporto mamma-bambino leggermente squilibrato. Pare infatti che le coliche si manifestino in maniera preponderante nei primogeniti, figli di mamme ansiose e apprensive.

Seconda ipotesi

Una seconda ipotesi prende invece in considerazione la presenza di gas nelle anse intestinali determinata da eccessiva ingestione di aria con il latte bevuto spesso velocemente o da produzione di aria intestinale

Terza ipotesi

Terza ipotesi una eccessiva dinamica della peristalsi che i pediatri curano di solito prescrivendo farmaci antispastici. I neonati che soffrono di coliche avrebbero delle contrazioni intestinali più intense a causa di una produzione maggiore di motilina (un ormone peptidico).

Quarta ipotesi

Ultima teoria è l’allergia al lattosio presente nel latte vaccino, non solo in quello artificiale che troviamo in commercio, ma anche alle piccole quantità di latte vaccino che passano attraverso l’allattamento al seno materno.

Coliche nei neonati, come riconoscerle e la regola del 3

Sappiamo ormai per certo che il pianto nel neonato è assolutamente fisiologico e propedeutico alla sua crescita. Il pianto è il linguaggio infantile e primordiale con cui il lattante comunica con il mondo esterno per esprimere i suoi bisogni: fame, sonno, freddo o caldo, desiderio di coccole e contatto fisico.

Diverso invece, secondo gli esperti, il pianto inconsolabile da coliche gassose: particolarmente insistente, intenso, duraturo. Come sempre gli studi del settore ci vengono incontro dandoci molte informazioni utili. Ed ecco la regola del 3 da tenere a mente. Fu teorizzata nel 1954 dal dottor Morris A. Wessel, un pediatra americano secondo cui il pianto da colica gassosa dura almeno tre ore al giorno, per tre giorni alla settimana, per almeno tre settimane. Altri segnali sono il viso rosso, la forte agitazione del pargolo che non riesce a trovare una posizione comoda, tira su le gambe, inarca la schiena e stringe i pugni.

Più di recente invece il pianto dei neonati è stato oggetto di studio di alcuni ricercatori dell’università inglese di Warwick. Gli esperti hanno condotto una metanalisi raccogliendo oltre 35 studi scientifici, per un totale di 8.700 bambini coinvolti tra italiani, inglesi, canadesi, giapponesi, olandesi, danesi, tedeschi, australiani e statunitensi. Si è stimato che in media, un neonato piange circa due ore al giorno nelle prime due settimane di vita, mentre tra il secondo e il terzo mese di vita la media cala a 68 minuti al giorno. Ovviamente da qui la conclusione che se la durata complessiva dovesse superare il tempo di 68 minuti, il bambino potrebbe soffrire di coliche o reflusso gastro-esofageo.

Rimedi per le coliche nei neonati: calma e coccole

La parola chiave nella gestione delle colichette gassose è la calma, parola della dottoressa Viviana Barberis, pediatra del Centro Medico Santagostino di Milano.

Premesso che in Italia ne soffre tra il 10 e il 30% dei bambini ed è un fenomeno auto risolventesi – ci spiega- . Per prima cosa, i genitori possono massaggiare il neonato a ventre in giù posizionato sopra il proprio avambraccio, portarlo in giro per casa lentamente mentre gli cantano una canzoncina o una ninna nanna a lui nota.

Oppure, una valida alternativa è lo swaddling. Parliamo della fasciatura del neonato che offre l’opportunità di ridurre le crisi di pianto e non presenta rischi o controindicazioni di ordine medico. La fasciatura mima il ventre materno. In ultimo il sondino rettale che va lubrificato e farà uscire in maniera meccanica l’aria sovrabbondante.

La farmacia ci viene incontro – aggiunge la dottoressa- con l’utilizzo dei probiotici perché con l’adattamento del sistema gastroenterico al mondo extrauterino cambia la flora batterica e quindi si crea un’alterazione tale per cui il bambino soffre di dolori addominali. Comunque la vera svolta è un ambiente calmo e privo di stress.

I farmaci utili ma non sempre efficaci per le coliche

Ci sono vari farmaci che vengono prescritti dal pediatra al fine di alleviare le coliche gassose, ma non sempre sono efficaci. Un nome salvifico tra tutti è il Simeticone, farmaco da banco innocuo, che promette di ridurre la presenza di gas nell’intestino: ha infatti azione antimeteorica.

In seconda istanza vi sono gli antispastici come il cimetropio-bromuro che però non è esente da effetti collaterali, come stipsi o sonnolenza. Consigliato per alcuni lattanti anche il lactobacillus reuterii; utile per il dismicrobismo, ossia un’alterazione della flora batterica intestinale, che il probiotico potrebbe aiutare a ripristinare.

Citiamo qui anche i Sali tissutali detti altrimenti sali di Schüssler, prodotti naturali derivanti da sali inorganici diluiti omeopaticamente. Essi prendono il nome dal loro inventore, il medico omeopata tedesco Dottor Wilhelm Heinrich Schüssler (1821-1898). Secondo il dottore, i suddetti sali sono in grado di ripristinare le normali funzioni cellulari che si alterano in presenza di patologie differenti tra le quali vi sono le coliche gassose. 

L’osteopatia come nuova frontiera

Dopo un consulto con il pediatra, può essere utile recarsi da un osteopata pediatrico che, con tecniche di manipolazione dolce, può portare beneficio sia per il reflusso gastro-esofageo che per le coliche nei neonati.

La manipolazione dolce interesserà le strutture muscolo scheletriche connesse alla digestione. La manipolazione viscerale invece alla base del cranio per allentare la tensione sul nervo vago, alla colonna vertebrale e nella zona delle scapole che innervano lo stomaco e non ultimo l’addome. Sono manipolazioni volte a rilassare la parete gastrica.



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