La mostra di FILA “Colori nell’antica Paestum. Vita dei Colori e Colori della Vita”

Una mostra per scoprire la meraviglia dei colori nell'antica Paestum. Un progetto di Fila, per avvicinare i giovani alla cultura e alla conoscenza del nostro patrimonio storico

Teste leonine Fila finanzia Colori nell’antica Paestum. Vita dei Colori e Colori della Vita
Cane maltese al guinzaglio. Tomba Lucana inizi III sec. a.C.

Forse non ce ne siamo accorti, ma siamo entrati in pieno in una nuova onda di mecenatismo. Se nel Rinascimento, epoca dei Mecenati per antonomasia, i Medici, gli Sforza, i Colonna, i Gonzaga e le altre grandi famiglie finanziavano Botticelli, Michelangelo e Leonardo da Vinci ed un’infinità di altri grandissimi artisti perché realizzassero opere in grado di dar lustro alla propria città e alla propria stirpe, oggi il mecenatismo è rivolto al recupero del patrimonio storico che anche grazie ai Mecenati delle epoche passate è giunto fino a noi. Ma chi sono i Mecenati di oggi?

Forse il più noto è Diego Della Valle (presidente di Hogan, Fay e Tod’s) che sta finanziando il restauro del Colosseo, ma non dobbiamo dimenticare le molte fondazioni legate a banche o a grandi industrie e multinazionali che promuovono e sovvenzionano restauri e mostre ed aiutano il mondo dell’arte e del patrimonio storico in generale. Ultimo esempio di mecenatismo è Bulgari, che in occasione del suo 130esimo compleanno, ha finanziato il restauro della scalinata di Trinità dei Monti a Roma.

Ed è proprio in aiuto del patrimonio storico nazionale che Fila – sì, proprio quella che fabbrica le matite che tutti abbiamo usato a scuola e che non mancano negli astucci dei nostri bambini – organizza la mostra “Colori nell’antica Paestum. Vita dei Colori e Colori della Vita.”

Teste leonine
Teste Leonine del tempio di Hera - IV sec. a.C.

La mostra

Com’erano i colori di quello che oggi vediamo solo come rovine visitando il sito archeologico di Paestum? Questa domanda è solo una scusa per introdurci alla scoperta della vita che si svolgeva qui tra il VI ed il III secolo avanti Cristo e nella visita alla mostra ci muoveremo attraverso tre grandi moduli che ci aiuteranno a rispondere.
In una prima parte incontreremo le copie di dieci grandi sculture completamente dipinte che ci daranno una prima idea di come poteva essere l’intero sito, con una ricchezza cromatica che ha dell’incredibile.
Due filmati ci introdurranno poi, nella seconda parte, a scene della vita quotidiana grazie alla ricostruzione di due tombe, una della greca Poseidonia e l’altra della lucana Paistom; già perché Paestum non è nata come città romana, ma ha origini ben più antiche e risalenti alla Magna Grecia.
Nella terza parte, infine, sarà possibile entrare in contatto diretto con i materiali e i colori, scopriremo come si realizzavano le tinte in quelle epoche e come possiamo reinterpretare il tutto con i nostri colori oggi.

Il progetto Colori nella Storia

La mostra “Colori nell’antica Paestum. Vita dei Colori e Colori della Vita” rientra in un progetto molto più ampio al quale Fila collabora con la Soprintendenza ai beni archeologici di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta e che, a partire da settembre 2014, sarà rivolto a tutte le scuole. Si tratta del progetto Colori nella Storia che nasce con l’intento di introdurre nelle classi materiali elettronici con cui avvicinare il mondo della scuola a quello della cultura ed in particolare della tutela e dello studio del nostro patrimonio archeologico.

Tomba del tuffatore
Tomba del tuffatore V sec. a.C.

La mostra “Colori nell’antica Paestum. Vita dei Colori e Colori della Vita” è al Museo Archeologico Nazionale di Paestum dal 12 aprile al 30 novembre 2014.

L’apertura è tutti i giorni dalle 8.45 alle 19.00 (tranne il 1° ed il 3° mercoledì del mese) ed il costo del biglietto è di 10 euro l’intero e 5 euro il ridotto (compresa la visita al parco archeologico).


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